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Visitare il Parco del Timanfaya a Lanzarote.

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Visitare il Parco nazionale del Timanfaya

Nella settimana in cui siamo recati a visitare il sud di Lanzarote, oltre alle classiche ore di spiaggia che mi sono dovuto fare, c’è stato un luogo che non potete perdere e che se vi recate qui dovete visitare: è il Parco del Timanfaya a Lanzarote. E’ forse il luogo più interessante –  ed unico – di Lanzarote.

Il Parque Nacional de Timanfaya è un parco in cui troverete pochissimi alberi, anzi se la memoria non m’inganna troverete solo qualche arbusto. Il resto è un paesaggio brullo, secco e desolato. Sembra quasi di essere su Marte, col vantaggio di non aver fatto un volo di qualche milione di chilometri. Ma andiamo con ordine.

Visita al Parco del Timanfaya a Lanzarote: un parco vulcanico da cui si è originata l’isola.

L’isola di Lanzarote, assieme a tutte le Isole Canarie, è un’isola generata dalle continue eruzioni vulcaniche. Tali eruzioni vulcaniche, sviluppatesi in passato, hanno dato a Lanzarote la forma attuale. Le continue eruzioni hanno poi dato “vita” al Parco del Timanfaya, alla caratteristica costa rocciosa e frastagliata e ai terreni scuri e neri dovuti alla lava solidificata. Se andate in spiaggia, vi capiterà di trovare dei sassetti neri. Ebbene, quelli sono gocce di lava solidificata.

Visita al Parco del Timanafaya
© Pixabay

Le eruzioni vulcaniche sono sempre state un problema a Lanzarote, tanto che la cittadina di Tinajo rischiò più volte di essere sommersa dalla lava e dal magma. Secondo la storia, ciò non avvenne grazie all’intercessione della Vergine addolorata: gli abitanti di Tinajo portarono una statua della Madonna proprio di fronte alla colata lavica e questa la fermò. Era il 16 aprile 1736. Da allora venne piantata una croce di legno per ricordarne l’evento.

La visita al parco del Timanfaya vi farà capire come sia sorta l’isola di Lanzarote e anche tutto il complesso delle isole Canarie. Ad oggi, i vulcani del Timanfaya non danno cenni di risveglio ma la loro attività sotterranea è ancora presente. Le dimensioni del parco superano i 50 km quadrati di estensione ed è diventato Parco Nazionale dal 1974. Dal 1993 è anche patrimonio dell’UNESCO con la qualifica di riserva Biosferica. Non si può accedere liberamente ma solamente pagando un biglietto d’ingresso. Conta più di 25 vulcani al suo interno, tutti al momento dormienti.

Come arrivare al Parco del Timanfaya per la visita.

Alla reception del nostro resort un banchetto di escursioni ci propone un pacchetto a 24€ a persona. Bambina di un anno, prezzo simbolico di 2€. Al banco della reception dell’hotel invece, 24€ totali.

Un autobus ci porta fino all’ingresso del parco, indicato da un’insegna sostenuta sopra la testa da un diavoletto, nonchè mascotte del Timanfaya: lui è “El Diablo”.

Se state pensando di visitare il Timanfaya arrivandoci in auto, potete arrivare fino all’ingresso che si trova lungo la strada che da Mancha Blanca va fino a Yaiza. Costo dell’ingresso: è di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini tra i 7 ed i 12 anni (sconto del 20% dopo le 15.00). Dopo 1 km dall’ingresso trovate il centro visitatori, l’unico luogo visitabile in autonomia.

El Diablo

Visitare il Parco del Timanfaya: le tre prove.

Passata la prima parte del tragitto, l’autobus ci porta in cima ad una collina dove si trova un ristorante. Il ristorante si chiama “El Diablo” e il buon Cesar Manrique, artista delle Canarie, ci costruì l’Islote de Hilario, una collina sopra ad un vulcano sul quale si trova il ristorante. La collina è molto ventosa e sul piazzale fronte ristorante, ci sono degli addetti che vi faranno constatare l’attività del Vulcano atraverso tre prove.

La prima prova sta nel dover tenere in mano dei sassolini raccolti con una pala sotto la superficie. Se riuscite a resistere agli oltre cento gradi di temperatura, beh passerete la vostra serata a scoppiarvi le bolle delle mani.

