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Viaggio in Italia: quali città visitare al Centro-Sud Italia.

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Quali Città visitare nel centro Sud Italia

In questo secondo post è giunto il momento di parlarvi di quali città visitare nel Centro Sud Italia. Ho riunito in tutto 19 blogger, e qui i miei amici nonchè colleghi vi parleranno delle loro 10 città preferite del centro sud Italia, città a loro care o che hanno una bellezza per loro unica.

Le ho messe nel secondo post per un semplice motivo: per motivi di spazio, non certamente perchè il Centro Sud sia meno importante del nord. Mettere 19 destinazioni in un post corposo sarebbe stato troppo. In questo modo potrete focalizzare meglio la vostra ricerca su quali città visitare nella parte centro meridionale dell’Italia. Buona lettura!

Se ve lo siete persi, vi lascio il link al post su quali città vedere nel nord Italia.

Cosa vedere ad Amalfi, di Orsa nel Carro.

Where are you from?

Non me la spiego questa curiosità geografica, eppure accade sistematicamente che quando sono in viaggio all’estero, io mi senta puntualmente rivolgere questa domanda. In hotel, nei ristoranti e tutte le volte che m’interfaccio con qualcuno: Where are you from?

E puntualmente, 9 volte su 10, la reazione alla mia risposta è un WOW accompagnato da un paio di occhioni sgranati. Perché la risposta è: “a few km South of Amalfi Coast.

E come dargli torto? La Costiera Amalfitana, per gli amici “La Divina”, è nota in tutto il mondo per i suo mare incantevole, per il buon cibo, l’accoglienza, le limonaie baciate dal sole e per i borghi pittoreschi. Ma soprattutto è nota per i rimandi ai fasti di un’epoca in cui la Dolce Vita, dalle strade di Roma, si prolungava fin quaggiù sul mare di Capri, Positano, Amalfi e Furore.

Il mio consiglio per godersi la Divina a 360° è di programmare un On the Road/On the Boat che preveda l’andata in auto e il ritorno in traghetto.

Se è vero che la panoramica SS 163 è il modo più veloce per raggiungere tutte le tappe della Costiera, è anche vero che la cosa è piacevole soltanto per chi siede sul lato passeggero!

Chi è alla guida purtroppo non può beneficiare della bella vista a causa delle strade strette. Spesso infatti sfiorano il costone roccioso, sono a picco sul mare e in diversi punti l’incrocio fra due veicoli è impossibile.

Ecco perché il traghetto è la soluzione ideale per ammirare paesini, antiche torri di guardia e terrazzamenti coltivati comodamente seduti “sul mare”.

Cosa vedere ad Amalfi
Lungomare © Orsa nel Carro

Itinerario lungo la Costiera Amalfitana

Un itinerario da manuale in Costiera potrebbe partire da Positano. Mi raccomando passeggiatela per bene da cima a fondo perché gli scorci instagrammabili sono tanti.

Da qui in pochi minuti d’auto (o perché no, anche con i mezzi pubblici), è possibile raggiungere Praiano e il suo incredibile Fiordo di Furore. Questo piccolo borgo di pescatori incastonato in una stretta insenatura, è stato l’alcova di Anna Magnani e Roberto Rossellini. La leggenda dice che qui si consumò l’epica sfuriata di Nannarella quando scoprì la tresca fra il suo Roberto e Ingrid Bergman.

Cosa vedere ad Amalfi
Furore © Orsa nel Carro

Proseguendo si raggiunge Amalfi con il suo imponente Duomo e la sua millenaria storia marinara (giusto per, l’inventore della bussola Flavio Gioia, era proprio di Amalfi).

E poi ancora via verso Sud raggiungendo Ravello con la sua vista/cartolina dal belvedere di Villa Cimbrone per poi proseguire a Vietri la città dalle maioliche colorate, nonché l’ultima tappa della Costiera prima di arrivare a Salerno.

Un consiglio: fermatevi a Salerno per una passeggiata serale sul lungomare, con l’obiettivo di aspettare il tramonto che si spegne sul profilo della Divina.

Dal porto turistico di Salerno potrete usufruire dei traghetti della linea Travelmar per tornare indietro e gustarvi un’indimenticabile panoramica della Costiera Amalfitana dal mare.

Cosa vedere ad Amalfi
Santuario © Orsa nel Carro

Abbiamo parlato di strade e vie d’acqua, ma per gli amanti della camminata, la Costiera Amalfitana offre un trekking che già dal nome promette magia: il Sentiero degli Dei! Da Agerola a Positano sono 10 i km (a/r) per una passeggiata suggestiva nel più glamour dei giardini del Mediterraneo!

Se vuoi prenotare un Tour privato della Costiera amalfitana, lo puoi prenotare qui.

Cosa visitare ad Arezzo, di Eli and Fabi on the Road.

