LOADING

Type to search

Filtri fotografici: tipi, cosa sono e a cosa servono.

Consigli Fotografici

Filtri fotografici: tipi, cosa sono e a cosa servono.

Share

Qualche tempo fa ti avevo parlato di un genere molto in voga ultimamente, specie dopo l’avvento del digitale: la fotografia a lunga esposizione.

Questo genere fotografico, praticabile sia di giorno che notte, prevede l’utilizzo di alcuni particolari strumenti. Uno era il treppiede – qui ti parlo di come scegliere il treppiede per la reflex -. L’altro, di cui ti parlo oggi, è l’utilizzo dei filtri fotografici, non solo limitati al genere della lunga esposizione.

Sono qualcosa che un fotografo dovrebbe sempre avere sul proprio obiettivo. Sia per limitare effetti sgraditi da parte della luce sia per utilizzare gli effetti creativi che questi meravigliosi aggeggi riescono a regalare.

Un appunto: questo post sui filtri è un post su degli oggetti fisici. Non sto parlando dei filtri che trovi su Instagram, Lightroom o Photoshop. Quelli sono degli effetti che tu imposti e modifichi dopo lo scatto ed in fase di sviluppo pre-pubblicazione. Se vuoi ottenere invece un certo tipo di foto, anche creativa o senza certi problemi, devi usare quelli di cui ti parlerò qui sotto.

Spero di averti chiarito le idee. Se era quello che cercavi continua pure a leggere il post. Se non era quello che cercavi… Continua lo stesso a leggere, potrebbe risultare interessante capire cosa sono i filtri fotografici, quali tipi esistono e a cosa servono.

Filtri fotografici: cosa sono e suddivisione in macrocategorie. Pro e contro.

Prima di iniziare è bene capire che cosa siano i filtri fotografici.

I filtri fotografici sono delle lenti poste sopra le lente frontale dell’obiettivo con lo scopo di ridurre la luce o limitare gli effetti – per lo più quelli sgraditi – della stessa luce prima che colpisca il sensore. Fin qui niente di straordinario. Non confonderli coi filtri che usi dopo lo scatto, che generalmente sono dati dall’utilizzo di alcuni software e servono per dare certi colori o dominanti – per intenderci, non puoi dare l’effetto seta all’acqua con un software dopo lo scatto. Lo devi applicare prima, anche scattando da iPhone.

Bene, detto questo, se devi acquistare un qualche filtro fotografico devi prima decidere quale tipo vuoi. I filtri fotografici si dividono tra filtri a lastra e filtri a vite. Gli effetti che puoi ottenere sono bene o male gli stessi ma le differenze fisiche ed economiche sono rilevanti. Andiamo a scoprirli.

I filtri a lastra.

I filtri a lastra sono delle lastre di vetro poste davanti all’obiettivo. Normalmente la lastra è di forma quadrata con un diametro di 100mm. Viene sostenuta da un anello adattatore e da un holder portafiltri.

Sono utilizzabili da tutti ma in particolare li usano i fotografi di paesaggio professionisti in quanto molto costosi.

Pro:

  • Alcuni filtri non li trovi nella versione a vite.
  • La sostituzione della lastra è molto rapida e veloce.
  • Puoi mettere più filtri e i problemi sono minori.
  • Sono usabili con gli obiettivi al di sotto dei 14 mm.
  • Non hai il problema che se cambi obiettivo devi cambiare filtro.

Contro:

  • Sono molto più costosi dei filtri a vite.
  • Hai bisogno del supporto per la lastra. Dimentichi il supporto, i filtri te li guardi.
  • Tra lastra e lastra e tra lastra e supporto potrebbe passare della luce – se non chiudi bene – causando dei problemi.
  • Alcune volte si crea della vignettatura nello scatto.
Filtri a Lastra in vendita su Amazon (immagine di Amazon).

I filtri a vite.

Si chiamano così perché si avvitano sulla filettatura frontale dell’obiettivo.

I filtri a vite hanno dei grossi vantaggi ma anche degli svantaggi.

Pro:

  • Sono economici e quindi largamente diffusi tra gli amatori.
  • La filettatura non lascia spazio di per il passaggio della luce.
  • Non hanno bisogno di supporti.

Contro:

  • Se decidi di cambiare filtro sul campo, il processo è lungo.
  • Troppi filtri sovrapposti causano problemi di vignettatura o con la luce in ingresso.
  • Se cambi obiettivo, il filtro deve avere lo stesso diametro e potrebbe non essere utilizzabile.
  • Di solito hanno gradazioni o dominanti fisse, se devi variare gradazione o dominante devi cambiare filtro, quindi vedi primo contro.
  • Al di sotto dei 14 mm di focale, non è possibile usare filtri – o è molto difficile data la sfericità della lente -.

Nonostante tutto, io prediligo i filtri a vite in quanto più economici.

Applicazione dei filtri fotografici e a cosa servono.

