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Street food a Palermo: cosa mangiare lungo le vie della città.

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Quando ho detto ai miei amici che sarei andato a visitare Palermo, mi avevano avvisato che sarei stato preso per la gola. No, non da qualcuno dei residenti, ma dallo street food Palermitano. E infatti avevano ragione: in città ho trovato ha una cucina davvero eccezionale anche se molto particolare. Considerata la Capitale dello street food, Palermo è un vero gioiello per gli amanti del cibo di strada.

Di sicuro ti capiterà di girare per i mercati locali e per le vie più strette della città: le tue narici verranno inondate dagli odori più inebrianti, prodotti da venditori e da mercanti mentre cucinano cibi unici prodotti esclusivamente al sud. Non è un caso che sia anche la quinta città a livello europeo per il cibo di strada e che fino a qualche anno fa si tenesse pure il festival dello street food.

Ma ora basta parlare: sto per raccontarti di cosa mangiare a Palermo, quindi preparati a mettere su qualche chilo. Non importa che tu sia a dieta: non ti potrai trattenere davanti a tante bontà.

Street food a Palermo: cosa mangiare tra cibo di strada e pasticceria di alta qualità.

Potresti pensare che Palermo e street food siano solo prodotti a base di carne e pesce acquistati ai mercati locali. Invece non è così: troverai cibo di strada lungo molte vie della città, sia nei vari ristorantini che nelle pasticcerie. Sì, hai capito bene: lo street food palermitano include anche tanta pasticceria, specialmente a base di ricotta di pecora.

Devo dire che noi ci siamo letteralmente spanciati: abbiamo iniziato il primo giorno con un cannolo e abbiamo terminato con due cannoli e qualche altra bontà della pasticceria siciliana il giorno della partenza. Continua a leggere sotto per scoprire cosa mangiare a Palermo.

1. L’Arancina.

Inizio a parlarti dello street food di Palermo dalla sua regina: l’arancina! E sia chiaro: qui si chiama arancinA, con la A finale. A Palermo è al femminile, a Catania è arancinO, al maschile. Mentre nel capoluogo siciliano la trovi di forma sferica, a Catania si può trovare anche a forma appuntita. Mentre ordini fai attenzione perchè sbagliare il genere potrebbe comportarti un cazziatone da parte del venditore. #Sapevatelo!

L’arancina, al plurale arancine, è una pallina di riso allo zafferano, ricoperta da una pastella e viene fritta, assumendo alla fine un colore arancione simile ad una arancia. L’arancina viene servita calda e ne esistono fino a 100 varianti. A fare la differenza è il suo interno, che può essere riempito con tantissime varietà di cibo: ragù, formaggio, pancetta, carne, sugo per la pasta alla norma, pistacchio e quant’altro. Noi ne abbiamo assaggiate di svariati tipi, ma per me la più buon resta quella col ragù dentro.

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Arancina

Puoi mangiare l’arancina in qualsiasi momento della giornata: pranzo, cena, accompagnando un aperitivo, come antipasto o come piatto unico. Essendo abbastanza pesante, noi l’abbiamo mangiata come pasto unico. Il costo varia dai 2.50€ ai 3€ ad arancina, a seconda del ripieno. Non mi era mai capitato di cenare con 10€ – bevande escluse – in 4 persone!

2. Il Cannolo Siciliano

Se l’arancina è la regina dello street food palermitano, allora il cannolo siciliano ne è il giusto re. Il cannolo siciliano è fatto con una pasta croccante e fritta, che viene arrotolata e fatta seccare per renderla croccante. Il suo interno viene riempito con ricotta di pecora, mentre ai due estremi vengono messi canditi, gocce di cioccolato oppure granella di pistacchio.

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Cannoli Siciliani

Può avere dimensioni diverse: può essere lungo qualche centimetro ed essere un prodotto di pasticceria tipo finger food, ma anche anche avere dimensioni più lunghe e sostanziose, fino a una decina di centimetri di lunghezza. Particolare non indifferente: deve essere preparato al momento per rimanere croccante e va subito mangiato. In questo modo la ricotta non ha il tempo di rilasciare la sua parte umida e quindi non ammorbidisce la pasta.

Se entri in una pasticceria e vedi i cannoli già pronti, la pasta molto probabilmente non sarà croccante e ti perderai la gioia del “crunch”. Da assaggiare a più non posso.

3. Lo Sfincione.

Lo sfincione è il simbolo del cibo di strada a Palermo ed è uno dei cibi più comuni da trovare lungo le vie della città. È stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali.

Si tratta di un pane pizza molto morbido e simile ad una spugna, ricoperto di salsa di pomodoro, acciughe, origano e cipolla. Si trova nei vari ristorantini ma anche al mercato in teglie di dimensioni di circa un metro e viene tagliato in tranci, servito e mangiato al volo. Non è un caso che ti abbia detto che assomigli ad una spugna: il suo nome proviene dal latino spongia che significa appunto spunga.

Infine, lo sfincione ha anche una variante, quella dello sfincione bianco che viene preparato a Bagheria nel periodo natalizio: la salsa di pomodoro viene sostituita con la ricotta e si mettono acciughe e cipolline.

4. Pane, panelle e crocchè.

Potresti trovare o panelle e crocchè oppure pane, panelle e crocchè. La differenza che ho incontrato stava solo nella presenza del pane: nel primo caso me le hanno servite o in un coppo – dopo te ne parlerò – o in un piatto, mentre nel secondo caso il panino le aveva al suo interno.