Arezzo è una bellissima città Toscana, meno conosciuta di Firenze e Siena, ma non per questo è meno affascinante. Forse non tutti sanno che Arezzo, oltre ad essere conosciuta per essere la città dell’oro, è la città natale di Francesco Petrarca e di Guido Monaco. E’ famosa anche per la Giostra del Saracino ed è stata il set cinematografico del film La Vita è Bella. La città si può visitare interamente a piedi in un giorno, ma se avete a disposizione qualche giorno in più, avrete l’occasione di visitare dei luoghi molto interessanti. A pochi chilometri dal centro città, infatti, si trova Ponte Buriano, famoso per essere considerato il “famoso ponte” dipinto sullo sfondo della Gioconda di Leonardo Da Vinci. I dintorni sono ricchi di luoghi storici e artistici rilevanti.

Arezzo © Eli and Fabi on the Road

Il modo migliore per visitare la città di Arezzo è fare una bella passeggiata in centro, lasciandovi guidare dalla curiosità, alla scoperta di scorci suggestivi.

Durante il vostro itinerario, non dovete però perdere tre delle attrazioni principali della città.

Il Duomo di Arezzo e il Prato.

Partiamo da uno dei punti più alti della città, il Duomo di Arezzo, ovvero la Cattedrale di San Donato e San Pietro d’Arezzo. La cattedrale è stata edificata sopra una chiesa paleocristiana, la facciata esterna rimase incompiuta per moltissimi anni, fino all’inizio del Novecento quanto venne terminata. Nella parte posteriore il bellissimo campanile, la sua posizione iniziale era attaccato alla cattedrale, ma a causa delle vibrazioni delle campane che danneggiarono le vetrate, venne poi spostato e realizzato come struttura a sé stante. La parte interna è ricca di opere d’arte realizzate da Piero della Francesca, Andrea Della Robbia e Giorgio Vasari. A pochi passi dall’esterno della Cattedrale si trova il Prato, uno dei parchi cittadini, dove si trova anche uno dei punti panoramici sulla vallata.

Duomo di Arezzo © AngeloControversi da Pixabay

Una passeggiata in Piazza Grande

La piazza principale della città, dove si svolgono la maggior parte degli eventi, come ad esempio La Giostra del Saracino e la Fiera Antiquaria Questa piazza è uno dei set cinematografici del film La Vita è bella della città. La particolarità di questa piazza è sicuramente la sua pendenza e i palazzi che la circondano realizzati in epoche diverse. Attorno alla piazza sono presenti un palazzo del Cinquecento con un loggiato vasariano, il palazzo della Fraternità dei Laici di origine quattrocentesco, il palazzo del Tribunale e la Pieve di Santa Maria.

Arezzo © AngeloControversi da Pixabay

Il Crocifisso di Cimabue.

All’interno della chiesa di San Domenico si trova il famosissimo crocifisso realizzato da Cimabue nel XIII secolo. Quest’opera di Cimabue è ispirata al Christus Patiens di Giunta Pisano nella Basilica di San Domenico a Bologna. All’intero della chiesa si possono ammirare altri affreschi di artisti locali.

Un fine settimana in Umbria: Assisi e dintorni, di Il Mondo di Athena.

Assisi è uno dei luoghi più suggestivi che abbia mai visitato in Italia. Non perché sia religiosa – un tempo lo sono stata -, ma perché la cittadina umbra incarna un perfetto connubio tra natura e cultura.

Del resto, si tratta pur sempre della città che ha legato in maniera indissolubile la sua popolarità a quella del Giullare di Dio: San Francesco d’Assisi. Chi conosce la sua storia sa anche che Francesco ha nutrito una grande sensibilità nei confronti della Natura, di cui ha amato ogni elemento.

Ad Assisi si va e si seguono i passi di Francesco, ammirando un patrimonio culturale protetto dall’UNESCO.

Ti lascio qui questi due link se vuoi fare un tour di Assisi e Spello.

Ecco una panoramica dei siti principali da visitare.

La Basilica di San Francesco.

Hai mai visitato Padova? Se sì, allora quando entri nella Basilica di San Francesco sai quanta bellezza c’è nel cielo blu illuminato dalle stelle dorate: la mano di Giotto è riconoscibilissima. Il sito è tra i più visitati della città, naturalmente, ma la politica di gestione dei flussi è rigida e si pretende che in basilica si assuma un atteggiamento rispettoso. E mi sembra giusto, non per altro per rispetto dell’arte.

Cosa vedere a Assisi
Assisi © Il mondo di Athena

Basilica di Santa Chiara.

Prima che le spoglie di San Francesco venissero spostate nella basilica a lui dedicata, esse giacevano nella chiesa di San Giorgio. Alla morte di Santa Chiara, attorno a San Giorgio è stata costruita la chiesa intitola alla santa. La basilica di Santa Chiara è stata costruita attorno alla precedente chiesa di San Giorgio, dove per un certo tempo sono state custodite le spoglie di Francesco. Nell’oratorio della basilica è custodito il Crocifisso di San Damiano, da cui Francesco, secondo la vulgata, ha ricevuto le stimmate. Porziuncola – Il Crocifisso di San Damiano ha suggerito a Francesco di ripararsi presso la cosiddetta Porziuncola. Questa non era altro che una piccola chiesetta situata un po’ al di fuori dal centro di Assisi, presso la quale Francesco ha fondato l’Ordine dei Francescani – piuttosto di cattiva voglia.