Di solito i filtri fotografici servono per:

  • correggere il colore o la saturazione in fase di scatto.
  • controllare la luce.
  • proteggere dai raggi UV.
  • eliminare alcune effetti sgraditi della luce in fase di scatto.

Di solito si usano generalmente in fotografia paesaggistica e in fotografia a lunga esposizione diurna – in alcuni casi anche in notturna-. Ma ce ne sono alcuni che vengono usati in ritratto, nello still life o nella street photography. Quindi l’applicazione degli stessi può essere tra le più ampie.

Suddivisione, come e quando si usano i filtri fotografici.

Elencati i vantaggi e gli svantaggi, con la speranza di averti chiarito quali scegliere – lastra o vite -, è giunto il momento di capire quando si usano e come.

Beh, devo dire che se hai scelto vite o lastra, come usarli sarà davvero semplice: o li avviti sull’obiettivo se scegli i primi, oppure li fai scorrere sull’holder se scegli i secondi. Il campo di applicazione invece varia un po’ dalle condizioni esterne. Ecco qui sotto quando usarli.

Il filtro Skylight.

Il primo filtro di cui ti parlo è forse quello più importante. Non tanto per le funzioni che svolge, ossia quelle di scaldare la luce – di solito tende al rosa – e aumentare la nitidezza dell’immagine.

Piuttosto lo Skylight, dato il prezzo economico e la bassa incidenza sull’immagine finale si usa per un altro motivo: proteggere la lente frontale dell’obiettivo.

Filtri fotografici

Un colpo accidentale all’obiettivo potrebbe rompere o segnare la lente frontale. Sostituire o dover spendere soldi per sistemarla potrebbe costarti caro e forse converrebbe cambiare direttamente l’obiettivo stesso. Invece un colpo allo Skylight può salvare l’obiettivo. Al massimo ci si rimetteno pochi euro.

Ricorda: paraluce e skylight sempre montati!

Filtri fotografici

Il filtro UV Ultra Violet.

Serve per proteggere dai raggi UV. Ma ormai tutte le lenti al giorno d’oggi ricevono un trattamento anti UV. e allora a cosa serve il filtro UV?

Come sopra: a proteggere l’obiettivo. Col paraluce. Avere un UV o uno Skylight non cambia, basta che tu ne abbia uno sempre montato col paraluce.

Filtri fotografici

Il filtro Polarizzatore.

Veniamo ora ai filtri creativi: il Polarizzatore è uno tra i più importanti per i fotografi paesaggisti. Ma viene usato anche nello still life.

Serve ridurre i riflessi indesiderati nella fotografia di paesaggio e i suoi effetti sono difficilmente riproducibili in post produzione.

Normalmente si usa ruotandolo, in modo anche da decidere se polarizzare il cielo o l’acqua – i due scenari che danno più problemi di riflessi -.

Immagine presa dal web

I filtri ND: filtri a densità neutra.

In fotografia paesaggistica sono quelli che danno l’effetto seta all’acqua o l’effetto zucchero a velo alle nuvole.

Sono delle lenti che riducono la quantità di luce che colpisce il sensore di un certo n° Stop dato dal numero presente nel filtro. Ad esempio: un ND 64 ridurrà la luce di 6 stop. Questo è dato da 2 alla 6. Se il filtro fosse un ND 8, significa 2 x 2 x 2, quindi 2 alla 3, pertanto 3 stop. Per calcolare quindi gli stop moltiplica sempre 2 x 2…. fino a quando non ottieni quel numero indicato nel filtro.

I filtri ND più comuni ed utilizzati sono l’ND 64 (6 Stop) e conosciuto come Little Stopper e l’ ND 1000 (10 Stop) conosciuto come Big Stopper.

Filtri fotografici

I filtri ND a densità neutra variabile.

Prima che tu inizi a leggere questo paragrafo ti anticipo una cosa: io non li uso e li evito a priori!

Il filtro ND Variabile è composto da due filtri sovrapposti e ruotando il frontale si ottiene una diminuzione o un aumento della luce nell’obiettivo.

Molti lo acquistano in sostituzione dei filtri ND normali. Questo perchè con un unico filtro si può variare la densità da, per esempio, 5 a 9 stop senza dover smontare e rimontare la lente. Di per sé la cosa sarebbe comoda, ma la qualità di questo filtro è generalmente bassa e ciò si deve anche al basso costo del filtro.

Oltre alla bassa qualità del filtro – che però ultimamente è migliorata -, tale aggeggio non sempre è preciso. In più, avere un filtro che passa da 5 a 6 a 7 stop e così via, è pressoché inutile. Conviene avere due filtri ND diversi, per esempio un ND 64 e un ND 1000 in modo da poter ottenere effetti diversi, precisi e di qualità.

Il filtro GND Graduated Neutral Density.

Questa tipologia di lente è più facile da trovare nella versione a lastra che a vite. Questo perchè la densità neutra è graduata, ossia parte come trasparente dal basso per diventare poi più scura a mano a mano che si va verso l’alto.

Filtri a Lastra colorati in vendita su Amazon (immagine di Amazon).

