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Busseto: cosa vedere nella terra di Verdi.

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La bassa Parmense, una terra pianeggiante che sembra infinita, se non quando viene interrotta dalla nebbia. Una terra dalla forte tradizione contadina, dove anni ed anni di esperienza sul campo hanno dato origine a prodotti tipici della zona ma anche conosciuti a livello Nazionale. Una terra che non forgia solo eccellenze culinarie. Lo sapevi per esempio, che Busseto è la terra di Verdi? Io no. E ho avuto modo di scoprirlo quando mi si è presentata l’occasione di visitare Busseto quando sono stato chiamato per testare uno dei pacchetti di Trame d’Italia grazie ad Aitb.

Se ti stai chiedendo cosa vedere a Busseto, ti anticipo che i luoghi più interessanti sono tutti legati al famoso musicista italiano, capace di segnare con le sue opere tutto l’800 italiano. Ho potuto visitare tre interessantissimi luoghi a lui dedicati nella seconda giornata di un tour organizzato.

Il biglietto per questi tre musei è incluso nel tour che ho fatto, e puoi decidere di iniziare dal museo che più preferisci. La visita comprende la Casa Natale ed il Teatro Verdi, più Casa Barezzi. Inoltre, se ti rimane un po’ di tempo, ti consiglio anche di vedere il centro del paese, alcuni luoghi non inclusi nel tour – te li ho elencati sotto – e di assaggiare la cucina locale.

Busseto, cosa vedere: la casa natale di Giuseppe Verdi.

Sono e sarò sempre un paesano delle Roncole.

Giuseppe Verdi

Ho scelto di iniziare il mio tour dedicato a Giuseppe Verdi dalla sua casa Natale. Si trova a Roncole Verdi, paesino di pochi abitanti a 5 km da Busseto. Verdi era molto legato al suo paese, e non è un caso che il nome di questo piccolo paese sia Roncole Verdi. Come nel caso di Arquà Petrarca, dove al nome del borgo si affiancò il cognome del poeta, così a Roncole si affiancò il cognome del noto musicista nel 1963.

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Una delle stanze dentro la casa natale di Verdi

La casa Natale di Verdi si trova dalla parte opposta rispetto alla chiesa di San Michele Arcangelo ed è la chiesa dove il piccolo Giuseppe mosse i primi passi nel mondo della musica. A 5 anni era già organista in chiesa, a 9 primo organista. Al di fuori della sua casa natale si trova il suo busto: un volto severo accoglie il visitare nell’edificio che diede i natali ad uno dei musicisti più grandi della storia italiana.

Una volta varcata la soglia d’ingresso, troverai la biglietteria, da dove avrai accesso alle varie stanze della casa. Giuseppe Verdi nacque il 10 ottobre 1813 e ci visse fino all’età di 10 anni. La visita dura circa mezz’oretta: all’ingresso ti verrà dato un libricino che userai come guida per leggere tutte le informazioni sulla casa. Le sale che incontrerai sono le seguenti:

  • Cantina: l’originaria stanza per la conservazione del vino, dove si trovano ancora delle botti originali ed una ciotola. Se osservi il muro vedrai l’ombra riflessa del piccolo Verdi che assaggia il vino con la scodella dalla botte.
  • Rivendita: un piccolo negozietto dove il nonno di Giuseppe, di nome anche lui Giuseppe, rivendeva generi alimentari, sali e tabacchi grazie ad una licenza speciale.
  • Osteria Grande: uno spazio dove si cucinava il cibo sia per la famiglia che gli avventori ma anche per i semplici clienti. Famiglia e clienti spessi mangiavano allo stesso tavolo
  • Osteria Piccola: uno spazio dedicato solo ai clienti dell’osteria. Roncole è situata tra Piacenza, Parma e Cremona e la sua posizione era strategica per i viaggiatori che cercavano un pasto caldo.
  • Stanza della filatura: da qui in poi si sale al primo piano. Situata sotto tetto, era la stanza dove la madre del musicista era solita filare la seta.
  • Stanza della Nascita: una stanza con un letto matrimoniale, dove il piccolo Giuseppe vide la luce la sera del 10 Ottobre 1831.
  • Spinetta: è la stanza dove si trova il primo strumento musicale usato dall’artista in giovane età.
  • Galleria: la sala dove si trovano alcuni documenti, tra i quali il certificato di nascita di Verdi.
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L’Osteria Piccola

Teatro Verdi.

