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Cosa vedere a Padova: 15 luoghi di interesse da visitare in città – guida completa.

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Cosa vedere a Padova

Finalmente ce l’ho fatta: dopo aver visitato Verona e averti parlato di Venezia in un giorno, qualche mese fa ho avuto modo di visitare Padova. Finalmente ti posso raccontare di questa magnifica città, una città che mi ha stupito e che spero possa stupire anche te. Ho deciso di raccontarti di Padova e cosa vedere in città attraverso 15 luoghi che ho avuto modo di scoprire approfonditamente.

Questo non è un itinerario di qualche giorno, ma una lista di luoghi di interesse e vuol essere, per quanto poco, una guida completa di Padova, che sono sicuro ti torneranno utili quando la visiterai.

E’ una città di medie dimensioni ma dal carattere storico marcato, come molte città venete. Città Universitaria tra le più importanti d’Europa, è stata dichiarata da poco città dipinta grazie alla presenza degli affreschi realizzati da alcuni tra i più grandi artisti della pittura.

Anche se non sei un appassionato d’arte, non puoi fare una visita a Padova senza vedere questi capolavori.

Ma la città non è solo pittura: è molto di più. E’ ovviamente storia ma anche buon cibo. Se ti ho incuriosito, allora andiamo a scoprire cosa visitare a Padova!

Cosa vedere a Padova: il percorso artistico di Padova Urbs Picta.

Inizio a parlarti di cosa vedere a Padova dal percorso artistico Padova Urbs Picta: sono 8 luoghi di interesse artistico / religioso che racchiudono il ciclo di affreschi del XIV secolo, tra i quali spiccano gli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Giotto. Questo ciclo di affreschi è stato dichiarato Patrimonio UNESCO nel Luglio 2021 e da fine anno sono diventati una meta fondamentale per il turismo della città.

1. Cappella degli Scrovegni.

Il luogo di punta del percorso artistico Padova Urbs Picta è la Cappella degli Scrovegni. E’ una ex cappella privata ed è stata affrescata da Giotto nel 1300. La particolarità di questi affreschi sta nell’essere il punto di svolta per la pittura: Giotto è il primo ad usare la prospettiva e il suo esempio sarà poi seguito da molti altri pittori.

I dipinti furono commissionati da Enrico degli Scrovegni, figlio di un ricchissimo usuraio.

Per quel che riguarda l’opera, la Cappella degli Scrovegni è composta da una serie di dipinti che raccontano storie della Bibbia. Le vicende dei personaggi sono divisi in 4 fasce – o registri – che si leggono orizzontalmente sulle pareti della cappella. Tre fasce sono storie, l’ultima in basso invece riguarda l’allegoria monocromatica dei vizi e delle virtù.

Le vicende narrate riguardano nel primo registro la Vergine Maria: dalla cacciata di Giocchino all’incontro con Anna, dalla nascita di Maria fino allo sposalizio. Nel secondo registro dalla nascita di Gesù al tradimento di Giuda. Nel terzo registro dall’ultima cena fino alla resurrezione. Nel quarto infine ai 7 vizi capitali da una parte, si contrappongono le virtù dall’altra.

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Cappella degli Scrovegni

C’è poi l’Abside a cui non si può accedere mentre nella controfacciata si trova il Giudizio Universale. Il soffitto invece è una volta celeste dipinta con stelle ad otto punte.

La visita al momento dura circa quindici minuti ed è preceduta da un video introduttivo. Davvero un capolavoro artistico degno di essere visto.

Dopo la visita alla Cappella degli Scrovegni è possibile visitare anche i Musei Civici Eremitani dove al suo interno si trova il crocefisso di Giotto.

Costo d’Ingresso 14€ a persona biglietto intero, 10€ ridotto. Aperto dalle 9.00 alle 19.00.

