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Cosa mangiare in Toscana: 18 piatti tipici toscani da assaggiare

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cosa mangiare in Toscana

Vuoi sapere cosa mangiare in Toscana perchè stai per partire per la regione più bella d’Italia? Nessun problema! Ho quel che fa per te. Sono stato in Maremma, Costa degli Etruschi, Val d’Orcia ed in città come Livorno, Firenze, Pisa e Siena. In tutte queste zone ho sempre mangiato benissimo: la cucina Toscana saprà deliziare anche i palati più difficili. Non c’è stata una volta che io non sia tornato soddisfatto. I piatti tipici fiorentini e toscani sono di una qualità altissima, ma questo non significa che spenderai tanto.

In questo articolo ti porterò tra le specialità toscane: dai piatti a base di carne – l’elemento di punta – alle zuppe di verdure, passando per primi piatti a base di pasta e selvaggina, ricchi antipasti e cibi forse un po’ difficili da comprendere. Il tutto, ovviamente, innaffiato da tanto buon vino, prevalentemente rosso.

Sei pronto a partire per scoprire i piatti tipici della Toscana? Viaggeremo tra colline verdi e città storiche. Andiamo! Io ho già fame!

Cosa mangiare in Toscana: 18 piatti tipici da non perdere

1. Il tagliere Toscano

Quando ti siederai a tavola, tra le prime voci del menù troverai il tagliere Toscano, un antipasto caratteristico a base di salumi e formaggi. E’ un tagliere di legno servito a centro tavola sul quale si trovano i salumi e formaggi tipici della Toscana: prosciutto, salame, finocchiona, coppa e mortadella accompagnati da Pecorino DOP fresco o stagionato. Immancabili anche i crostini neri – te ne parlerò sotto -.

A volte in alternativa alla finocchiona si trova la sbriciolona: qual’è la differenza tra le due? Entrambe sono aromatizzate al finocchio selvatico ma differiscono per almeno tre caratteristiche. Innanzitutto, la zona geografica: la finocchiona è tipica di Siena, la sbriciolona di Firenze. La finocchiona è un prodotto IGP, la sbriciolona no. La differenza sostanziale però è nella stagionatura: ci sono 3-4 settimane di differenza tra i due salumi. Per questo, se al taglio la prima risulta una fetta più consistente, la seconda tende a sbriciolarsi sotto l’azione della lama. Da qui il nome.

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Tagliere misto con crostini

2. I Crostini

Nel paragrafo precedente ti avevo accennato ai crostini. Sono tra gli antipasti toscani da non perdere: si compongono da pezzi di pane caldo croccante, generalmente scaldati sulla piastra e ricoperti di pomodorini, olio toscano oppure da patè di olive o fegato – da qui il nome crostini neri -.

Una precisazione sui crostini di fegato: non sono proprio di fegato ma di milza e fegatini di pollo, cucinati con un soffritto di cipolla e con l’aggiunta di capperi e acciughe sott’olio. – e qui ringrazio la mia amica Claudia della precisazione -.

Generalmente quando si ordinano, vengono servite tutte e tre le varianti. Quello a base di fegato forse non è per tutti.

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Pappardelle al cinghiale

3. Le Pappardelle al cinghiale

Passiamo ora ai primi piatti tipici toscani. E le pappardelle al cinghiale sono uno tra i miei preferiti. Sono molto diffuse nella regione, ma sono originarie della zona della Maremma e fanno parte di tutti quei piatti della tradizione a base di selvaggina.

Il ragù di cinghiale è molto particolare, io lo trovo molto saporito, mentre le pappardelle sono una pasta all’uovo simile alle tagliatelle, ma più corta in lunghezza e più larga. Per la loro larghezza sono considerate delle lasagne. Decisamente da assaggiare durante il pranzo.

4. I pici

Sempre originari della Maremma ma anche della Val d’Orcia e molto diffusi in tutta la regione sono i pici: sono degli spaghettoni lunghi, ruvidi e spessi. I pici all’aglione sono tra i piatti più conosciuti della Maremma, ma si possono anche trovare con cacio e pepe – alla romana – sebbene sia una variante importata. Mi è capitato anche di assaggiarli con un sugo alle noci dalle parti di Siena ed erano davvero squisiti.