Presso la Porziuncola ha trovato riparo anche Chiara, in fuga dalla casa paterna per sottrarsi a un matrimonio non desiderato e dedicarsi, piuttosto, alla vita religiosa. La Porziuncola non è più un corpo autonomo e isolato fuori Assisi, ma attualmente è del tutto compresa nel complesso di Santa Maria degli Angeli, che si può raggiungere in auto, ma anche a piedi attraverso gli uliveti.

L’Eremo di San Damiano.

L’Eremo di San Damiano è il sito che ho preferito di più, principalmente perché è immerso nella natura. Si raggiunge a piedi, attraversando gli uliveti. Il posto è davvero ameno: vige un’atmosfera di totale tranquillità e armonia. Raramente ho trovato un contesto simile in Italia, un contesto in cui nonostante l’affluenza turistica si riesce a vivere il luogo in modalità slow. Credo proprio che sia privilegio di pochissimi luoghi.

Cosa vedere a Assisi
Assisi © Il mondo di Athena

È necessario essere religiosi per visitare Assisi? Credo proprio di no. Del resto, tutte le nostre città d’arte legano la propria fama a basiliche e cattedrali. Il pregio di Assisi è quello di essere una destinazione a misura d’uomo e immensamente rilassante. Un weekend trascorso qui ti rinfranca.

Cosa vedere nei dintorni di Assisi.

Se il tempo non ti è tiranno, vale la pena trascorrere qualche ora a Spello, che è situato proprio nei dintorni di Assisi.

Spello non è che un piccolo borgo che attualmente vive di pochissimi abitanti, molti dei quali facoltosi. È invasa dai fiori, tant’è che una delle manifestazioni più famose del borgo è l’infiorata – quest’anno si terrebbe a giugno. In apparenza sembra quasi deserto, ma non è così. Se la tua intenzione è quella di restare per pranzare o cenare, il mio consiglio è quello di prenotare un locale quanto prima e immergerti totalmente nella tradizione enogastronomica umbra. E poi lasciare che siano i tuoi passi a guidarti alla scoperta di angoli di inenarrabile bellezza.

Cosa vedere a Assisi
Le campagne umbre vicino a Spello © Il mondo di Athena

Itinerario da Reggio Calabria alla Costa Ionica, di Viaggiatore Non Per Caso.

Bellezza e grazia è ciò che ammiriamo passeggiando per Reggio di Calabria. Il Capoluogo è in effetti elegante ed accogliente. Ricco di attrattive, si lascia scoprire piano piano regalandoci forti emozioni.

Il nostro itinerario inizia dal Corso Giuseppe Garibaldi; chiamato semplicemente “il Corso” è la principale arteria del centro storico nonché luogo dello shopping e dello struscio. Il Corso incontra la Basilica Cattedrale intitolata a Maria SS. Assunta, il più grande edificio sacro della Calabria. Il Duomo presenta una facciata spettacolare di un bianco accecante. All’interno ammiriamo la Cappella del Santissimo Sacramento, dichiarata monumento nazionale.

Nelle immediate vicinanze incontriamo la Chiesa degli Ottimati, una congregazione di nobili fondata dai Normanni. È stata ricostruita in stile arabo-normanno in seguito ai devastanti terremoti che hanno interessato la regione nel 1783 e nel 1908.

Uno dei simboli di Reggio è senza dubbio il Castello Aragonese, oggi sede di eventi e mostre.

Cosa vedere a Reggio Calabria
Castello Aragonese © Viaggiatore Non Per Caso

Molti associano Reggio ai Bronzi di Riace, meravigliosi reperti della Magna Grecia custoditi nel Museo Archeologico Nazionale. I due giganti sono stati trovati nel 1972 nelle acque antistanti Riace. Ancora incerta la loro identificazione: atleti, eroi o divinità? Ciò che è sicuro che guardarli fanno impressione per la prestanza e la straordinaria fattura.

Attrazione imperdibile è il Lungomare Falcomatà, definito da d’Annunzio “il chilometro più bello d’Italia” (in realtà è lungo poco meno di due chilometri). In effetti, il luogo è incantevole e ricco di richiami: splendidi edifici in stile liberty, reperti di epoca greco-romana, alberi giganteschi, monumenti commemorativi come quello a Vittorio Emanuele III e la splendida vista sulla Sicilia e sull’Etna. E come se non bastasse dal 2007 fanno bella mostra le opere della pittrice e scultrice romana Rabarama.

La costa Ionica della Calabria: uno dei mari più belli d’Italia.

Ma Reggio è anche meta prediletta degli amanti del mare. Splendide sono le spiagge che incontriamo a Melito di Porto Salvo, Bova Marina e Capo Bruzzano.

Reggio può essere scelta come meta per visitare i dintorni che molto hanno da offrire. Percorrendo la costa Jonica, raggiungiamo Pentedattilo. La visione dell’antico Borgo abbandonato è magica. Sorge ai piedi di aride guglie di pietra che prendono la forma di una gigantesca mano.

Cosa vedere a Reggio Calabria
Borgo di Pentedattilo © Viaggiatore Non Per Caso

Proseguiamo per Bova Superiore, un borgo alle porte del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il Paese conserva ancora forti tracce della cultura greca riscontrabile nella toponomastica e in alcuni edifici.

