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Portobuffolé: cosa vedere nel piccolo borgo in provincia di Treviso.

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Il borgo di Portobuffolè è un altro dei meravigliosi borghi da visitare del mio Veneto. Ho colto l’occasione per visitarlo durante un pomeriggio primaverile. Questo piccolissimo paesino è in provincia di Treviso, ma è situato al confine col Friuli Venezia Giulia ed è più vicino a Pordenone che a Treviso. E’ noto in zona per il mercatino dell’antiquariato che si tiene la seconda domenica di ogni mese.

Oltre a questo, ha molto altro da offrire: non serve andarci di proposito la seconda domenica del mese solo per il mercatino. Ovvio, quella può essere un’attrazione interessante, ma ti assicuro che c’è di più. La visita per le vie del paese dura circa un’ora e qui di seguito ti racconto cosa vedere a Portobuffolè.

Portobuffolè: storia del borgo.

Prima della sua nascita, sulla riva sinistra del fiume Livenza esisteva un villaggio di pescatori, agricoltori e pastori, originario del III secolo a.C. ed era chiamato Septimum de Liquentia. Questo perchè si trova a 7 miglia da Opitergium, l’attuale Oderzo. L’origine del nome però è controversa. Se per qualcuno Portobuffolè ha una radice etimologica legata alla parola bufalo, altri invece ritengono che buffolè sia un’evoluzione della parola latina buvoledi. Quindi Portus Buvoledi, ossia porto sul canale.

Durante il periodo feudale, il castello di Portobuffolè appartenne prima alla dominazione Carrarese, poi passò sotto il Patriarcato di Aquileia e nel 1339 sotto la dominazione Veneziana. Fu un periodo di grande splendore e prosperità perchè Portobuffolè vide allargarsi la sua giurisdizione, fino a quando i francesi lo cedettero all’Austria col trattato di Campoformido. Fu l’inizio del declino: il paese vide restringersi la propria giurisdizione e la frazione passò sotto il comune di Brugnera.

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L’antico Fontego del Sale

Al di là delle guerre mondiali, significativa furono le alluvioni del 1965 e del ’66 che sommersero il paese. La ripresa fu lenta e graduale, ma anni di sacrifici ormai erano andati in frantumi. Alcune famiglie si allontanarono dal borgo, mentre le industrie furono ricostruite nei paesi limitrofi.

Cosa vedere a Portobuffolè.

Se vuoi sapere cosa vedere a Portobuffolè non ti resta che continuale la lettura. I luoghi più interessanti sono quasi tutti all’interno del borgo. Alcuni però si trovano appena fuori da Porta Friuli.

1. Il Mercatino dell’Antiquariato.

Il mercatino dell’antiquariato di Portobuffolè è l’attrazione principale che attira più turisti in paese. E’ uno dei più famosi della provincia di Treviso tra quelli dedicati all’antiquariato e al collezionismo. Si svolge ogni seconda domenica del mese ad eccezione del mese di agosto.

Lungo le sue strade si trovano più di 200 espositori – sia professionisti che hobbisti – provenienti anche da altre regioni italiane. Gli espositori vendono piccoli oggetti, ma anche francobolli, antichi giocattoli, ceramiche, libri oppure mobili. Il mercatino si svolge dalla mattina presto fino a metà pomeriggio. Dalle 16.30 molti espositori iniziano a raccogliere la propria merce per rientrare, dato che molti di loro provengono da regioni lontane rispetto al Veneto. Ti lascio il link al sito del mercatino del vintage di Portobuffolè.

2. Piazza Ghetto.

Durante il periodo Veneziano a Portobuffolè risiedeva una cospicua comunità ebraica. La posizione strategica del borgo lo rendeva fulcro delle attività economiche e bancarie del tempo. Quando il Monte di Pietà di Venezia chiuse, parte della comunità ebraica si trasferì qui. Dove si trova il Duomo ora, nel 1480 sorgeva la Sinagoga e l’edificio attiguo era quello dell’Archisinagogo.

Gli ebrei svolsero qui attività bancarie come prestiti ed usura. Provenivano anche da Francia e Germania, che li cacciarono con l’accusa di aver diffuso la peste. L’edificio dell’Archisinagogo si affaccia su quella che oggi è piazza Ghetto.

Sempre nel 1480 alcuni membri della comunità furono accusati di infanticidio e scacciati dal paese, con l’ordine di non tornare mai più. A loro memoria venne affissa una targa in Ebraico.

3. Casa di Gaia da Camino.

La casa di Gaia da Camino si trova in Via Businello. Attualmente è sede museale ed è un esempio di casa torre medievale. La facciata presenta delle bifore trilobate con dei capitelli a fior di loro che la rendono tra gli edifici più importanti in stile gotico-rinascimentale dell’alto Livenza.