Si chiamano pici all’aglione perchè il sugo al pomodoro ha una forte presenza di aglio al suo interno. Il sapore dell’aglio si sente bene ma mi risultava quasi piccante al palato. A me son piaciuti. L’aglio usato non è aglio normale, ma si chiama proprio aglione della Valdichiana, diverso dall’aglio normale. È più grande, bianco avorio e più digeribile.

I pici all’aglione li ho assaggiati vicino a Pitigliano. Davvero super!

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Pici all’aglione

5. I Tortelli maremmani

Altra prelibatezza maremmana. Il ripieno di questi ravioli pasta all’uovo è normalmente di ricotta e spinaci e si è soliti servirli nelle giornate di festa o alla domenica. I tortelli maremmani vengono serviti con un ragù di carne, con burro e salvia oppure all’olio. Il condimento è basilare perchè anche questo piatto è tipico della tradizione contadina toscana e la semplicità degli ingredienti è quello di cui disponevano i contadini.

Di solito i tortelli serviti sono pari a 3: sono molto grandi e anche abbastanza pesanti.

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Tortelli maremmani

6. La Ribollita

Tra le specialità della cucina tipica toscana un posto speciale è riservato alle zuppe e la Ribollita è la più famosa tra tutte. E’ particolarmente diffusa nella zona di Firenze ed è un altro piatto povero di origine contadina. Si consuma preferibilmente in autunno.

Nasce nel medioevo quando i nobili davano il pane avanzato ai loro servi e questi lo univano alle verdure che avevano a disposizione: mettevano gli ingredienti assieme e bollivano il tutto facendolo diventare una zuppa calda e saporita. Il nome proviene dal fatto che le verdure e il pane si bollivano più volte a fuoco lento. Oggi ne esistono più varianti perchè ognuno ci aggiunge le verdure che preferisce. Ma resta comunque uno dei piatti più famosi della tradizione culinaria fiorentina.

7. La Pappa al pomodoro

La Pappa al pomodoro invece è originaria della zona di Siena ma si è diffusa anche in altre zone della regione. Come la Ribollita anche questo piatto povero della tradizione contadina toscana si fa col pane avanzato.

E’ fatto con pane raffermo, pomodori, aglio, basilico e olio d’oliva. Non mancano le varianti a seconda della famiglia che la prepara oppure della zona in cui si mangia. Generalmente si aggiungono carote, cipolle e sedani. E’ un ottimo piatto sia per l’inverno quando viene servita calda, ma anche per l’estate quando viene servita a temperatura ambiente.

8. L’Acquacotta

Simile alle due precedenti, ma originaria della Maremma è l’Acquacotta. Le radici povere e contadine di questo piatto sono ancor più evidenti in questa zuppa.

E’ un piatto molto sostanzioso, più delle precedenti zuppe elencate sopra: raccoglie i prodotti della terra come cipolle, pomodori, sedano, erbette selvatiche, formaggio, cavoli e carote. Questi vengono cucinati a fuoco lento e arricchiti con un uovo messo sopra la zuppa e del pane. Quest’ultimo si trova a parte ma molti usano metterlo anche sul fondo del recipiente: non si vede, ma quando si affonda il cucchiaio si raccoglie e si mangia.

Per ottenere un’ottima Acquacotta la vera sfida è cucinare bene l’uovo posto sopra la zuppa: viene aggiunto crudo in fase di cottura e deve essere servito cotto alla perfezione.

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Acquacotta

9. La Fiorentina

Se finora ti ho parlato di antipasti e primi, ora tocca ai secondi. La cucina Toscana si basa sulla carne ed il tipico piatto di carne toscana è la bistecca alla Fiorentina, conosciuta comunemente come Fiorentina. E’ talmente iconica da essere uno dei piatti più conosciuti all’estero. Avrei dovuto metterla al primo posto ma il numero 9 rappresenta la punta di diamante della squadra.