Arriviamo a Gerace, un gioiello di arte e storia che in realtà non ti aspetteresti di trovare in questo aspro territorio fatto di spuntoni di rocce e fiumare che scendono verso il mare.

Ci spingiamo fino a Mammola per ammirare il “Sogno di Giacobbe”, una straordinaria opera realizzata da Nik Spatari che copre interamente l’abside e la volta dell’ex complesso monumentale Santa Barbara, parte del MuSaBa – Parco Museo Santa Barbara.

Cosa vedere a Reggio Calabria
MuSaBa Parco Museo Santa Barbara © Viaggiatore Non Per Caso

Gli amanti delle immersioni subacquee devono sapere che questo tratto di mare ha costituito, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, una rotta strategica per i rifornimenti delle truppe dell’Asse impegnate in Africa Settentrionale nei combattimenti contro l’esercito britannico. Molti sono i relitti affondati dai siluri dei sommergibili della Royal Navy.

Cosa vedere a Gaeta, di Viaggi che Mangi.

Gaeta, quasi a metà strada tra Roma è Napoli, è una città a cui sono particolarmente legata. Qui è nato mio papà, qui per anni sono andata a raccogliere fave e pomodori con mia nonna e trascorso alcuni dei momenti più significativi della mia adolescenza. Ho scelto di parlarvi di Gaeta perché la conosco, la amo e credo che meriti di essere conosciuta un po’ di più. In pochi sanno che nella città del celebre carcere militare esistono bellezze che valgono la pena di essere scoperte. In pochi sanno che oltre alle belle spiagge, qui c’è tanto, tanto altro. Di seguito, allora, vi consiglio 3 cose da vedere a Gaeta assolutamente.

Una visita al Castello Angioino – Aragonese

Il Castello Angioino – Aragonese è uno dei simboli di Gaeta e uno dei motivi per cui in tutta Italia conoscono almeno il nome di questa città. È qui, infatti, che per molti anni è stato ospitato il celebre carcere militare.

La prima fortezza fu costruita probabilmente nel VI secolo, durante le guerre dei Goti, ma le notizie certe sul castello sono datate al tempo di Federico II di Svevia, che soggiornò più volte a Gaeta.

La struttura che si vede oggi è grande circa 14.100 m². Purtroppo non è visitabile al suo interno se non in rare occasioni, ma rimane uno dei panorami più belli per scattare fotografie ricordo.

La Gaeta Medievale

Gaeta Medievale è la parte più caratteristica della città e si estende proprio ai piedi del Castello Angioino – Aragonese.

Strette stradine, vicoli, portali e scalinate: tutto sembra rimasto fermo a parecchi secoli fa.

Un consiglio spassionato: recatevi fino alla Chiesa di San Francesco, una delle più scenografiche chiese gaetane. Il panorama, da lassù, è meraviglioso.

Cosa fare a Gaeta
Gaeta © Viaggi che Mangi

Da vedere assolutamente: il Santuario della Montagna Spaccata

L’ultima delle cose da vedere a Gaeta che ho scelto di consigliarvi è il Santuario della Montagna Spaccata.

Il luogo dove sorge il Santuario della S.S. Trinità è legato, secondo la leggenda, alla morte di Cristo, quando si squarciò il velo del Tempio a Gerusalemme.

Il Santuario presenta dei veri e propri itinerari al suo interno. Si può raggiungere la suggestiva Grotta del Turco o seguire il percorso della Via Crucis. Quest’ultima conduce prima all’impronta della Mano del Turco, un miscredente che, non avendo fede nella storia sulla Montagna Spaccata, toccò la roccia che subito si fece morbida. Secondo la leggenda quella che si vede ancora oggi è la sua impronta. Seguendo il percorso raggiungerete poi il giaciglio di Filippo Neri e, infine, a un piccolo faro a picco sul mare. Dal Santuario ci si può addentrare anche all’interno del Parco di Monte Orlando per ammirare le falesie e il blu del mare dall’alto.

Prima di andare via, ricordatevi di affacciarvi sul Belvedere, a sinistra appena usciti dal Santuario: il panorama sulla spiaggia di Serapo è bellissimo.

Cosa visitare a Lecce, di A Flavours Suitcase.

Centro nevralgico del Salento, città cosmopolita, piccola e accogliente, Lecce merita di essere scoperta e vissuta. Conosciuta per la sua bellezza barocca anche come la Firenze del sud, in realtà, Lecce ha un’anima tutta sua, un fascino che parte dalla sua architettura ma che deriva anche dalla sua cucina tipica e dalla gente che l’anima. Se non hai ancora scoperto la bellezza di Lecce, allora ti voglio suggerire 3 punti d’interesse che ti daranno un motivo per raggiungerla il prima possibile.

Porta Napoli e Porta Rudiae.

Per accedere al centro storico di Lecce è necessario passare sotto una delle famose porte che ci fanno entrare in una zona ricca di cunicoli, stradine acciottolate, chiese e negozi d’artigiani. L’accesso più famoso al centro storico è costituito sicuramente da Porta Napoli.