2. La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani.

Dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, è nota come Chiesa degli Eremitani. La chiesa si caratterizza per un tetto a nave rovesciata, che richiama la carena di una nave che ritroverai al Palazzo della Ragione e si compone di una unica navata. All’interno degli Eremitani si trovano gli affreschi del Guariento, nella Cappella Maggiore, ma la parte interessante però si trova nella Cappella degli Ovetari.

La Cappella degli Ovetari è la terza cappella a destra – le altre due sono la Cappella Maggiore e la Cappella Sanguinacci, al cui lato si trova la Cappella Dotto- e ospita quel che resta degli affreschi del Mantegna. La Cappella degli Ovetari fu distrutta da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fu ricostruita e gli affreschi rifatti secondo tecniche particolari grazie all’aiuto dell’Università di Padova e alle foto dell’epoca.

Orario invernale festivo dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.00; feriale dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Orario Estivo: festivo dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 20; feriale dalle 8.15 alle 18.45.

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Chiesa degli Eremitani

3. Palazzo della Ragione.

Uno dei luoghi più interessanti da visitare a Padova è il Palazzo della Ragione, situato tra Piazza delle Erbe e della Frutta. Era l’antica sede dei tribunali cittadini. Come agli Eremitani, il soffitto è a carena di nave rovesciata e sulle pareti viene rappresentato un ciclo pittorico di 333 affreschi a carattere astrologico attribuiti inizialmente al Giotto. Furono distrutti in un incendio nel 1420 e rifatti poi da Nicolo’ Miretto in collaborazione con altri pittori.

I 333 affreschi si dividono in 12 sezioni, ognuna a carattere astrologico e rappresentano un segno zodiacale indicando gli aspetti caratteriali e di vita delle persona appartenenti a quel segno.

I vari tribunali erano rappresentati da un animale: per risolvere la controversia ci si recava al tribunale relativo rappresentato da un disegno, dato che la gente del tempo era in altissima percentuale analfabeta. Il giudice poi decideva l’esito del contenzioso.

All’interno del Palazzo della Ragione si trova poi la Pietra del Vituperio, una pietra dove si sedeva il debitore che veniva umiliato pubblicamente, ed il Pendolo di Focault.

Aperto dal Martedì alla Domenica dalle 09.00 alle 18.30. Costo 6€ biglietto intero, 4€ dai 18 ai 25 anni e 2€ fino ai 7 anni.

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Palazzo della Ragione

4. Affreschi della Reggia Carrarese.

Appartengono al ciclo anche gli affreschi della Reggia Carrarese, dei dipinti situati in Sala delle Adunanze nella Loggia dei Carraresi.

Gli affreschi sono del Guariento e rappresentano degli episodi dell’Antico testamento, come il Diluvio universale, la Vergogna di Noè ubriaco di vino, Sodoma e Gomorra ed il Sacrificio del figlio di Abramo.

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Affreschi della Reggia

5. Battistero della Cattedrale.

Altro sito da vedere a Padova del ciclo Urbs Picta è il Battistero, che è situato a lato del Duomo. E’ dedicato a san Giovanni Battista e al suo interno si trova il capolavoro di Giusto de Menabuoi.

Tutto ruota attorno alla figura del Cristo Pantocreatore, rappresentato sulla cupola del Battistero, mentre tutto attorno si trovano i santi e gli apostoli. Sulle pareti sono rappresentati episodi della vita di Cristo, di Maria, San Giovanni Battista, ed alcuni episodi della Genesi e l’Apocalisse di Giovanni.

Il lunedì è aperto dalle 13.30 alle 18.00. Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 18.00.

Sabato e Domenica è aperto solo il Battistero.

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Battistero

6. Basilica del Santo e convento.

Il nome completo è Pontificia Basilica Minore di Sant’Antonio di Padova ma è conosciuta come la Basilica di Sant’Antonio di Padova oppure Basilica del Santo. E’ visitata da circa sei milioni e mezzo di fedeli l’anno e al suo interno ospita la tomba e le spoglie di Sant’Antonio. La Basilica viene visitata più per ragioni religiose che per il ciclo di affreschi. Di solito quando si viene a visitare Padova, questa chiesa è uno dei primi luoghi che si va a vedere.