La Fiorentina ha caratteristiche ben definite: innanzitutto deve essere carne di razza chianina, la carne deve derivare dal taglio della lombata, avere uno spessore minimo di 4 cm e pesare minimo 800gr. Se arriva ad 1kg, 1.2kg, ancora meglio. Immancabile infine l’osso a forma di T, per questo gli inglesi la conoscono come T-Bone steak.

La stagionatura deve essere di 9 giorni ed è rigorosamente cucinata alla brace. Si dice che la cottura perfetta sia 4 minuti per lato, girata una volta sola ed infine cotta anche in verticale, dalla parte dell’osso. Ah dimenticavo, il costo: tra i 5€ e gli 8€ all’etto. Il tutto accompagnato da un ottimo vino rosso.

10. La Tagliata

Tra i secondi piatti tipici toscani di carne rientra anche la tagliata. E’ ricavata dal controfiletto di manzo. Si taglia in spesse fette e si cuoce alla brace. La cottura può essere al sangue, media o ben cotta.

Viene generalmente servita su un letto di rucola e grana o rucola e pomodorini ma si può trovare con lardo di colonnata, un salume tipico della zona cotto e messo sopra la tagliata, oppure coi funghi porcini.

Ha un costo decisamente inferiore rispetto alla Fiorentina, per questo è molto diffusa in tutta la regione.

11. La schiacciata

Torniamo a Firenze: un piatto tipico del capoluogo è la schiacciata. Se ti dico “All’Antico Vinaio“, ti dice nulla?

Per gli amanti dello Street Food è un must ed è uno dei piatti forti della cucina fiorentina, da non confondere con la focaccia. Ha una crosta dorata all’esterno, è spessa 2 o 3 cm ed è morbida all’interno. Particolare non indifferente: viene servita calda. Si taglia a metà e mentre ancora fuma si riempie con gli ingredienti più fantasiosi. Una crema di carciofi o di pecorino, un affettato come la sbriciolona o il prosciutto, e poi quel che si vuole: verdure ma anche mozzarella di bufala e quant’altro.

Altamente consigliata, specie con un buon bicchiere di vino rosso.

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Tagliata ai funghi

12. Panino col lampredotto

Tra i piatti tipici fiorentini dello street food rientra anche il panino con Lampredotto. Di norma si trova dai food truck sparsi per la città e questo panino è adatto per gli amanti delle frattaglie. Il lampredotto è la trippa cucinata e messa all’interno del panino con una salsa verde al prezzemolo. Per la precisione, è uno dei quattro stomaci del vitello, l’abomaso.

Quando si serve il panino, la parte superiore del pane viene intinta nel brodo di cottura della trippa e poi quest’ultima messa nel panino con la salsa al prezzemolo.

Per gli amanti è un must. Si dice abbia un gusto delicato e sia molto ricco di proteine e povero di grassi. Io e la trippa purtroppo non andiamo molto d’accordo, quindi lascio a te questa “squisitezza”.

13. La Trippa

Rimaniamo sempre a Firenze: forse non lo saprai ma in città la trippa è un piatto davvero molto diffuso e popolare. E questa usanza di mangiare la trippa proviene direttamente dall’antichità.

Quel che si sa sulla sua diffusione è che il Maestro Martino, grande cuoco del XV secolo e autore de “Arte coquinaria”, la consegnò a Bartolomeo Sacchi che ne favorì la diffusione. La trippa alla fiorentina si prepara con pomodori, grana e un bicchiere di vino. Se vuoi assaggiare le due specialità, questa ed il panino col lampredotto, un posto molto popolare a Firenze è l’Antico Trippaio.

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Peposo, trippa e animelle

14. Peposo

Cos’altro mangiare in Toscana? Semplice: il peposo! Spostiamoci ora fuori Firenze nella zona dell’Impruneta. E’ qui che nasce questo spezzatino di carne, cotto nel vino e ricco di pepe. E’ conosciuto anche come Peposo dell’Imprunetina oppure Peposo alla Fornacina.

