Andalusia in 10 scatti.

Andalusia in 10 scatti

Avrei bisogno non di dieci, ma di mille scatti per riassumere questa meravigliosa regione. Mi aspettavo tantissimo, ci ha dato tantissimo. Riassumere l’Andalusia in 10 scatti non è per niente semplice. Se mi permettete il paragone, come viaggio lo reputo un viaggio all’altezza di quello fatto in Canada – e chi mi segue o conosce sa quanto io ami quel meraviglioso paese -. Per questo nella classifica dei miei viaggia, l’Andalusia è a pari merito col Canada.

Ci riprovo, come al solito. Proverò nuovamente a prendervi per mano e accompagnarvi tra cinque città e una cultura introvabile in campo europeo, con buon cibo e tantissime cose da vedere. Una terra con radici profonde e che si mescola con un’altra cultura. Perchè la differenza tra l’Andalusia e qualsiasi altra regione del mondo è proprio questa: la presenza di una cultura radicalmente diversa. Il filo conduttore è la fortissima presenza di una cultura proveniente da di là del mare, che ha lasciato trace ben visibili al giorno d’oggi e chiaramente distinguibili, in campo artistico, letterario e anche culinario – da cui si è “salvata” solo una piccola zona secondo me.

Inutile che vi dica quale sia questa cultura che ha reso unica l’Andalusia, perchè tanto lo sapete già. Ma è da questa che inizierò la mia Andalusia in 10 scatti.

1) La Cultura Araba in Andalusia.

Il Regno di Al- Andalus, conosciuto al tempo anche come Califfato di Cordova, ha governato per settecento anni la Spagna centro meridionale. E mentre l’Europa sprofondava nelle tenebre del Medioevo, Córdoba si erigeva come capitale della regione più sviluppata d’Europa dell’epoca. Non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale ed architettonico. Gli arabi in settecento anni di storia portarono delle conoscenze sconosciute ai giorni di allora. E quando furono cacciati, lasciarono dei segni ben visibili. Girare per le città principali dell’Andalusia significa convivere con la cultura araba. Le Teterias di Siviglia, l’Alhambra di Granada, La Mezquita di Cordoba e non solo.

Arte araba dentro l’Alhambra

2) Siviglia.

Capitale dell’Andalusia e città dalla bellezza disarmante – ve ne parlerò prossimamente – Siviglia credo sia la città tra tutte quelle della regione, per cui vale la pena spendere 3 giorni, assieme a Malaga. Non perchè le altre non lo meritino, ma perchè è quella che ha il maggior numero attrazioni. Non vi voglio anticipare molto sennò scrivo due post in uno, vi dico solo che ho depennato un’altra delle 100 cosa da fare prima di morire: il giro in barca a piazza di Spagna.

Andalusia in 10 Scatti
Plaza de España

3) La bellezza delle vie di Córdoba.

Sarebbe troppo riduttivo dire che Córdoba si limita alla sua Grande Moschea, oggi Cattedrale. Oltre a questo, una cosa mi è davvero piaciuta: girovagare senza meta per le sue vie. Le sue stradine sono talmente strette che non ci passano nemmeno le macchine a volte. Non tutte sono piene di negozi di souvenir e ristoranti. Alcune sono spoglie, altre con le finestre colorate. Ma le più belle sono le vie piene di fiori.

Andalusia in 10 scatti
Calle de las Flores, Cordoba

4) Granada.

Come per Córdoba, ridurre Granada alla semplice Alhambra è un vero peccato. E’ vero che tutto gira attorno a questa fortezza, ma Granada è anche una città giovanile e molto viva, piena di locali. Per vedere bene l’Alhambra ci siamo recati al Mirador de Sant Nicholás, passando attraverso le vie dell’Albaicín, il quartiere ebraico della città. Anche di questo ve ne parlerò a tempo debito, intanto gustatevi l’Alhambra al tramonto.

Alhambra
Alhambra

5) La vita a Marbella.

Volevamo rilassarci e ci siamo riusciti. Ma andare a Marbella non è per tutte le tasche – soprattutto le mie. Ma siamo stati bravi a non spendere molto – . A Marbella lo spirito andaluso si perde totalmente, è il luogo che si è “salvato” dallo stile arabo. Marbella è prettamente turistica, piena di campi da golf e ville lussuose, yacht e yacht club, Vip e personaggi famosi. Ciò non toglie che con un po’ di accortezza potete togliervi molte soddisfazioni. E la spiaggia di Puerto Banús non è per niente male.

Spiaggia di Puerto Banús

6) Cadice.

Troppo spesso snobbata e poco considerata. Eppure secondo me una visita la merita. Specifico che avrei fatto un giorno in più a Marbella e uno in meno a Cadice. Ma anche Cadice ha il suo fascino. Il centro storico è caratterizzato da lunghe vie e dalla bellissima Cattedrale. Ma la cosa che più mi è piaciuta è stato il tramonto sull’Oceano.

Cadice
Cattedrale di Cadice

7) Ir de Tapas.

Abbiamo fatto più volte il pranzo o la cena a suon di Tapas. Ir de Tapas per gli spagnoli è sinonimo di aperitivo. Si cammina per le strade e accompagna il cibo in compagnia di una bevanda, specialmente la birra. Le tapas di solito possono essere di pesce, carne, ma anche a base di verdura – non è raro vedere qualcuno bere il Gazpacho, una zuppa fredda a base di pomodoro. Costano tra i tre e quattro Euro l’una. Noi l’abbiamo fatto più volte, anche come antipasto durante la cena. La mia preferita rimane il pane tostato con pancetta, formaggio di capra e cipolla caramellata. Mangiata a Cadice, ho ancora l’acquolina.

Tapas
Tortillas de Patatas

8) Il Flamenco.

Ballo di origine gitana, nato anche nel barrio di Triana (Siviglia), è facile imbattersi in ballerini di Flamenco lungo le strade delle città. Caratterizzato dal forte battito delle mani e dei piedi su una tavoletta di legno, è un ballo a volte molto sensuale. La musica si basa su un canto all’apparenza stonato accompagnato da una chitarra. Oggi è possibile assistere a dei veri e propri spettacoli di Flamenco nei locali. E secondo me ne varrebbe davvero la pena.

Andalusia in 10 scatti
Ballerino di Flamenco

9) Il balcone d’Europa.

Nerja, località turistica conosciuta come il balcone d’Europa per la presenza di una terrazza sul mare. Qui si dice ci sia il clima più bello di tutta Europa. Affacciatevi sulla terrazza che da sul mare: sarete praticamente circondati dal blu del mare e del cielo.

Nerja
Balcón de Europa.

10) La tradizione spagnola: la Plaza de Toros di Ronda.

Tradizione spagnola che non mi piace e la trovo seconda solo all’orrenda Grindadrap delle Isole Far Oer : la corrida. Non mi recherò mai e poi mai a vederne una, ma Ronda la trovo significativa per essere la “patria della corrida moderna”. Qui si trova la Plaza de Toros, edificio storico nonchè museo che spiega tutta la nascita della corrida e la sua tradizione. Mi sono seduto sugli spalti e ho provato a immaginare il torero, il toro e il pubblico. Non mi sono sentito a mio agio e mi sono alzato dopo pochi attimi.

Andalusia in 10 scatti
Plaza de Toros, Ronda

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Author: lucapery

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