Questa si trova a est dell’Obelisco e fa parte dell’architettura di Lecce a partire dal 1548 quando venne edificata per omaggiare Carlo V. Porta Napoli infatti è un vero e proprio arco di trionfo dedicato all’imperatore che aveva fatto realizzare in città delle opere di fortificazione al fine di proteggere la città da eventuali attacchi. Ma perché Porta Napoli? Venne chiamata così perché attraversata era possibile intraprendere la strada che portava alla città di Napoli.

Cosa vedere a Lecce
Porta Napoli © A Flavours Suitcase

La seconda porta d’ingresso è Porta Rudiae. Questa è stata costruita da un nobile leccese nel 1703, Prospero Lubelli. La Porta si presenta con un fregio sul quale sono presenti i busti dei fondatori di Lecce: Dauno, Malennio, Euippa e Idomeneo. A Sormontare la porta è presente anche la statua dei protettori della città: Sant’Oronzo, San Irene e San Domenico.

Visitare la Basilica di Santa Croce.

Una volta che ti sarai addentrato tra le stradine del centro storico è d’obbligo la visita alla Basilica di Santa Croce, una delle attrazioni principali di Lecce. La Basilica di Santa Croce è l’emblema oltre che il miglior esempio di Barocco leccese. Tutta la facciata principale si presenta con arzigogolati e lavorati intarsi tipici dell’arte barocca. La chiesa è il prodotto dell’estro artistico salentino. Infatti, a lavorare al suo aspetto magnificente c’erano tre architetti salentini: Zimbalo, Riccardi e Penna, maestri intagliatori e scalpellini che l’hanno realizzata tra il XVI e il XVII secolo.

Cosa vedere a Lecce
Basilica di Santa Croce © A Flavours Suitcase

L’opera completata si presentò con degli elementi ricercati barocchi e rinascimentali, che fondendosi in modo armonico tra di loro hanno dato così spazio a un monumento conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza unica. La basilica si presenta composta in tre parti, la zona inferiore è in stile rinascimentale, il centro dominato dal rosone ha un’ispirazione romanica infine la terza e ultima parte presenta elementi barocchi. L’ingresso è sontuoso quasi spettacolare, le volte a crociera arricchiscono lo stile, come del resto le sette cappelle con i loro altari decorati riccamente.

Ammirare l’anfiteatro Romano di Lecce.

Lecce sicuramente ha più di 3 attrazioni, ma dopo aver visto le sue porte, l’obelisco e la Basilica di Santa Croce non potrai che raggiungere Piazza Sant’Oronzo e il poco distante Anfiteatro Romano di Lecce. L’anfiteatro è la testimonianza più rilevante dell’epoca romana a Lecce. Questo risale al II secolo d.C, e al suo interno secondo alcune testimonianze si svolgevano spettacoli e giochi che accoglievano ben 20 mila spettatori. All’inizio del XX secolo, dopo secoli d’incuria, e nascosto dalle macerie l’anfiteatro era rimasto nascosto sotto il “naso” dei suoi cittadini. Solo grazie a un importante scavo archeologico fu possibile riportare alla luce un terzo della struttura e anche alcune opere come: i rilievi in marmo del parapetto che rivelano i combattimenti tra uomini e animali, e la statua della Dea Athena esposta a Castromediano.

Cosa vedere a Lecce
L’anfiteatro © A Flavours Suitcase

Cosa non perdere a Lucca, di Fabio D. .

Immersa negli splendidi paesaggi naturalistici delle Alpi Apuane, della Garfagnana e dell’Appennino tosco-emiliano, non distante dal lago di Massaciuccoli e dal mare della Versilia, Lucca si presenta come uno dei tanti gioielli spesso poco conosciuti della nostra bella Italia.
Per visitare la città basta anche solo una giornata. Da non perdere le magnifiche chiese, come la Cattedrale di San Michele in foro a piazza San Michele e la Basilica di San Frediano, le torri ed i campanili. Concedetevi una passeggiata su via Fillungo, la via lucchese dello struscio ed entrate nelle botteghe tipiche e nei ristoranti per assaggiare i prodotti tipici ed i piatti di un’ottima cucina. Il consiglio è di vivere e girare la città a piedi o anche in bicicletta. I lucchesi infatti amano questo mezzo. Con più tempo ed un mezzo di trasporto a vostra disposizione, potrete dedicarvi ai dintorni su citati e alla scoperta delle magnifiche ville di Lucca.

Passeggiare per Piazza Anfiteatro.

Piazza Anfiteatro è una singolare piazza medioevale dalla forma inusualmente ellittica. Il motivo è presto detto. La piazza sorge infatti sui resti dell’antico Anfiteatro romano del II sec. d.C.
In epoca medioevale questo spazio cittadino era conosciuto come parlascio, da una storpiatura della parola latina paralisium con la quale si indicava l’anfiteatro.
Nel tempo, al suo interno, furono erette diverse costruzioni che servirono da deposito del sale, polveriera e carcere. Nell’Ottocento queste costruzioni furono demolite e fu costruita via dell’anfiteatro che costeggia la piazza all’esterno.
Alla piazza, divenuta famosa negli anni ’80 per uno spot di una rivista, vi si accede tramite 4 porte.
Nel punto in cui le porte si incrociano virtualmente, c’è una croce incisa su una mattonella.
Ospita diversi negozi ed è stata anche sede del mercato cittadino.