La Basilica si compone di 3 navate e un altare Maggiore. Si percorre in senso orario, passando dietro all’altare. Lungo le navate si trovano una serie di Cappelle dedicate a vari Santi e a sinistra dell’altare si trova la cappella dedicata al Santo.

Il Santo assunse successivamente il nome di Antonio, dato che era di origine portoghese e si chiamava originariamente Fernando. Considerato un grandissimo predicatore, fu autore di diversi miracoli e guarigioni inspiegabili. Divenne frate Francescano dopo l’incontro con San Francesco d’Assisi e morì nei pressi di Padova il 13 giugno 1231.

Dopo la visita alla chiesa, si esce e si può ammirare il convento Francescano conosciuto come Convento Del Santo o Convento dei Frati Minori Conventuali.

La Basilica è aperta dalle 06.15 fino alle 19.00 tutti i giorni, la domenica chiude alle 19.30.

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Basilica del Santo

7. Oratorio di San Giorgio.

Situato a pochi passi dalla Basilica del Santo, l’Oratorio di San Giorgio ospita gli affreschi di Altichiero da Zevio. Il soffitto è un cielo stellato dove risaltano i volti degli Evangelisti e dei profeti sui tondi. Sulle pareti si trovano gli affreschi dedicati, suddivisi in fasce, dedicate alla vita di San Giorgio, alla Vita e Martirio di Santa Caterina d’Alessandria e di Santa Lucia.

Infine, la controfacciata rappresenta scene dell’Infanzia di Cristo mentre sulla parete di fondo si trova la Crocefissione e l’Incoronazione di Maria.

8. Oratorio di San Michele.

L’oratorio di San Michele è quel che rimane della Chiesa dei Santi Arcangeli.

Al suo interno si trovano gli affreschi di Jacopo da Verona riguardanti scene dell’Annunciazione, della Pentecoste e dell’Ascensione. Purtroppo non ho avuto modo di visitare i due oratori.

9. Prato della Valle.

Terminato il percorso artistico, andiamo a scoprire cosa visitare a Padova oltre al ciclo degli affreschi.

Prato della Valle è la piazza più grande d’Europa, seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca – che molti non non classificano nemmeno in Europa ma in Asia -. E’ una piazza a forma ellittica circondata da un canale ornamentale che forma al suo interno l’Isola Memmia. Due strade si incrociano nel centro dell’isola e vi si trova una fontana al centro.

Lungo tutto il perimetro del canale si trovano 78 statue tutte diverse tra loro che rappresentano svariati personaggi della storia.

Ad oggi Prato della Valle è un luogo di ritrovo di studenti e giovani, ma in passato aveva una funzione economica: qui avvenivano gli scambi commerciali più importanti della città.

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Prato della Valle

10. L’orto Botanico

Situato a pochi passi da Prato della Valle si trova un altro fiore all’occhiello dell’Università di Padova: l’Orto Botanico.

L’orto Botanico si suddivide in più parti e risale al 1545: si divide tra Hortus Cintus e Giardino della Biodiversità. All’interno di questo stupendo giardino botanico sono stati ricostruiti vari ambienti naturali dove si trovano piante provenienti da tutto il mondo. L’Orto Botanico è Patrimonio Unesco dal 1997 e la maggior parte delle piante sono state importate a Padova durante il periodo della Serenissima.

Dell’Orto Botanico di Padova ti ho già parlato in un altro post dove ti davo tutte le informazioni utili per la visita.

Quindi per saperne di più ti lascio il Link al mio post sull’orto Botanico di Padova.

