Visita alle grotte di Oliero con i bambini

Covol dei Veci

Le grotte di Oliero per me sono state una piacevole scoperta. Non le conoscevo ma su richiesta di Silvia, la mia compagna, e complice una domenica libera, ci siamo recati a vedere questo parco regionale veneto nel comune di Valstagna,nell’alto vicentino. E’ stata indubbiamente una bellissima giornata in mezzo alla natura e dentro alla terra.

Grotte di Oliero

La visita alle Grotte di Oliero.

Il punto più importante della visita alle grotte di Oliero è la grotta Parolini. Prende il nome da Alberto Parolini, che la scoprì per primo nel 1822, ma fu anche imprenditore della carta proprio qui a Valstagna. La Grotta Parolini si raggiunge tramite un breve percorso lungo la parete di una piccola collina. Si passa davanti alla Grotta degli Assassini. Questa è così conosciuta perchè si dice vi “soggiornassero” gli assassini di Ezzelino da Romano – se non sapete chi sia leggetevi il post su Cittadella – . Un tempo l’acqua usciva da qui. Poi in seguito all’azione erosiva dell’acqua, la roccia venne scavata e l’acqua non uscì più da qui ma da sotto, l’attuale Parolini.

Parolini, che ipotizzò un sistema di grotte e di roccia permeabile per la quantità di acqua che fuoriusciva, si fece largo tra le rocce a suon di dinamite. E liberò l’accesso attuale, quello a cui si accede con la barca.

La visita alla grotta Parolini.

Caratteristica di questo parco è proprio quella di accedere alla grotta principale tramite una barchetta. Quando si arriva al punto di ingresso si troverà un distributore di numeri, come al supermercato. Prendete il vostro numero e attendete che vi chiamino.

Grotte di Oliero

Al vostro turno, vi verranno forniti cuffietta copricapo, casco e salvagente. Salite a bordo della barca e seguite con attenzione quello che vi dice la guida. Si parte abbassando la testa, la parete è veramente bassa. Il fonde dell’acqua passa dal metro a quindici metri in pochissimo spazio. La temperatura: 9°C quella dell’acqua, 12°C quella dell’aria. Entrambi costanti, che sia estate o inverno. La nostra guida – una ragazza bionda bravissima – ci spiega che l’azione dell’acqua è si lenta ma costante. Ci mostra varie stalattiti, in particolare la Pannocchia e la lingua di Suocera.

L’acqua che continua a cadere proviene dall’altopiano di Asiago, un terreno permeabile che fa scendere l’acqua piovana da lassù fin quaggiù. Questo spiega perchè ad Asiago non ci siano laghi. La pioggia ci mette dodici ore circa a scendere. Se la quantità di pioggia è elevata, il livello dell’acqua si alza e non si può più accedere alle grotte tramite la barca, quindi vengono chiuse.

La visita alla grotte dura circa venticinque – trenta minuti. Vengono spiegate varie particolarità della roccia e vi vine anche mostrato il profilo della Strega della Grotta. Terminata l’esplorazione si esce con la barca.

Speleologi

Una curiosità: una parte delle grotte viene esplorata dagli speleosub, speleologi subacquei.

Il Parco.

Il parco si caratterizza per la presenza del fiume Oliero, un fiume lungo solamente trecento metri, che si origina da una grotta e sfocia nel fiume Brenta. La Grotta da cui nasce il fiume è conosciuta anche come Covol dei Veci. Il Covol dei Veci una volta era visitabile, ora non più in seguito ad una frana. Il fiume nel corso degli anni è stato modificato svariate volte. Ma termina comunque nel Brenta e sembra un torrente.

Il parco ha due percorsi, uno un po’ più lungo e complesso, un sentiero di due chilometri circa. L’altro percorso, molto più breve, è quello in cui ci si avvicina alla riva del fiume Oliero, dalla parte opposta all’ingresso delle grotta Parolini. Qui in molti ne approfittano per mettere i piedi nelle acque ghiacciate del fiume.

Ci sono anche delle zone adibite a pic-nic se vi portate il cibo da casa. E’ qui che oltre a passare attraverso la montagna tramite una piccola grotta, ho visto i miei figli rotolare giù dalla parete più volte, divertendosi molto.

Il museo delle Grotte di Oliero e della carta.

Incluso nel biglietto avevamo anche la visita al museo. Si divide due parti: da una parte si trova il museo della carta. E’ dedicato al Parolini e alla sua attività di imprenditore delle cellulosa. Si parte delle prime macchine stampatrici fino ad arrivare ai giorni nostri, dove si parla anche dell’informatica e del possibile futuro della carta.

Museo della carta

L’altra parte si trova il museo di Speleologia e Carsismo. Tra i due è il più interessante. E’ dedicata alle grotte, alla storia della loro formazione, agli animali che popolano le grotte e all’attività di speleologia della zona. La parte più interessante per i bambini è quella in cui si visitano gli acquari, popolati da pesci e anche dai protei. Ad essere precisi non sono dei veri protei, in quanto non sono originari della zona ma sono più simili alle salamandre anche se sono rosa.

Info utili.

Le grotte di Oliero si trovano a Valstagna, poco più a nord di Bassano del Grappa e sono facilmente raggiungibili in auto. Quasi difronte all’ingresso si trova un parcheggio dove potete lasciare l’auto.

Il costo d’ingresso, con pacchetto famiglia, è stato di 24€. Due adulti, due bambini di nove e quattro anni – sono esenti fino a cinque anni -. Si paga al bar e potete scegliere tra varie tipologie di biglietto. Noi abbiamo scelto il pacchetto completo: parco, grotta e museo. Potete entrare ed uscire quante volte volete, ma tenete con voi sempre i biglietti per entrare ed uscire dai tornelli.

La nostra visita in tutto è durata circa quattro ore. Normalmente il periodo di apertura va da fine Marzo a fine settembre ma dipende molto anche dalla quantità di pioggia che si riversa nella zona. Non è raro che le grotte siano chiuse in certi giorni. Per questo vi consiglio di controllare sempre gli aggiornamenti nella loro pagina Facebook.

Author: lucapery

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