Cosa vedere a Lucca

Visitare le mura di Lucca

Le mura di Lucca sono uno dei pochi esempi di fortificazione cittadina rimasto intatto. Di fatto non furono mai utilizzate a scopi difensivi ma solo come deterrente e questo ha fatto sì che arrivassero a noi come erano un tempo.
Ciò ha consentito una perfetta conservazione anche del centro storico.
Sono lunghe poco più di 4 km ed essendo molto larghe, oltre ad essere state usate a lungo come vera circumvallazione cittadina, oggi sono un ampio viale alberato sopraelevato e sostanzialmente svolgono la funzione anche di parco cittadino. Qui infatti troverete tante persone praticare attività sportiva o fare semplicemente una piacevole passeggiata lungo le 12 cortine e gli 11 bastioni. Si può accedere alle mura da diversi punti, quindi se ne può percorrere anche solo un pezzo per spostarsi da una parte all’altra della città. In questo modo si ha anche una visuale diversa sul centro cittadino, sulle magnifiche chiese ed i campanili che spuntano uno dietro l’altro.

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Lucca e Giacomo Puccini, un legame indissolubile.

Giacomo Puccini, ultimo discendente di una famiglia di musicisti ed uno dei maggiori operisti della storia della musica, nacque a Lucca il 22 Dicembre 1858.
Puccini è l’autore di opere senza tempo, famose in tutto il modo come la Bohème, la Turandot, Tosca e Madame Butterfly. Non a caso molti dei turisti, soprattutto stranieri, che visitano Lucca, sono attratti prima di tutto da questo aspetto. Per questo motivo si può intraprendere un percorso nei luoghi del compositore.
Alla Corte San Lorenzo n° 9 troverete la sua casa natale. Qui trascorse la sua giovinezza prima di trasferirsi a Milano. Nella Chiesa di San Paolino e San Donato invece il Maestro suonava da piccolo. Troverete una sua statua, intento a fumare una sigaretta in piazza Cittadella.

Cosa vedere a Lucca
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Visitare la bellissima Matera, di Città Meridiane.

Dici Matera e subito ti vengono in mente i Sassi, i quartieri scavati nei profondi crepacci sul torrente Gravina, che da vergogna nazionale, come furono definiti da De Gasperi nel 1950, sono poi nel 1993 diventati Patrimonio Mondiale dell’Umanità, il primo sito Unesco del sud Italia. Ma il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso rappresentano solo una delle anime della città: la Civita quella più antica, il Piano il centro storico medievale e la Matera contemporanea e al di sotto del quale si cela la Matera sotterranea.

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I Sassi di Matera

La stratificazione delle abitazioni tra tetti, piccoli orti pensili, strade e chiese, rimanda all’idea di un gigantesco presepe che di sera si illumina della lucine che spuntano tra le casette scavate nel tenero tufo. La visita ai Sassi non può prescindere da San Pietro Barisano, la più grande chiesa rupestre della città, e le chiese rupestri di Santa Maria de Idris, San Giovanni in Monterrone e Santa Lucia alle Malve.

Cosa vedere a Matera
Matera © Città Meridiane

Il Piano.

Matera è un vero e proprio museo a cielo aperto, ma vale la pena visitare anche i suoi musei. Molto ricco il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata ospitato nel maestoso Palazzo Lanfranchi. Da visitare anche la Chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1233 in stile romanico e tra le più belle e importanti della città.

La Civita

Sul la parte della città più alta e più antica, svetta la Cattedrale dedicata alla Madonna della Bruna, autentico capolavoro di architettura romanica costruito tra il 1230 e il 1270.

Cosa vedere a Matera
Matera by night © Città Meridiane

I sotterranei di Matera.

Matera è una città che si sviluppa in positivo, con i suoi bei palazzi e le sue piazze, ma soprattutto in negativo, al di sotto delle strade dove svela grotte, labirinti, insediamenti rupestri, caverne, case, chiese e antiche cisterne. Ben sette i palombari che fino ai primi decenni del secolo scorso rappresentavano le fonti di approvvigionamento idrico per l’intera città. Tre sono visitabili tra cui la più grande cisterna della città, il Palombaro Lungo che si trova al di sotto della centralissima piazza Vittorio Veneto.

Matera e i suoi dintorni.

Uno dei più bei panorami si gode dal Belvedere di Murgia Timone dove tra le antiche chiese rupestri di San Falcione e della Madonna delle Tre Porte, pascolano placide mandrie di vacche podoliche con grandi corna e manto grigio. Visitare il Parco delle Chiese Rupestri, noto anche come Parco della Murgia Materana, è come affrontare in poche ore un viaggio dalla Preistoria al Medioevo, dal villaggio neolitico di Murgia Timone alle 150 chiese rupestri risalenti all’età medioevale.

Cosa vedere a Matera
Panoramica di Matera © Città Meridiane

Nella Gravina di Picciano, in Contrada Pietrapenta, c’è un piccolo gioiello: la Cripta del Peccato Originale, detta anche Grotta dei Cento Santi. Viene considerata una delle più antiche testimonianze dell’arte rupestre del Sud Italia e spesso definita la “Cappella Sistina” medioevale. Le scene dell’antico e del nuovo testamento sono state affrescate intorno alla prima metà del IX secolo d.C. su calcarenite trattata con una base di malta con fondo di alabastro da un anonimo artista chiamato il Pittore dei Fiori di Matera.