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Orto Botanico

11. Visita al Centro Storico di Padova.

Una visita a Padova non può prescindere da una passeggiata per le vie del centro storico della città. Alcune delle cose da vedere a Padova te le ho già elencate precedentemente, altre le trovi di seguito a questa passeggiata virtuale.

Nel centro storico di Padova i luoghi d’interesse sono svariati. L’arteria principale parte da Piazza Cavour e fino a Prato della Valle, e questa lunghissima strada si divide in Via Cavour, Via VIII Febbraio e via Roma. E’ lungo questa via che incontrerai il il Caffè Pedrocchi e il palazzo principale dell’Università di Padova, palazzo Bo. Il cuore del centro invece sono le 3 piazze di cui ti parlerò qui sotto: Piazza delle Erbe, della Frutta e dei Signori dove ogni giorno si tiene il mercato cittadino e che ti consiglio di visitare per assaggiare alcune specialità locali.

Il centro non finisce qui: ti consiglio di ammirare il Duomo di Padova, la Riviera ma soprattutto il ghetto Ebraico: se guardi il Palazzo della Ragione il Ghetto si trova alle spalle di Piazza delle Erbe. Un luogo fatto di strade acciottolate e vicoli stretti. Un luogo dal fascino ancora unico e ben conservato.

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Centro di Padova

12. Le tre piazze.

Tra i luoghi di interesse a Padova e del suo centro storico, ce n’è uno che ne raggruppa tre: è quello che i padovani chiamano le Piazze. Quando un padovano dice “vado alle Piazze” intende dire che si sta recando nella zona di Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e Piazza dei Signori.

Pizza delle Erbe e Piazza della Frutta sono divise dal Palazzo della Ragione, mentre piazza dei Signori si trova poco lontano. Durante il giorno queste tre piazze sono sede di un grandissimo mercato, dove si vendono frutta, verdura e vestiti e diventano luoghi di aggregazione dei Padovani.

Nel pomeriggio però le piazze cambiano pelle e fino a sera sono luogo di incontro dei giovani. Parte l’ora dello spritz e il mercoledì si tiene anche il mercoledì universitario, dove gli studenti si trovano in centro per l’aperitivo o la cena fuori.

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Piazza dei Signori Padova

Tra le tre piazze sicuramente Piazza dei Signori è quella che merita due parole in più. Piazze delle Erbe era anche conosciuta come piazza della Giustizia, della Biada o del Vino mentre Piazza della Frutta veniva chiamata anche Piazza del Peronio ed erano i centri commerciali della città. Piazza dei Signori o della Signoria invece è sempre stata sede di attività civiche ed è dominata dal celebre Orologio Astronomico.

Questo orologio rappresenta 11 simboli zodiacali e non 12, perchè manca il segno della bilancia, coperta da quello dello scorpione. Ci sono due ragioni che giustificano la mancanza della bilancia. Una è che, in età pre-romana, scorpione e bilancia fossero rappresentati in una costellazione unica. L’altra è che l’autore dell’orologio abbia voluto indicare la mancanza di giustizia omettendo volutamente la bilancia, che indica appunto la giustizia, quando la committenza decise di non pagargli quanto pattuito.

13. Il caffè Pedrocchi.

Il caffè Pedrocchi è il locale storico di Padova. Fu fondato nel 1831 da Antonio Pedrocchi ed ereditò dal padre quella che allora era una piccola bottega del caffè nel cuore della vita politica, sociale, economica ed universitaria della città. Antonio capì fin da subito il potenziale del caffè e non appena ne ebbe l’occasione acquistò i locali attigui, ingrandendolo.

Al suo interno si trovano tre sale: la Bianca, la Rossa e la Verde. Le sale hanno i colori della bandiera italiana ma non sono in ordine. Se la Sala Rossa è la sala storica, la Sala Bianca è quella in cui si decise di ribellarsi agli austriaci e viene usata per occasioni particolari. La Sala Verde invece è ad accesso libero e non vi è obbligo di consumazione: questo perchè il vecchio proprietario voleva che il caffè Pedrocchi fosse accessibile a tutti, nessuno escluso, anche ai senza reddito.