Se il primo nome è di origine geografica, il secondo è legato ai fornacini: nel periodo un cui si costruiva la cupola del Brunelleschi, coloro che erano adibiti alla cottura dei mattoni erano conosciuti come fornacini. Si disse facessero largo utilizzo di questa pietanza. Da qui il nome.

I cotti dell’Impruneta, come giare, anfore, mattoni e tegole, sono molto famosi e i fornacini erano soliti cucinare la carne dentro questi contenitori. Ma spesso si cucinavano con i mattoni e per coprirne l’odore si usava molto vino rosso e spezie come il pepe.

Ad oggi il peposo è molto diffuso in Toscana ed un piatto molto buono ma, per i miei gusti, forse un po’ troppo pesante.

15. Caciucco

Spostiamoci ora sulla costa, per la precisione nella zona di Livorno. Città di mare e porto trafficato, a Livorno il piatto tipico per eccellenza è un piatto a base di pesce, il caciucco alla livornese.

E’ una zuppa di pesce ed inizialmente era il pasto dei poveri: il nome significava “mescolanza” perchè si mescolavano nello stesso piatto diversi tipi di pesce. In passato i pesci usati erano quelli poco pregiati. Oggi nel caciucco si trovano crostacei ma anche code di rospo, cozze e vongole. Non solo: esiste anche il caciucco di carne o di cacciagione. Ogni variante si serve con pane tostato.

16. Cantucci e Vin Santo

Siamo giunti ai dolci tipici della Toscana: i cantucci e Vin Santo sono un’istituzione che ha varcato i confini regionali. Io personalmente li adoro: non c’è pranzo o cena fuori che non chiuda con questa bontà. Non c’è trattoria toscana che non li serva, non esiste ristorante o negozio che non propongano l’abbinamento tra cantucci e Vin Santo.

I cantucci sono dei biscotti originari di Prato: friabili e porosi con pezzi di mandorla al loro interno. Devono essere in grado di assorbire il Vin Santo, un vino liquoroso prodotto da uve di tipo Trebbiano o Malvasia, lasciate appassire dopo la raccolta. L’origine del nome Vin Santo si dice provenga da un frate che dava questo vino ai malati di peste: non li faceva guarire ma almeno portava un po’ di sollievo.

Normalmente si serve un bicchierino di vino e 5-6 cantucci. Il vino da solo in sè è davvero forte. Coi cantucci è eccezionale.

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Cantucci e Vin Santo

17. Castagnaccio

Il castagnaccio è un dolce autunnale preparato con la farina di castagne e arricchito con uvetta, pinoli, noci e rosmarino. Nonostante sia molto diffuso, è un dolce che si mangia anche in regioni come il Veneto, il Friuli, il Trentino o il Piemonte, ossia dove la castagna è presente e molto usata in cucina.

Ha nomi alternativi come pattona o baldino, è morbido e quasi tenero al centro. E’ ottimo quando è caldo ed è anche molto energetico.

18. I Vini

Ora che ti ho parlato di quelli che sono i piatti tipici fiorentini e toscani per eccellenza e che non puoi perdere, è giunto il momento di parlare di un altro pezzo forte della tradizione culinaria toscana: i vini!

Molto dipende da cosa mangerai in Toscana – carne o pesce? Affettato o zuppa? – ma i vini più famosi sono quelli usati per accompagnare piatti a base di carne, quindi dei vini rossi. I vini più famosi della Toscana sono: il Brunello di Montalcino, il Chianti Classico ed il Nobile di Montepulciano. Per me sono i top 3 della regione. C’è poi anche il Morellino di Scansano e il Sassicaia di Bolgheri.

Tra i vini bianchi invece ti cito la vernaccia di San Gimignano e il vermentino di Bolgheri.

In particolare i rossi, li troverai in tutte le trattorie e tutti i ristoranti. Se sei in compagnia vale la pena aprire una bottiglia di quello buono. Senza indugio!

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Vino Rosso

Spero che questo lungo viaggio attraverso i sapori dei piatti della cucina Toscana ti sia piaciuto. Io quando torno in questa meravigliosa regione torno sempre soddisfatto. Spero lo sia anche tu.

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