Dato che la densità aumenta dal basso all’alto, è più facile come dicevo sopra, trovare il filtro sotto forma di lastra che sotto forma di lente a vite. Di solito si usano in paesaggistica per scurire il cielo. Col filtro a lastra potete scegliere dove posizionare il filtro, magari regolando l’inquadratura e riducendo la parte di cielo. Col GND a vite, normalmente la parte scura copre a metà la parte alta dell’inquadratura e quindi devi far combaciare l’orizzonte con la linea di inizio graduazione. Un po’ complicato.

Filtro Close Up.

Usati spesso da chi fa macro, sono delle lenti che vengono montate su lenti tradizionali per aumentare il fattore d’ingrandimento dell’obiettivo e ridurre la distanza minima di messa a fuoco.

In molti li usano per evitare di spendere soldi per un obiettivo macro.

Filtri a Close Up in vendita su Amazon (immagine di Amazon).

Non facendo macro e non utilizzando questi filtri ti dico solo che ne puoi usare più di uno. Ma se vuoi maggiori informazioni ti consiglio di cercare nel web.

I filtri colorati.

I filtri colorati sono delle lenti di un colore specifico.

Possono essere di colore rosso, giallo, verde, azzurro (ciano) e magenta. Sono pressoché inutili al giorno d’oggi perché si fa tutto in post.

Possono servire a dare la dominante del colore usato alla foto ma possono anche bloccare dei colori in ingresso ed esaltarne quelli della dominante scelta.

Non mi dilungo molto, primo perché non li ho mai usati dato che al giorno d’oggi si fa tutto in post, secondo perché ti basta sapere che esistono (risparmia i soldi per un polarazzatore o per un filtro ND).

Filtri fotografici
Copyrights Pixabay

Quali marche esistono di filtri fotografici esistono.

Io possiedo 3 filtri: 2 ND 64 e 1 ND 1000. Le marche che possiedo io sono Hoya e Gobe, ma vanno molto i filtri della Nisi e della Lee.

Poi se a lastra o a vite, deciderai tu.

Il diametro dei filtri.

Se usi quelli a vite, il diametro tra filtro e obiettivo deve coincidere: se il diametro dell’obiettivo è 77mm, dovrai acquistare un filtro da 77. Se usi quelli a lastra, in genere la misura più comune è una lastra da 100mm di lato, con un holder che si adatta all’obiettivo. Nel caso usassi un GND, questo può avere i lati corti da 100mm e quelli lunghi da 150mm. Questo per poter muovere la linea della gradazione sulla linea dell’orizzonte.

Quanti filtri posso mettere sulla lente frontale?

Dopo tutta questa classificazione e spiegazione, potrebbe sorgerti una domanda del tipo: (fino a) quanti filtri posso montare sulla lente frontale? Domanda che potrebbe sembrare sciocca e che pure io ho posto al corso di fotografia. Ma che merita una risposta sensata.

La teoria direbbe che tu puoi mettere sulla lente frontale quanti filtri vuoi, anche infiniti. E sarebbe pure vero. La conseguenza però è che intanto esagerare coi filtri è inutile. Perderesti il controllo del filtraggio della luce e non otterresti l’effetto desiderato. Inoltre troppi filtri messi davanti all’obiettivo degradano la qualità dell’immagine. Ed infine, con troppi filtri la luce fa più fatica ad arrivare al sensore.

Il mio consiglio è di ridurre i filtri sull’obiettivo al minimo indispensabile, sia che siano a lastra che a vite. Ti consiglio un filtro protettivo (skylight o UV) e sopra il filtro che ti serve per ottenere ciò che vuoi (Polarizzatore, ND, GND o che altro). Se hai un Polarizzatore, questo va come più esterno. Ma già tre a mio avviso sono troppi.

Bene, credo di averti dato una infarinatura generale ma completa sui filtri fotografici. Adesso sta a te decidere se acquistarli e quali acquistare. Buona luce!

4 Comments

  1. Non ho mai provato filtri con fotocamere, solo con una vecchia telecamera subacquea. Usavo il filtro rosso per ravvivare i colori sotto il pelo dell’acqua. Poi sono passato ai fari ed ho abbandonato anche questo filtro. Per la fotocamera sarei curioso di utilizzare un filtro ND

    Rispondi
    1. Luca 01/03/2021

      Ciao Fausto. L’ND è davvero figo. Però la fotografia subacquea è davvero un genere poco conosciuto e moloo affascinante.

      Rispondi
  2. Articolo molto interessante per me che sono neofita, mi piacerebbe provare il filtro polarizzatore, considerata la mia passione per i paesaggi! 😉

    Rispondi
    1. Luca 24/02/2021

      Grazie mille. Te lo consiglio, io lo prenderò fra poco, dato che ne ho 5 di filtri ma nemmeno un Polarizzatore. Ora che torno a fare paesaggio seriamente mi servira. Grazie per essere passati 😊

      Rispondi

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

error: Contenuto protetto! Anziché copiare scrivi contenuti senza sfruttare il lavoro altrui, pezzente!