Questa è una delle volontà testamentali dell’ultimo proprietario e si porta avanti tutt’oggi. Un’altra volontà era quella che il caffè dovesse essere aperto per 24 ore al giorno. Ma questa non fu rispettata, soprattutto perchè nel periodo della seconda guerra mondiale non era sicuro tenerlo aperto anche la notte. Nonostante dal ’39 il caffè sia stato chiuso la notte, era stato coniato il soprannome di “caffè senza porte” appunto per la consuetudine di essere aperto tutto il giorno.

Se dovessi raccomandarti una cosa da fare a Padova è quella di assaggiare il Pedrocchino. Ma sul cosa mangiare e bere qui, ti rimando alla sezione “dove mangiare a Padova” in fondo all’articolo.

Aperto tutti i giorni alle 08.00 a mezzanotte.

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Caffè Pedrocchi di sera

14. L’Università di Padova.

Se non lo sapevi è possibile visitare anche alcuni edifici ed alcune sale dell’Università di Padova. È la seconda università per importanza a livello italiano dopo quella di Bologna. A Padova è possibile accedere per visitare Palazzo Bo, l’edificio principale dove si trova anche l’aula Magna.

Poco prima di entrare in Aula Magna si trova la sala dei 40, che reca 40 ritratti di personalità importanti e che hanno contribuito coi loro studi alla reputazione dell’Università di Padova. In questa sala si trova anche la Cattedra di Galileo, dove il noto studioso era solito tenere le sue lezioni.

L’università di Padova è famosa anche per il primo teatro anatomico d’Italia : una sala a cerchi concentrici che si allargano a mano a mano che si sale verso l’alto. In basso si trova un foro dove si trovavano i medici con il cadavere da esaminare per scopi scientifici e didattici.

Se sei interessato ad una visita guidata nelle sale dell’Università di Padova, ti lascio il link per reperire tutte le info necessarie.

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Aula Magna all’Università di Padova

15. Visita al MUSME.

Tra le cose da vedere a Padova ci inserisco molto volentieri la visita al MUSME. In ordine appare come ultima ma è solo un ordine numerico. E’ il museo della storia della medicina, ma ha la particolarità di essere un museo multimediale ed interattivo.

Potrebbe essere una bella tappa se stai per visitare Padova coi bambini. Si trova nel palazzo che fu il primo ospedale della città e che fu finanziato dai coniugi Sibilia de’ Cetto e Baldo Bonafari. Il percorso all’interno del MUSME si sviluppa tra libri interattivi, video e televisori. Lungo tutta la visita incontrerai dei portoni interattivi: se busserai alla loro porta ti apriranno Galileo Galilei e Andrea Vesalio – il padre dell’anatomia moderna – che spiegheranno il loro contributo alla medica moderna e alla scienza, anche in chiave ironica.

Inoltre troverai anche un uomo di polistirolo lungo 8 metri. Si trova disteso e sarà lui a parlarti e a spiegarti le varie parti del corpo umano.

Il MUSME è davvero un bellissimo museo e consiglio a tutti la visita. Al momento è aperto solo il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 19.00.

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MUSME

Curiosità: Padova, la città dei 3 senza.

Ora che ti ho raccontato tutto quello che so su cosa visitare a Padova, ti devo dire anche una cosa: Padova è nota per essere la città dei 3 senza. Ufficialmente sono 3, io ne conosco un anche un quarto, ma poi il gioco si è allargato e ufficiosamente sono molti di più.

