Cosa vedere a Cordoba in una giornata. L’antica capitale dell’Andalusia in quattro punti.

Ponte romano e moschea al Tramonto

Se non fosse per il suo glorioso passato, credo che Cordoba non sarebbe nemmeno sulla mappa delle città da vedere in Andalusia. E’ una città molto piccola, visitabile in una giornata. Ma nel suo piccolo ha davvero delle meraviglie da offrire. Quindi, se siete indecisi se andarci e non sapete piuttosto cosa vedere a Cordoba, vi lascio qui di seguito quattro suggerimenti per visitare Cordoba in una giornata.

Cosa vedere a Cordoba: il suo passato ai giorni nostri.

La sua storia è tutt’ora viva ai giorni nostri. Tutto parte dall’invasione araba del 700 d.c. circa. Gli arabi fondarono il regno di Al-Andalus e scelsero Cordoba come Capitale. Lo sviluppo di Cordoba nel periodo medievale, l’aveva resa la città più colta e potente dell’Europa occidentale. Mentre il resto d’Europa sprofondava nel bel mezzo della superstizione, del terrore e del buio, Cordoba fioriva. I letterati arabi portarono in città le loro conoscenze mediche, letterarie, astronomiche, astrologiche ed economiche. Da dopo la Reconquista Española, Cordoba conobbe un lento declino, venendo sorpassata dalle altre città. Ma il passato rimase. Sia nella lingua spagnola – con molte parole di origine araba – sia nella stessa città, con moltissime tracce del suo glorioso passato.

Cordoba

Cosa vedere a Cordoba: quattro cose da non perdere.

1.La grande Moschea.

Arriviamo sotto mezzogiorno a Cordoba e a metà pomeriggio ci avviamo alla scoperta della città. Prima tappa, La grande Moschea. Conosciuta come Moschea è in realtà la Cattedrale di Cordoba. I biglietti per l’ingresso li potete acquistare qui.

Moschea

Nacque originariamente come chiesa visigotica a pochi passi dal Guadalquivir. Dopo la conquista araba, venne dapprima suddivisa in metà moschea e metà chiesa, poi rimase solo la Moschea di undici navate, mentre la chiesa fu abbattuta. Al Manzor, reggente di fine millennio, nel 900 d.c. circa la fece ulteriormente ampliare: questo per far fronte all’aumento di fedeli, ma anche per dare una dimostrazione del suo potere. Le navate furono portate a diciotto e la dimensione è quella attuale.

La Moschea di Cordoba vista da fuori sembra tutto tranne che una moschea, forse sembra più una caserma militare. Poi arrivandoci di fronte si notano le prime decorazioni arabe. Dentro il muro che la delimita si incontro El patío de los Naranjos, il cortile degli aranci. Da qui poi parte la vostra visita. Quando entrerete vi troverete difronte un numero incalcolabile di archi. Girovagate per le sue navate fino ad arrivare al punto più bello, il Mihrab. Mihrab erroneamente posizionato verso sud – verso Damasco per la precisione, città di cui Al Manzor sentiva nostalgia e utilizzata qui per giustificarne il grossolano errore di posizionamento- e non verso sud est, verso la Mecca, è forse il punto più bello di tutta la moschea. Ammirate le sue decorazioni e poi ammirate il soffitto. C’è da rimanere incantati dai dettagli.

La visita continua tra i suoi archi fino ad arrivare alla parte cattolica della Moschea. Incontrerete l’altare e l’organo. Onestamente, sono la parte meno interessante di tutta la visita.

La vera essenza della Moschea sta nella Moschea stessa e nella sua parte araba.

2. El alcazar de los Reyes Cristianos.

Anche l’Alcazar de los Reyes Cristanos è una sorta di “riciclo” di una fortezza visigota. Nata come fortezza, venne prima convertito in una fortezza Mozarabe, poi in una fortezza-palazzo dei reali di Spagna. Fu qui che Cristoforo Colombo chiese nel 1486 i primi fondi per la spedizione verso le Indie a Isabella la Cattolica. Ma questa fortezza fu pure sede della famigerata e terribile Inquisizione Spagnola.

La visita all’Alcazar inizia proprio dai palazzi. Palazzi che non mi hanno impressionato più di tanto. Piuttosto, a fare centro ci hanno pensato i giardini. Giardini tenuti con una cura quasi maniacale, cura che in certe zone dell’Alcazar di Siviglia manca. La loro bellezza è forse pari a quelli dell’Alhambra. La caratteristica fondamentale è quella di avere delle piccole piscinette o zone d’acqua totalmente circondate dal verde. Al giorno d’oggi l’acqua proviene da una serie di pompe idrauliche. Al tempo di allora, il flusso dell’acqua era alimentato da un sistema a mulini che portava l’acqua dal Guadalquivir fin quassù. Davvero ingegnosi.

3. Il ponte romano.

Per due millenni è stato l’unico ponte sul fiume. Abbastanza anonimo di giorno, più bello quando cala la sera. Lungo 247 metri e composto da 16 arcate, è completamente pedonale. Ammirato di sera, sembra conduca il visitatore proprio dentro la Moschea. Vi consiglio proprio una passeggiata notturna lungo il Guadalquivir fino ad arrivare al ponte. Il tutto al calar del sole.

Ponte romano e moschea al Tramonto

4. Le strade di Cordoba.

Girovagare per le vie di Cordoba, è un’esplosione di colori. Ci abbiamo dedicato la mattinata dopo il nostro arrivo. Non limitatevi alla sola judería, il quartiere ebraico a pochi passi dalla Moschea. Esplorate tutta Cordoba e ammirate le sue strade colorate. Sembra di stare lungo le stradine dei paesini sudamericani. I colori di Cartagena, in Colombia, li trovate pure qui. Come mai? Perchè i primi spagnoli a trasferirsi nel nuovo continente provenivano dall’Andalusia. Con loro portarono lo stile architettonico, ma anche la lingua. Non è un caso che lo spagnolo sudamericano – pur con le su varianti – somigli molto all’andaluso e che certe zone del sud America ricordino l’Andalusia.

Passeggiare tra le strette vie è un’esplosione di colori e soprattutto di odori. I mille negozi vendono di tutto. In particolare, molti vendono spezie colorate. Sembra di stare nei mercati mediorientali, dove le spezie colorate sono esposte e se ne sente l’odore fortissimo. Anche il te viene venduto in foglie. Passare qui e sentirne l’odore forte e allo stesso tempo piacevole, è una gioia per i sensi.

Dove dormire a Cordoba.

Abbiamo dormito all’ Hospedería Los Angeles, un piccolo albergo a pochi minuti a piedi dal centro storico di Cordoba. L’albergo non comprende la colazione – ma potete farla a cinquanta metri a piedi al bar El Seis per 10€ in quattro – ma è davvero super. Pulitissimo, economico, stanze spaziose e in stile andaluso. Per una notte ci siamo accontentati di avere una stanza con quattro letti separati. Costo della camera: 70€. Hanno comunque camere per famiglie.

Dove mangiare a Cordoba.

Non mi sentirò di suggerirvi il locale dove abbiamo cenato in quanto non mi ha soddisfatto. Piuttosto vi dico che al bar Santos, bar storico della città proprio di fronte alla Grande Moschea, si mangia bene e con poco. Fanno ottimi bocadillos, tapas, ma soprattutto servono la mitica tortillas de patatas. Qui ne preparano cinque o sei al colpo e le mettono dentro una teca. Vi dico solo che sono alte circa dieci centimetri.

Tortilla de patatas

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Author: lucapery

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