Il Teatro Verdi si trova all’interno della Rocca Pallavicino nel centro di Busseto. La sua importanza si deve al fatto che è dedicato al noto musicista ma non è un teatro così famoso a livello nazionale.

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Teatro Verdi

Non è molto grande: ha una capienza pari a 300 persone tra platea e balconate. Piuttosto ha un palco molto profondo e le prime file della platea all’occorrenza si possono togliere. Durante la visita al Teatro Verdi ho avuto occasione di entrare anche nelle altre sale, come la sala fumatori. Ha una balconata ed un grandissimo specchio, il che permette agli ospiti di vedersi in faccia grazie al riflesso. Il busto che si trova nella sala antistante la platea è stato esposto la sera dell’inaugurazione del teatro, il 15 Agosto 1868.

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Le balconate del Teatro Verdi di Bussetp

La sera dell’inaugurazione, le donne presenti erano tutte vestite di verde, mentre gli uomini portavano la cravatta di colore verde. Non si presentò però il grande atteso: Giuseppe Verdi, nonostante fosse ancora vivo quando il teatro gli venne dedicato, non mise mai piede al suo interno. Questo per due ragioni. La prima era che riteneva il teatro una spesa eccessiva e troppo grande sostenuta dal Comune di Busseto. Era, ai suoi occhi, un investimento troppo ambizioso ed inutile per l’avvenire.

La seconda ragione che lo spinse a non farlo mai entrare fu il rapporto tra Verdi e i Bussetani. Gli abitanti di Busseto criticarono aspramente la sua convivenza con Giuseppina Strepponi, nota cantante ritiratasi ormai da tempo dalle scene e sua seconda moglie. Verdi e la Strepponi convissero per circa 12 anni prima di sposarsi ma la convivenza, per quei tempi, era vista come immorale. I due vissero a Palazzo Orlandi in via Roma, poco lontani dal teatro e furono vittima di malelingue ma anche di lancio di sassi durante la notte da parte dei Bussetani.

Verdi non perdonò mai questo oltraggio alle sue scelte agli abitanti del paese, e per questo decise di non entrare nel teatro a lui dedicato.

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Vista da una delle balconate

Al suo interno si sono esibiti artisti del calibro di Arturo Toscanini, Franco Zeffirelli e Riccardo Muti. La visita dura poco meno di mezz’ora e si svolge ogni mezz’ora, dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30

Casa Barezzi.

La visita a Casa Barezzi è stata di una bellezza assoluta, non tanto per la visita in sè stessa, quanto per il racconto fattomi dalla mia guida. Casa Barezzi si trova di fronte al Teatro Verdi ed è indicata da una targa bianca sul muro sotto i portici. Ma perchè Casa Barezzi è stata così importante e viene inserita nel tour?

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Il fortepiano Tomaschek

Antonio Barezzi è lo scopritore del talento di Giuseppe Verdi ma anche il suo finanziatore nonchè formatore ed infine suocero. Era un ricco imprenditore e commerciante di Busseto che nell’infanzia del giovane musicista ne capì le potenzialità. Rimasto ammaliato dalle sue capacità ed amante anch’egli della musica, utilizzò le sue risorse economiche per finanziare gli studi di Giuseppe.

Lo notò per la prima volta mentre suonava l’organo in chiesa a Roncole. Ne vede le capacità e convince così il padre a farlo studiare musica, finanziandogli gli studi. Ma il loro rapporto non si limitò solo alla spesa economica, ne tantomeno al puro rapporto tra genero-suocero. Barezzi fu per Verdi un padre adottivo, ma fu soprattutto Verdi ad essere il figlio che Barezzi non ebbe mai. Antonio fu per il noto musicista una figura di riferimento per tutta la vita. Anche nei periodi più cupi: quando morirono prima i due figli e poi Margherita, moglie di Giuseppe e figlia di Antonio, è l’amore paterno del noto imprenditore a sorreggere il giovane musicista. A segnare tutta la visita è il racconto del rapporto tra i due. Un rapporto genuino e sincero: Barezzi presenzia alle prime di Verdi, lo accompagna come ne fosse il padre e lo sostiene nei momenti più duri, sia dal punto di vista artistico che personale.

Il loro rapporto non si incrinerà mai, nemmeno quando nella vita di Verdi entra Giuseppina Strepponi, la sua seconda moglie: Barezzi è perplesso e teme per il suo protetto, travolto dalle malelingue e dal pettegolezzo degli abitanti di Busseto. La Strepponi apparteneva ad un ambiente altolocato, dove gli amori fugaci erano frequenti. L’intelligenza della donna e l’amore del suocero per l’amato cognato faranno continuare il rapporto serenamente tra i due uomini.