I tre senza sono:

  • Il caffè senza porte: si fa riferimento al caffè Pedrocchi. In passato, fino a prima della seconda Guerra Mondiale, il caffè Pedrocchi era aperto 24 ore su 24, ed era come se non avesse le porte. Il soprannome ha continuato ad essere usato anche dopo la chiusura notturna definitiva.
  • Il santo senza nome: i Padovani non dicono mai la Basilica di Sant’Antonio, ma la Basilica del Santo oppure se vanno in Basilica dicono “vado al Santo”. Non si pronuncia il nome di Sant’Antonio perchè si sa a che Santo si fa riferimento.
  • Il prato senza erba: l’erba presente a Prato della Valle è talmente poca per la dimensione della piazza che è come se non ci fosse.
  • Il capitello senza colonna: il quarto senza che mi hanno fatto vedere è un capitello del Palazzo della Ragione che non ha la colonna.

Dove mangiare a Padova.

Durante la mia visita a Padova ho avuto modo di sperimentare la cucina Veneta e alcune delle sue influenze: classica, Veneziana e Padovana. Devo dire che ho dovuto cambiare idea sulla cucina Veneta. Non mi ha mai appassionato più di tanto – io amo quella Toscana – ma anche i piatti della mia terra sanno soddisfare i visitatori. Ecco quindi dove mangiare a Padova.

  • Caffè Pedrocchi: il locale storico della città di Padova è adatto soprattutto per pranzi veloci o per l’aperitivo. Il locale è molto bello, ma tra le cose da mangiare e bere a Padova rientra sicuramente il Pedrocchino, un caffè con cremina di menta sopra. Inoltre da assaggiare anche la gallina padovana e lo zabaglione con le lingue di gatto.
  • Osteria dei Fabbri: questo locale tipico fa una cucina tipica veneta davvero favolosa. Se ricerchi qualche piatto tipico Veneto qui puoi assaggiare la pasta e fagioli e come antipasto la polenta e soppressa. Il tutto accompagnato da qualche calice di buonissimo vino.
  • All’ombra della Piazza: questo localino tipico situato in una laterale in piazza della Frutta, è conosciuto per gli aperitivi ma anche per i vassoi di cicchetti fatti in casa. Oltre che per pranzo, è ottimo come locale dove fare l’aperitivo.
  • Bacaro Padovano: un altro ristorante tipico della città che sforna prelibatezze padovane. Oltre alla classica gallina, consiglio di mangiare i Bìgoi o in salsa oppure con la gallina. Questo locale si rifà sempre alla cucina veneta ma con influenze padovane, più dell’osteria dei Fabbri.
  • Frascoli Bacaro Veneziano: Qui invece facciamo un salto a Venezia. Oltre ai classici cicchetti come aperitivo, ho trovato buonissimi i Bìgoi allo spada e il fritto misto. Davvero consigliato

Come arrivare a Padova.

Per raggiungere Padova e arrivare in città ci sono diverse soluzioni:

  • In Auto: Se raggiungi la città dall’Italia Orientale oppure da quella occidentale, Padova è vicina all’Autostrada A4, quindi puoi uscire a Padova est oppure Padova Ovest. In alternativa se arrivi dal sud, Padova è connessa a Bologna tramite le A13.
  • In Treno: La stazione centrale di Padova è collegata benissimo al resto d’Italia. Tutti i treni ad alta percorrenza si fermano qui, incluse le Frecce ed Italo. Più meno ci sono treni ad ogni ora. La stazione dista pochi minuti a piedi dal centro.
  • In Aereo: Padova non ha un proprio aeroporto. I due aeroporti più vicini sono Venezia Marco Polo e Treviso Canova. Per raggiungere poi la città devi utilizzare il trasporto pubblico come treno o autobus locale.
  • In Autobus: oltre al trasporto locale con ACTV che collega Padova a Venezia, puoi utilizzare Flixbus per arrivare a Padova da qualsiasi parte d’Italia.

Questa erano le mie cose da vedere a Padova. Spero che questa guida ti possa tornare utile se visiterai questa meravigliosa città Veneta. A me è piaciuta molto e secondo me non deluderà nemmeno te. Io ti saluto, ti aspetto sui miei social e ci sentiamo alla prossima.

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