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Consigli Fotografici

Iperfocale: cos’è e come si usa – con tabella di calcolo.

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Iperfocale

“Se usi l’iperfocale avrai tutto a fuoco”. Quante volte hai sentito questa frase? Tante, se fai paesaggistica. Ma che cos’è l’iperfocale e come si usa questa misteriosa distanza che tanti non conoscono e se la conoscono non sanno applicare?

Non ti preoccupare: in questo articolo oltre a spiegarti tutto, ti lascerò una preziosissima tabella di calcolo: non dovrai far altro che portarla con te sul campo, settare la tua reflex e vedere la misura dove mettere a fuoco. Detto questo andiamo a scoprire tutto sull’iperfocale.

Che cos’è l’iperfocale.

Partiamo dalla classica domanda: che cos’è la distanza iperfocale? L’iperfocale è la distanza minima a cui un obiettivo fotografico riesce a mettere a fuoco gli oggetti, mantenendo sufficientemente nitido sia il soggetto che l’infinito. In pratica: dalla metà di questa distanza in poi è tutto a fuoco. Quindi è, più semplicemente, la distanza minima di messa a fuoco. Bello vero? Peccato non sia sempre tutto così semplice: la distanza iperfocale varia a seconda della lunghezza focale dell’obiettivo, del diaframma a cui scatti, dal formato della tua reflex – full frame o apsc – e quindi non è sempre alla stessa distanza. E qui entra in gioco il calcolo dell’iperfocale. Oppure la mia tabella 😊

Iperfocale

Calcolo dell’iperfocale.

Sia ben chiaro. Nessuno ti chiederà di andare sul campo con calcolatrice e metro per calcolare sul momento l’iperfocale e poi misurare al millimetro dove si trova la distanza minima di messa a fuoco per avere a fuoco fino all’infinito. Esiste però una formula matematica:

H = f² / (N*c)

Dove:

  • H = la distanza iperfocale da calcolare per mettere a fuoco da lì a infinito
  • f = la lunghezza focale sull’obiettivo a cui stai scattando
  • N = l’apertura del diaframma
  • c = circolo di confusione e per APS-c è 0,016mm, per FF è 0,026mm.

Il risultato sarà un numero in millimetri da convertire in metri per tua comodità. Da quel punto che hai calcolato in poi sarà tutto a fuoco. Dimenticavo di dirti che cos’è il circolo di confusione: è un parametro fisso per APSC e FF che indica la soglia oltre la quale lo sfocato di una foto diventerà percepibile ai nostri occhi.

Profondità di campo e relazione con l’iperfocale.

Prima di procedere oltre, occorre fare una specificazione sulla profondità di campo. Perchè utilizzare l’iperfocale? E quando ha senso? Per rispondere a queste due domande occorre tirare in ballo la profondità di campo, un concetto basilare della fotografia con cui ti dovrai confrontare ad ogni click. La profondità di campo indica quanta nitidezza hai davanti al soggetto e dietro al soggetto. Più precisamente, la profondità di campo si estende fino a 2/3 della sua distanza totale dietro al soggetto e fino a 1/3 davanti al soggetto. Cosa vuol dire? Facciamo un esempio.

Se nel momento in cui tu scatti avrai una profondità di campo pari a 12 metri, questa sarà così suddivisa: 4 metri davanti al soggetto, 8 metri dietro. Tutto quello che si trova entro questo range di misura è a fuoco. Se è fuori, lo vedi come sfuocato. C’è un MA: la profondità di campo varia. Non mi addentro nel dettaglio, te ne parlerò in un altro post. Ma la profondità di campo varia dall’ampiezza del diaframma e dalla lunghezza focale. Più aperto sarà il diaframma e più lunga sarà la focale, più diminuisce la profondità di campo, se la focale sarà corta e il diaframma stretto questa aumenterà.

Ora, se fai una foto di paesaggio o macro, buona norma vuole che sia tutto a fuoco. Ed è qui che ti viene in aiuto l’iperfocale. Puoi anche decidere di avere parti sfuocate, per un motivo tuo personale o per dare un tocco diverso. Ma generalmente in questi casi va messo tutto a fuoco, dal primissimo piano ad infinito.

Generalmente per ottenere un’ottima profondità di campo ed una buona nitidezza si chiude il diaframma tra f8 e f11, a volte si può arrivare a f13. Spingersi oltre potrebbe comportare una caduta della qualità dell’immagine, aprire troppo potrebbe portare al rischio di non mettere tutto a fuoco.

Come mettere a fuoco e campi di applicazione dell’iperfocale.

Detto questo, ora sei sul campo. Hai la tua fotocamera sul tu bel treppiede, sei davanti ad un bellissimo prato con una montagna sullo sfondo ed i fiori in primo piano. Vuoi tutto a fuoco, non sai usare il focus stacking – un giorno te ne parlerò di questa tecnica – e devi usare per forza l’iperfocale. Quindi puoi fare 2 cose: calcolare l’iperfocale a mano dopo aver settato i parametri in macchina oppure vedere la distanza sulla tabella.

Il problema più grosso è come trovare il punto di messa a fuoco che hi calcolato o che ti dà la tabella. Come ti avevo detto precedentemente, nessuno ti chiederà calcolatrice e metro. Piuttosto, usa la tabella per conoscere la distanza minima di messa a fuoco e soprattutto, una volta trovata la misura, cerca di mettere a fuoco qualcosa che si trovi più o meno alla distanza iperfocale. Quindi, o metti a fuoco qualcosa che sia a distanza iperfocale misurando coi passi oppure a spanne – io l’ho fatto e non mi vergogno a dirlo -, oppure che hai due soluzioni alternative:

  • metti a fuoco tutto quello che sta dentro i tre riquadri in basso sul fotogramma. Per fare questo attiva la griglia della regola dei terzi e metti a fuoco tutto quello che si trova sui tre quadrati in basso. Se questi sono a fuoco, dovrebbe essere a fuoco tutto il resto. Quindi fai uno scatto di prova, poi zooma sull’immagine e controlla che sia tutto nitido sul fotogramma. Se non lo è calibra il fuoco finchè non vedi tutto nitido. In alternativa, nella fase di scatto puoi passare in live view, fare zoom e vedere se l’immagine live è tutta a fuoco muovendoti lungo il fotogramma.
  • Gli obiettivi più recenti hanno sul barilotto un piccolo indicatore con una misura: al variare del diaframma e della lunghezza focale questa varierà. Questa misura indica la distanza iperfocale.

L’iperfocale si applica nella fotografia di paesaggio, nella fotografia macro, ma anche nella street photography quando vuoi fare degli scatti con tutto a fuoco e devi essere reattivo. Infine una cosa che non ti ho detto: in genere la distanza iperfocale varia da pochi centimetri a qualche metro dal punto in cui ti trovi.

App per il calcolo dell’iperfocale e tabella relativa.

Per semplificare le cose ti do due suggerimenti. Il primo è quello di installare un’app sul tuo cellulare per il calcolo dell’iperfocale scaricabili da Google Play:

Io te ne segnalo 2, poi ce ne sono molte altre. Secondo me queste sono le due fatte meglio.

Ti lascio poi la tabella che puoi scaricare dove ti indica già tutto: grandezza del sensore, focale, diaframma e la misura dell’iperfocale.

Spero che la tabella ti torni utile ma soprattutto che tutto questo articolo su cosa sia l’iperfocale e come si usa. Alla prossima

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