La seconda prova consiste nel gettare dell’acqua nei buchi appositi formatisi sul terreno. Dapprima si getta un po’ di acqua nel buco per “stimolarlo”, poi si vuota il secchio intero e ci si allontana in tutta fretta. L’acqua verrà espulsa sotto forma di vapore come un geyser islandese. 

Parque nacional de Timanfaya
© Pixabay

Ultima prova: l’autocombustione. Dei fogli di carta o degli arbusti secchi vengono messi all’interno di un grosso buco scavato nel terreno. A contatto con le pareti, dopo qualche attimo, carte e arbusti si incendieranno.

Dimenticavo: se mangiate al ristorante, la carne verrà cucinata su un barbecue naturale. Viene sfruttato il fuoco che si genera dal calore del vulcano.

Vedere il Timanfaya passando con l’autobus tra le colline di lava.

Terminate le tre prove, è giunto il momento di risalire in autobus per l’ultima parte del viaggio attraverso questo meraviglioso parco. In questo modo visiterete il Timfaya da un punto di vista diverso. Il percorso, denominato Ruta de los Volcanes, che si snoda tra le colline di lava solidificata, può sembrare noioso alla descrizione, ma vi assicuro che visto dal vivo non è così.

Il paesaggio richiama in certi punti la luna, per i suoi crateri, ma anche Marte per il colore rosso della sua terra. Ci sono punti in cui la strada è stata proprio scavata dentro le colate laviche e si vedono perfino la lava solidificata che sembra ancora colare.

Girare attraverso queste strade non è affatto semplice, specie con un autobus di una decina di metri. Infatti gli autisti sono dei veri e propri esperti, l’illusione di andarsi a schiantare è praticamente sempre presente, favorita dalla velocità non proprio bassa dei conducenti.

Visita al Parco del Timanfaya

Quando arriviamo in cima ad una collina si vede quello che viene chiamato Il Mantello della Vergine, la bocca principale del vulcano. A me sembra più un mantello Nazgul del Signore degli Anelli, specie per quello che ci uscirebbe in caso di improvvisa incazzatura da parte del sottosuolo.

Visita al Parco del Timanfaya

Il Parco si può visitare in autobus oppure in groppa ad un cammello, ma qui purtroppo non vi posso aiutare in merito a costi e tempistiche.

Visitare il parco del Timanfaya: il vulcano dormiente.

Sebbene il vulcano non erutti da decenni e l’attività nel sottosuolo sia presente, l’isola è costantemente sotto la minaccia potenziale di un’eruzione. Ma per gli abitanti i rischi sono praticamente minimi: il monitoraggio è costante e in caso di pericolo, l’isola sarebbe evacuata il prima possibile a partire proprio dalla zona sud. Le ultime eruzioni risalgono al 1730, quando la popolazione fu sorpresa di sera, e un’altra ci fu cento anni dopo, meno significativa ma per questo non meno importante.

Visita al Parco del Timanfaya

Non fatevi ingannare dalle mie foto, all’epoca scattate sempre con la famosa compatta del post precedente. Queste foto non rendono, il parco del Timanfaya merita di essere visto. Se capitate a Lanzarote, fateci una capatina 😉

Orari per la visita al Parco del Timanfaya.

Per organizzare la vostra visita al Timanfaya, i prezzi ve li ho già elencati, mentre qui sotto trovate tutti gli orari.

Orario del Parco: tutti i giorni dalle 09:00 a 19:00. Estate (dal 15 Luglio al 15 Settembre): dalle 09:00 alle 17:45.

Orario del Ristorante “el Diablo”: dalle 12.00 alle 15.30

Ruta de los Volcanes: orario ultima visita: 17:00h.

Orari Raccomandati: dalle 09:00 a 10:30 e dalle 15:00 a 17:00.

Visita al Parco del Timanafaya
© Pixabay

Per ulteriori informazioni sul Timanfaya, cliccate qui.

Se anche a te piace la Spagna, allora leggiti i miei post su Valencia oppure sulle città dell’Andalusia.

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2 Comments

  1. Sembrano le foto di Marte, talmente il paesaggio è diverso da qualunque altra cosa vista. Le tre prove però sono terribili 😉

    Rispondi
    1. lucapery 23/08/2017

      Si è vero, sembra di fare un salto di milioni di chilometri nel pianeta rosso pur restando sulla terra. Le tre prove sono proprio belle toste, ti fanno capire cos’hai sotto i piedi. ?

      Rispondi

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