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Uno degli affreschi in Casa di Gaia da Camino

La casa si compone di 4 piani e presenta numerosi affreschi del XIV-XV secolo. Gli affreschi sono recuperati e restaurati dopo un importante lavoro di recupero degli stessi. Gaia da Camino fu una poetessa provenzale molto nota attorno al 1300. Col marito Tolberto ne fece la sua residenza e la rese un ambiente culturale frequentato da celebrità dell’epoca, artisti, letterati, uomini di scienza e uomini colti. La sua popolarità fu tale che anche Dante la citò nel suo XVI canto del Purgatorio.

Oggi la casa di Gaia da Camino è sede di mostre temporanee che si sviluppano sui 4 piani della dimora. Col biglietto alla Torre Civica è incluso anche l’ingresso alla Casa di Gaia da Camino.

4. Le vie de Borgo.

La passeggiata per le vie del borgo è molto breve. Le strade sono tutte affiancate da portici e non è un caso che qui si possa ascoltare il silenzio, come dice lo slogan nel flyer della Torre Civica. Tutto sommato il paese si compone di 3 strade parallele tra loro.

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Vie di Portbuffolè

Al momento della nostra visita il borgo è vuoto, silenzioso ed il tempo non aiuta. Mi sarebbe piaciuto vistarlo con il Mercatino dell’antiquariato e popolato di gente per respirarne l’atmosfera.

5. Il Duomo.

Unico edificio religioso nel centro di Portobuffolè è il Duomo. Consacrato nel 1559 al suo interno ha una serie di opere d’arte testimoni della storia e della tradizione religiosa del luogo.

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Facciata esterna del Duomo

Il Duomo è dedicato a San Marco ma nacque originariamente come Sinagoga ebraica. Dopo la cacciata degli ebrei nel 1480, l’edificio rimase chiuso per 80 anni.

Sul soffitto si trova il Trionfo di San Marco e San Prosdocimo, la traslazione di San Tiziano e ai lati Sant’Antonio e San Francesco. Agli altari laterali si trova il Crocifisso ligneo del 400 di scuola tedesca, il Battistero e una tavola del Da Milano. Sul lato sinistro, dove si trova un altare settecentesco, c’è un’urna con le reliquie di San Gervasio. Sopra al battistero si trova un’opera di Francesco da Milano ed è una pala dedicata alla Madonna.

Ma il vero gioiello del Duomo di Portobuffolè è l’organo, che si compone di 471 canne di stagno misto a piombo, tutte fuse a mano. L’organo è ancora funzionante.

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Interno del Duomo di Portobuffolè

6. La torre Civica.

La torre Civica è l’unica torre del borgo. Si trova proprio vicino a Porta Friuli ed è il simbolo di Portobuffolè. Si trova a lato del Palazzo Municipale.

Vi si accede attraverso il porticato sottostante il Palazzo Municipale e quando ci andiamo noi troviamo anche una mostra dedicata alla prima guerra mondiale, curata dagli Alpini. La mostra si trovava al primo piano del Municipio.

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Torre Civica di Portobuffolè

Per quel che riguarda invece la torre Civica occorre salire la scala e si arriva al museo ospitato al suo interno: il museo della civiltà contadina. È alta 28 metri e fino al Novecento è stata utilizzata come prigione. Al costo di 3€ si ha l’accesso ai 4 piani della mostra e anche alla casa di Gaia da Camino.

La mostra è una collezione di circa 2000 oggetti utilizzati in passato dalla popolazione contadina della zona. Sono frutto di donazioni da parte dei contadini della zona. Ad ogni oggetto viene fornita una spiegazione sulla sua origine o sul suo utilizzo.

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Museo della Civiltà contadina

Aperta sabato e festivi dalla 10.00 alle 12.00 e 15.00 alle 19.00

7. Fontego del Sale.

Il fontego del Sale è un edificio che si trova poco lontano dalla torre Civica. L’importanza di questo edificio stava nel fatto di essere il magazzino del sale della zona. A Venezia la parola Fontego indicava i magazzini di stoccaggio delle merci e anche qui a Portobuffolè ce n’era uno. Questo era una dogana oltre che un magazzino.

Qui il sale veniva lavorato e spedito verso il Cadore, l’Austria e la Germania. Oggi non esiste più ed è stato sostituito da una locanda, la Vecchia Dogana.

8. Il Monte di Pietà.

Il monte di Pietà fu istituito dopo la cacciata degli ebrei nel 1480. Si trova sotto la torre Civica, affacciato su piazza Vittorio Emanuele e oggi ospita il centro di informazioni turistiche.

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Monte di Pietà, Portobuffolè

L’edificio si riconosce per gli affreschi che si affacciano sulla piazza. Sono rappresentati la Fama, la Giustizia, la Carità e probabilmente la Pace. C’è anche il Leone di San Marco sulla facciata d’ingresso. Lo chiamano Leone in moeca, perchè è chiuso in un cerchio che ricorda il carapace di un piccolo granchio.