Negli anni Casa Barezzi, per Verdi, è stata non solo una scuola musica, ma anche un luogo di conforto, un luogo di confidenza ma anche un luogo dove egli tornava appena ne aveva il tempo. Emblematico il ritorno di Verdi al capezzale del suocero per suonare “Va pensiero” mentre questi, poco prima di chiudere gli occhi, pronuncia la frase “il mio Verdi”, quasi come per dire “il mio amato figlio”.

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Uno dei quadri fotografabili all’interno di Casa Barizze

Nella sala principale vi si trova un fortepiano – allora lo chiamavano così – di marca Tomaschek, che a quei tempi era considerata una delle marche migliori di quei tempi e fu usato sia per la formazione, sia per le esibizioni private che per gli ultimi attimi di vita del suocero. Vi si trovano poi tutta una serie di documenti e ritratti relativi alla vita del compositore. In particolare si trovano le prime pagine dei giornali datate 27 Gennaio 1901, anno della sua morte.

La visita dura circa un’ora, si svolge dalle 09.00 alle 12.00 ogni ora solo il sabato, la domenica ed i festivi.

Altre cose da vedere a Busseto.

Al di fuori di questo bellissimo itinerario ma da mettere tra le cose da vedere a Busseto si situano altri tre luoghi:

  • Il Museo Nazionale Giuseppe Verdi: che al suo interno ospita 27 opere del suo cittadino più famoso. Le opere sono rappresentate da un percorso storico con la riproduzione delle scenografie originali di Casa Ricordi e dai quadri dell’epoca. Purtroppo al momento il Museo Verdi è chiuso e non si sa quando riaprirà.
  • Casa Guareschi: situata a Roncole Verdi, è una casa museo del famoso umorista, giornalista, grafico, scrittore e autore. E’ una casa museo dove, accompagnati dal figlio Alberto, si può visitare la casa nelle sue parti più interessanti. Vi si trovano la Mostra “Giovannino, nostro babbo”, Club dei Ventitré – Mediateca, il Centro Studi Giovannino Guareschi e l’ Archivio Giovannino Guareschi.
  • Il centro storico di Busseto: vuoi non visitare il centro storico del paese? La via principale è via Roma, una viale in porfido affiancato dai portici. Una passeggiata la merita sicuramente.
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Museo Giuseppe Verdi

Dove dormire a Busseto: alla Corte degli Angeli.

Un luogo di pace e relax, una tenuta infinita in mezzo alla campagna della Bassa Parmense ed il luogo ideale dove rilassarsi. Corte degli Angeli è un’azienda agricola ed anche agriturismo situata a pochi chilometri da Busseto, nella frazione di Roncole Verdi. Conosciuta dai locali come Le Piacentine, questa azienda agricola gestita con passione da Alessandro e dalla Moglie Milly è davvero un fiore all’occhiello della Bassa.

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Corte degli Angeli

La location è nota per essere stata la sede del film “Novecento“, film di Bernardo Bertolucci con attori principali Gerard Depardieu e Robert de Niro. Parlando con Alessandro scopro inoltre che anche lui, all’epoca bambino, ha avuto una parte nel film. Le sette stanze dedicate ad alloggio sono indicate coi nomi dei protagonisti del film. Inoltre al primo piano si trova ancora una sala arredata come una delle scene svoltesi durante il film. Nel sottotetto si trova una sala dedicata al relax con libri a disposizione e amari di produzione propria a disposizione degli ospiti.

Dove si trovava la stalla si trovano ora tutta una serie di oggetti utilizzati in passato per i lavori contadini, come un trattore, aratri e attrezzi per la lavorazione dei campi. Alessandro ha ricavato anche una sala relax con vasca idromassaggio e lettini. Infine, le stanze sono tutte le stanze sono state ristrutturate: molte porte e molti mobili sono stati ritinteggiati e riportati a nuovo da Alessandro. E’ stata mantenuta l’atmosfera del luogo con pezzi storici pur non rinunciando ad un tocco di moderno. Davvero una gran bella location dove dormire e passare alcune giornate in relax totale. Ti parlerò più dettagliatamente del luogo in un altro post dedicato.

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Corte degli angeli

Post commissionato da AITB per il progetto Trame d’Italia.

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