Cosa vedere a Matera
Vista dal Parco delle Gravine © Città Meridiane

Messina vi dà il benvenuto in Sicilia, di Viaggimperfetti.

E’ la città che dà il benvenuto in Sicilia a tutti i viaggiatori che dal resto d’Italia decidono di raggiungere l’isola attraversando lo Stretto. La città metropolitana di Messina, angolo “pizzuto” di Sicilia, si allunga a ovest sino ad incontrare la provincia di Palermo, a sud quelle di Enna e Catania e si affaccia sullo Stretto, proprio lì dove si incontrano due mari, il Tirreno e lo Ionio.

Cosa vedere a Messina
Stretto di Messina © Viaggimperfetti

Una visita alla Riserva Orientata di Capo Peloro

E se scegliessimo proprio lo Stretto per partire? Casa e sentiero privilegiato per balenottere e capodogli, delfini e piccoli squali bianchi, autostrada del mare per navi da crociera e container, traghetti e feluche che da maggio a settembre ne solcano le acque per la pesca del pescepada, lo Stretto è il primo spettacolo che la città di Messina vi offre.

Poco più a nord l’estrema punta, Capo Peloro, che la Calabria sembra toccarla, una delle tre di tutta l’isola, insieme a Capo Passero in provincia di Siracusa e Capo Lilibeo in provincia di Marsala.

E’ qui che troverete la Riserva Orientata di Capo Peloro con le sue spiagge, i due laghi costieri, Ganzirri e Faro, popolati da poiane, falchi, garzette e cormorani e circondati da canne, pini marittimi, palme e cipressi e i villaggi dei pescatori dove fermarsi per una sosta golosa, un piatto a base di pesce spada, magari cucinato alla “ghiotta”, con le olive e i capperi.

Cosa vedere a Messina
Lago di Ganzirri © Viaggimperfetti

Mezzogiorno tra il Duomo e il Campanile Astronomico.

Restiamo in centro città e cerchiamo di farlo intorno a mezzogiorno. Ci aspetta il magnifico Duomo, un testimone silenzioso della città che, costruito in epoca normanna e consacrato dall’Arcivescovo Berardo nel 1197, è stato modificato, distrutto e ricostruito nel corso dei secoli custodendo tracce e testimonianze delle differenti epoche. Valgono la visita la facciata coi suoi portali tardo gotici e i due ingressi laterali, le dodici cappelle, l’organo costruito dalla Ditta Tamburini di Crema, il museo del tesoro con la Manta d’oro utilizzata nelle grandi feste per coprire l’immagine della Madonna e del Bambino Gesù.

Sono le 12? Tutti fuori allora ad ammirare il campanile ricostruito dopo il terremoto del 1908 con il suo orologio astronomico, gioiello meccanico commissionato dall’arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933 e animato da numerosi automi che a mezzogiorno i punto si muovono sulle note dell’Ave Maria di Schubert: Dina e Clarenza, le eroine che difesero la città dalle truppe angioine, il leone, simbolo della forza che ruggisce seguito dal gallo, simbolo di risveglio, col suo chicchirichì. E poi la colomba che indica il luogo dove nasce il Santuario di Montalto, poco distante e ben visibile dal Duomo, il carosello dei giorni della settimana, quello delle età, una serie di scene bibliche e infine la patrona di Messina, la Madonna della Lettera.

Al termine dei 12 minuti di spettacolo offerti dal campanile del Duomo vi aspetta un assaggio di pignolata, il dolce tipico messinese ricoperto di glassa al limone o al cioccolato. O se preferite una fresca granita di caffè con panna.

Una visita al Monastero di San Placido Calonerò

Ultima tappa a San Placido Calonerò, nella zona sud della città, alla scoperta del monastero benedettino che oggi ospita l’istituto agrario Cuppari e l’Enoteca Provinciale Messina.

La struttura del Cinquecento, un tempo castello, poi monastero benedettino, che ospitò personaggi illustri come Carlo V, è circondato dai vigneti che danno vita a uno dei migliori Faro Doc della provincia. Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera, una percentuale di Nero d’Avola, Gaglioppo e Sangiovese che insieme si trasformano in un rosso color rubino.

Cosa vedere a Messina
monastero di San Placido Colonerò © Viaggimperfetti

E se siete fortunati, nei giorni di pioggia potreste avere la fortuna di incontrare il fantasma del fante di Carlo V che ancora oggi si aggira nella cappella ai piedi delle torre saracena.

Una visita alla bellissima Ragusa, di Impronte nel Mondo.

Una statua dallo sguardo severo all’angolo di un palazzo, un piccolo balconcino colorato di fiori rossi e con la ringhiera in ferro battuto. Il ticchettio dei ferri dell’ultimo artigiano che produce carretti siciliani…

Siamo a Ragusa, una delle otto città tardo barocche della Val di Noto, Patrimonio Unesco dal 2002, ma soprattutto siamo in una delle zone d’Italia che più amiamo.