9. Oratorio di Santa Teresa.

A pochi passi da Villa Giustinian e con affaccio in strada si trova l’oratorio di Santa Teresa. La statua di Santa Teresa si trova appena sopra al portale d’ingresso, mentre sopra il timpano triangolare si trovano le statue della Fede, della Speranza e della Carità. Al suo interno gli affreschi di Sebastiano Santi rappresentano il trionfo di Santa Teresa e delle virtù teologali. Le statue all’interno sono in marmo di Carrara. L’opera di maggior rilievo è il crocefisso ligneo, opera dell’intagliatore cadorino Andrea Brustolon.

L’oratorio di Santa Teresa è aperto il mercoledì, il giovedì, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

10. Chiesa di San Rocco.

La chiesa di San Rocco sorse nei primi decenni del Cinquecento con pertinenza all’ospedale eretto nel 1362. La chiesa è dedicata a San Rocco perchè in quell’epoca di malattie e pestilenze, era il santo a cui ci si votava.

Era conosciuta come chiesa dei Barcaioli: quelli che arrivavano da fuori in barca lungo il corso del Livenza dovevano passare un periodo di quarantena all’ospedale. La chiesa era luogo di raccoglimento e preghiera per loro.

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Chiesa di San Rocco

La chiesa si compone di una navata unica e comprende tre altari. L’altare maggiore porta la statua della Madonna assunta in cielo ornata dagli angioletti mentre ai lati si trovano San Rocco e San Sebastiano. Sempre al suo interno si trova la scultura lignea della Madonna della Seggiola e un’incisione in legno sull’Ultima cena.

11. Porta Friuli e il Ponte.

Porta Friuli è l’ingresso caratteristico di Portobuffolè. In passato c’era anche Porta Trevisana, situata alla fine di Viale Margherita, ma fu distrutta durante la Prima Guerra Mondiale nel 1918.Port Friuli si chiama così perchè si trova in direzione del Friuli Venezia Giulia, che dista a pochi chilometri. Questo ingresso accoglieva i visitatori provenienti dalla regione limitrofa col leone di San Marco.

Curiosità: il libro aperto del Leone non riporta la tipica scritta latina “Pax tibi Marce Evengelista meus“, ma “Diritti e doveri dell’uomo e del cittadino”. Il cambio è opera dei francesi, che conquistarono Portobuffolè nell’800.

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Porta Friuli

Il ponte invece è stato realizzato nel 1780 per sostituire quello levatoio in legno. Risulta essere il più antico tra quelli costruiti in muratura sul fiume Livenza, anche s eil suo corso è stato deviato. Attraversando la porta si può ancora intravedere lo stemma della famiglia Da Camino. Dalla parte opposta invece si trova la nicchia dove si pagava il pedaggio per entrare in paese. Questa nicchia oggi è murata.

12. Atelier delle Barbie.

L’atelier delle Barbie è una mostra permanente allestita nelle ex scuole elementari di Portobuffolè. Si trova a pochi passi da porta Friuli. È una donazione al Comune da parte della signora Grazia Collura.

Al suo interno la Barbie racconta le mode, le epoche e le tendenze negli anni grazie alla collezione della signora Collura. La bambola dei tempi moderni si può trovare con un vestito tricolore che per la festa della Repubblica, ma si trova anche la Barbie soldatessa, per segnalare l’apertura dell’esercito alle donne, oppure la Barbie in pizzo.

Aperto solo il Sabato dalle 14.00 alle 15.30, entrata libera.

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Esterno dell’Atelier delle Barbie

Eventi a Portobuffolè

Durante l’anno si svolgono tutta una serie di eventi:

  • Io c’ero: a Gennaio. Giornata di festa per celebrare il nuovo anno con fuochi d’artificio e incendio della Torre Civica.
  • Mercatino dell’Antiquariato: seconda domenica di ogni mese.
  • Gaiajazz: a Giugno. Luogo di incontro tra imprese per valorizzare progetti del territorio a ritmo di musica Jazz
  • Portobuffolè XIII Secolo: ultimo sabato di Giugno. 300 figuranti invadono le vie del paese in abiti medievali.
  • Festa di Santa Rosa: Ad Agosto. SI celebra Santa Rosa.
  • Colori e Sapori: Aprile. Si celebrano le specialità del territorio.
  • Festa d’Autunno: 3° domenica di Ottobre. Espositori della zona propongono i prodotti tipici autunnali.
  • Mercatino di Natale: 8 Dicembre.

Come arrivare a Portobuffolè.

Come arrivare a Portobuffolè: innanzitutto ti consiglio di andarci in auto. Se arrivi da Treviso devi seguire per Oderzo e da qui prendere direzione Brugnera e Pordenone tramite la SP 50. Se invece provieni dal Friuli, segui per Pordenone e poi da qui direzione Brugnera tramite la SP 35.


Ti aspetto coi prossimi miei articoli sempre qui nel blog e seguimi sui social che trovi in home page.

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