Se le crocchè sono le crocchette di patate, occorre spendere due parole sulle panelle: sono delle piccole frittelle di forma triangolare oppure quadrate, ottenute da un impasto di farina di ceci. Noi abbiamo mangiato le panelle sia come antipasto sia in mezzo al panino con le crocchè quando abbiamo fatto merenda pomeridiana. Il panino può sostituire anche un pasto intero. Onestamente il panino non mi ha entusiasmato, ma nemmeno deluso. L’ho trovato piuttosto…anonimo. Ma almeno andava provato.

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Il mio pane panelle e crocchè

5. Pani ca’ Meusa.

Un piatto particolare delle street food palermitano è il pani ca’ meusa. Si tratta di un panino morbido ricoperto di sesamo e servito con un ripieno di milza, polmone e a volte anche trachea di vitello.

Il meusaru si serve di una pentola inclinata per cucinare milza e polmoni, dove sul fondo si trova lo strutto bollente, per poi riempire il panino utilizzando una cassa coi buchi per far scolare un po’ il grasso. Viene poi condito anche con formaggio grattugiato, che può essere pecorino o ricotta. Il panino viene servito caldo e si può acquistare al mercato di Ballarò o della Vucciria ma anche in uno dei tanti negozietti di strada.

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Pane con la milza

Purtroppo non siamo riusciti ad assaggiarlo: non volevamo un panino troppo grande col rischio di buttarlo se non ci fosse piaciuto, e l’unico posto dove lo facevano in quantità modica – tipo assaggio – era l’Antica Focacceria San Francesco, che era chiusa. Quindi l’abbiamo perso. Ho sentito opinioni contrastanti in merito: chi dice faccia schifo, chi dice sia una delizia unica. Io attendo di saperlo da te.

6. Pane cunzato.

Del pane cunzato ci sono diverse varianti. Noi lo abbiamo assaggiato al mercato di Ballarò. A me è piaciuto molto: mi ispirava il suo aspetto e devo dire che mi ha soddisfatto alla grande.

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Pane Cunzato

Si tratta di un panino morbido ripieno con gli ingredienti più disparati: il mio aveva olive, pomodorini, formaggio, abbondante olio d’oliva, origano e all’esterno aveva una buonissima ricotta di Corleone. Il panino viene preparato al momento, ma non è raro trovarlo con acciughe, melanzane ma anche tonno e basilico. Insomma, questo prodotto dello street food palermitano potrà cambiare ad ogni angolo della città. E devo dire è uno dei piatti che secondo me devi provare a Palermo.

7. Stigghiole

Questo è uno dei prodotti di street food di Palermo che non sono riuscito a trovare in città, ma te lo segnalo comunque: sono le stigghiole. Anche questo piatto tipico palermitano è inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali.

Le stigghiole si trovano lungo le vie della città e a cucinarle è lo stigghiularu. Si tratta di uno spiedino cucinato sulla griglia, composto da un budello di agnello, ma può anche essere di capra o vitello. Il budello viene lavato in acqua e sale, viene condito con prezzemolo e arrotolato attorno ad un cipollotto e poi cotto alla brace. Si può aggiungere una spruzzatina di limone come condimento.

Generalmente si sentono a naso, dato che il fumo prodotto dalla brace attira molti curiosi all’assaggio.

8. Coppo di pesce fritto

Lo street food a Palermo non è solo carne, ma è anche pesce. E noi non ce lo siamo perso. Il coppo è un cono di carta al cui interno si trova pesce fritto da mangiare a mano oppure con un lungo stuzzichino.

Il pesce fritto è composto di solito da un mix di calamari, gamberi e pesciolini, accompagnato da una fetta di limone. C’è chi preferisce solo calamari, chi invece solo gamberi, altri ancora non gradiscono i pesciolini fritti. A Palermo è possibile avere anche un coppo di sole panelle, oppure di patatine fritte, ma anche con altri pesci come seppioline, polipi e totani.

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Coppo di pesce fritto

Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta: scegli quello che più ti piace e gustatelo. Noi lo abbiamo assaggiato da Passami u coppu, una catena appartenente allo chef Natale Giunta. Quello che abbiamo assaggiato non era affatto male.

9. Polpo.

Altra cosa da mangiare a Palermo è u purpu vugghiuto, il polpo bollito. Generalmente viene cucinato per strada alla griglia e servito così com’è, accompagnato da una spruzzata di limone. Altre volte viene servito con insalata. Ma c’è anche la variante del panino col polpo.

Il polpo bollito si può trovare sia lungo le strade della città, sia in uno dei mercati cittadini – Ballarò, Vucciara, del Capo – ma anche in località limitrofe come Mondello, Sferracavallo e Romagnolo. I venditori di polpo bollito si chiamano purpari.

Una cosa: del polpo i più audaci ne mangiano anche la testa. Io non ci sono mai riuscito. Tu ci riuscirai?

10. La Pasticceria Palermitana.

La Sicilia è nota per la propria pasticceria e ci sono alcuni dolci tipici Siciliani che devi assaggiare tra le strade della città. Ti ho già parlato del cannolo siciliano, quindi passiamo alla classica granita e brioche. A Palermo non è poi così tipica, lo è più a Messina e Catania, ma si trova lo stesso. La brioche va servita calda e può essere inzuppata nella granita. C’è poi la mitica Cassata Siciliana, un dolce a base di ricotta, pan di spagna e canditi ma che ho assaggiato in versione rivisitata. Infine ti consiglio di provare le Minne di Sant’Agata – tipiche di Catania ma diffuse anche a Palermo – le pantofole, la pasta di mandorle e i Krapfen al pistacchio.

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Granita e Brioche

Ora sai cosa mangiare a Palermo: lo street food è parte integrante della cultura palermitana e una visita a Palermo non può prescindere dal cibo di strada. Spero di averti dato dei suggerimenti utili e sono sicuro che anche tu tornerai ingrassato dalla Sicilia come abbiamo fatto noi 🙂 . Alla prossima e seguimi sui social.

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