E’ il Capoluogo di Provincia più a sud del Paese, in quella Sicilia calda e pacata, elegante ed accogliente. Quella che tanta storia e cultura ha visto passare, da amare il “bello” in tutti i suoi dettagli. E per questo è difficile raccontare “cosa vedere a Ragusa”, perché qui tutto tende al bello. Soprattutto i dettagli.

Cosa vedere a Ragusa
Ragusa © Impronte nel mondo

Si, certo: monumenti importanti ce ne sono, ma la raffinatezza e l’eleganza qui, si trovano ovunque giriate lo sguardo.

Non è un caso che Ragusa Ibla sia stata il set di molti film e che il suo Duomo di San Giorgio sia finito (anche) in moltissime scene della serie del “commissario Montalbano”!

Cosa vedere a Ragusa.

Si trova al centro di Ibla, in posizione rialzata rispetto al resto delle case, come si confà a chi è destinato a dominare!

La geografia della città in realtà è cambiata profondamente dopo il disastroso terremoto del 1693.

Il Duomo di San Giorgio si trovava infatti all’ingresso dei Giardini Iblei (oasi di ombra e fresco indispensabili, nelle giornata torride). Lì oggi rimane l’antica facciata: il Portale di San Giorgio.

Su queste delicata e fragile opera color rosato in stile gotico spagnolo, sono rappresentati il Santo che sconfigge il drago, alcuni antichi mestieri, flora e fauna locali.

Cosa vedere a Ragusa
Per le vie di Ragusa © Impronte nel mondo

L’attuale Duomo, dicevamo, venne costruito dal 1789 e completato con la cupola intorno al 1820.

La grande intuizione dell’architetto fu di inclinare la Chiesa verso sinistra rispetto alla piazza di fronte. E sapete perché? Perché in questo modo, arrivando dalla piazza si possono ammirare sia la facciata che la cupola, in un gioco di prospettive tra i più riusciti (ed incantevoli!) di tutta l’architettura barocca.

Una città dall’atmosfera magica.

Completano la cartolina il sole, gli ombrelloni bianchi, i tavolini dei bar e il piacevole vociare dei ragusani. Magari davanti ad una granita pistacchio e mandorla (rigorosamente con brioches, vero?!)

E da queste parti chiacchierare è una nobile arte; un aspetto importante della vita cittadina, al punto che nel 1850 venne costruito, proprio in Piazza Duomo, addirittura un “Circolo di Conversazione”: un luogo dove trascorrere del tempo – appunto – nell’arte del conversare.

E questo è solo un altro esempio di come la cordialità e il calore dei ragusani nasca da lontano. Così come l’amore per le proprie tradizioni, per la terra e i suoi prodotti più tipici.

Cosa vedere a Ragusa
Ragusa © Impronte nel mondo

Entrate in una rosticceria, una pasticceria o in un’enoteca e lasciatevi trascinare dall’entusiasmo di chi vi racconterà di olive dei monti iblei e di caciocavallo, di carrube e di formaggio ragusano. E, ovviamente, assaggiate.

Sarà la “ciliegina sulla torta”! Un ulteriore modo per accorgersi di quanto la Sicilia sia una terra splendida.

E quando la conoscerete, finirete per innamorarvene perdutamente…

Ringraziamenti.

Il mio grazie più sincero e più grande va a tutti gli amici blogger che hanno contribuito a questi due post: non ce n’è stato uno che abbia tentennato o detto di no quando ho esposto loro la mia idea. Il progetto è stato accolto subito con entusiasmo e in pochissimo tempo erano già tutti al lavoro. Ancora una volta hanno dimostrato di essere tutte persone eccezionali che hanno accolto l’idea con gioia e scritto col cuore per la nostra Italia.

Seguiteli e seguitemi nelle nostre avventure, sia sui social ma soprattutto nei nostri blog – dei quali vi ho lasciato il loro link. Inoltre, per tutti voi, se volete potete scaricare il nostro PDF: in un file unico con tutti i dettagli sulle città che vi abbiamo raccontato.

Torneremo ad abbracciarci ma soprattutto torneremo a viaggiare quanto prima, con gioia ed entusiasmo come facevamo prima. Un abbraccio amici!

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8 Comments

  1. Deb 06/05/2020

    Manca Palermo.. peccato. Casomai presente – alla prossima-a raccontare la mia meravigliosa città 🙂

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    1. lucapery 06/05/2020

      Eh Palermo purtroppo non avevo nessuno che ne parlava, averlo saputo prima….

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  2. Simona Pasquino 07/04/2020

    Messina e costa ionica calabrese mi intrigano parecchio ma tutto questo tour virtuale del centro sud ti invoglia subito a fare la valigia. Quest’anno scopriamo l’Italia.
    Bravi tutti!

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    1. lucapery 07/04/2020

      Davvero tutti eccezionali! Due articoli davvero utili per tutti! Grazie simo per essere passata e per aver contribuito.

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  3. dettabroad 06/04/2020

    Tutti insieme siamo una forza Luca!💪💪💪

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    1. lucapery 06/04/2020

      Tutti davvero bravi in entrambi i post!

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  4. Bellissimo post!!

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    1. lucapery 06/04/2020

      Grazie. Ho degli amici viaggiatori fantastici

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