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Cosa mangiare in Friuli Venezia Giulia: 10 piatti tipici cucina friulana.

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Oggi ti parlerò di cosa mangiare in Friuli Venezia Giulia con i 10 piatti tipici della cucina Friulana. Perchè scrivo questo post di cucina? Perchè credo che il mangiare tipico durante un viaggio sia una delle cose da fare per entrare in contatto ed immedesimarsi con la cultura del luogo. Che sia a 10000 km di distanza o che sia nella regione a fianco alla tua, provare il cibo locale dovrebbe essere un must.

In questo caso ho preso in considerazione proprio la cucina del Friuli, una regione che – se mi segui – ho avuto modo di scoprire di recente. Scoperta non solo dal punto di vista territoriale ma anche culinario.

Si caratterizza per una cucina strettamente legata alla tradizione contadina, della montagna e ai prodotti della terra. La definirei una cucina molto umile per la provenienza dei suoi prodotti ma allo stesso tempo è una cucina di qualità per l’eccellenza dei suoi piatti. Andiamo a scoprirla!

Cosa mangiare in Friuli Venezia Giulia: i piatti tipici della cucina friulana.

il Frico.

Il primo piatto tipico della cucina friulana è lui: quando a tavola dici Friuli Venezia Giulia non puoi non pensare al Frico.

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Frico

Il Frico è un prodotto tipico originario della Carnia ed è a base di formaggio, patate e cipolle. Si può trovare sia in versione friabile che molle, e tra le due preferisco la seconda tipologia. Ma ne esistono anche molte varianti. Si dice che ad ogni vallata corrisponda un tipo di frico. In molti ci aggiungono le mele, altri il porro, lo speck o le erbe aromatiche. Io ho assaggiato la versione tradizionale e nonostante fossi scettico, l’ho trovato un piatto buonissimo.

Il prosciutto crudo di San Daniele.

Il prosciutto crudo di San Daniele è forse uno dei prosciutti crudi più noti a livello nazionale, assieme a quello di Parma. È un prosciutto DOP e viene prodotto da 31 aziende nella città di San Daniele del Friuli in provincia di Udine.

Si produce dalla macellazione di suini nati ed allevati esclusivamente in Italia. Il processo di realizzazione del prosciutto invece deve avvenire all’interno del comune. A favorire la particolarità di questo prosciutto crudo è il microclima di San Daniele del Friuli ed il processo di lavorazione del prosciutto che si svolge esclusivamente secondo una specifica tradizione.

Il crudo di San Daniele ha un gusto molto dolce e fresco allo stesso tempo. Oltre a mangiarlo da solo, l’ho mangiato anche col risotto. Una cosa spettacolare.

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Risotto al San Daniele

Il prosciutto crudo di Sauris.

Meno famoso rispetto al “cugino” di San Daniele, il prosciutto crudo di Sauris è prodotto tra i monti della Carnia nel paese omonimo di Sauris. Qui ci sono solo due aziende che lo producono secondo una tradizione ben definita.

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Tagliere di affettati

Anche qui tutti i suini devono essere allevati in Italia e il crudo di Sauris si differenzia tra gli altri crudi per l’affumicatura ottenuta dal legno di faggio.

È un prosciutto crudo che sa difendersi molto bene dal punto di vista del gusto e si divide fra tradizionale e riserva. Il tradizionale come aspetto è simile agli altri crudi, il riserva invece è più secco sia alla vista che al gusto. A volte si acc

Io l’ho accompagnato con la birra Zahre tipica del posto.

Musèt e brovade.

Mi dispiace ma io con questo piatto tipico del Friuli passo la mano. Il piatto è musèt e brovade – la brovade è conosciuta anche come brovada in italiano oppure broade in friulano. – e si potrebbe paragonare al cotechino con le lenticchie. Il musèt in dialetto è il cotechino appunto, la brovade invece è un piatto a base di rape fatte macerare per 40 giorni nella feccia del vino. Viene poi condito con olio e aglio, bagnato durante la cottura col brodo del musèt.

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Musét e Brovade. Foto di Triesteprima.it

Non puoi immaginare la fatica che ho fatto scrivere queste righe. Non mi piace il cotechino e non bevo brodi…alla combinazione di queste due cose ho avuto i brividi. Ti ho segnalato questo piatto nel caso tu lo voglia assaggiare. Di solito è un piatto che si trova nelle tavole friulane nel periodo natalizio.

I cjarsons.

Altro piatto tipico del Friuli Venezia Giulia.

I cjarsons li ho mangiati solo una volta nella mia vita. Sono un piatto tipico della Carnia ma che si è diffuso poi in tutta la pianura friulana.

Sono simili agli agnolotti o ai ravioli ma il ripieno dei cjarsons non è di carne bensì un mix di dolce e salato. Si possono servire come primi ma anche come dolci. Il ripieno può variare, – si dice ce ne siano circa 30 varianti – e ci si può trovare la marmellata, uvetta, cioccolato, ma anche biscotti o erbe aromatiche e vengono ricoperti o di ricotta affumicata, o burro fuso. In certe zone si usa anche l’ont, un burro ottenuto dal processo di ebollizione.

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Cjarsons, foto di udinetoday.it

I Cjarsons vengono festeggiati in modo particolare nella località di Sutrio, in provincia di Udine, ogni prima domenica di giugno. Particolarità : ogni piatto è diverso dagli altri e nessuno ti dirà mai cosa contengono perché il cuoco è molto geloso della sua ricetta. Sta a te capire cosa contengono.

Cipolla rossa di Cavasso nuovo.

La cipolla rossa di Cavasso Nuovo è un prodotto del comune ominimo e viene anche come cipolla rossa dei Maraldi. Fino a poco tempo fa mangiavo solo cipolla accompagnata, tipo sulla piadina oppure sulla pizza. Poi ho avuto modo di mangiare questa cipolla cotta al sale a Maniago. Una delizia. In questa occasione l’ho assaggiata da sola, ma gli usi della stessa cipolla possono essere i classici.

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Cipolla rossa di Cavasso Nuovo

All’esterno è rossa, all’interno bianca con venature rosate. Io l’ho trovata molto buona e dolce. È un prodotto tipico della zona ormai e se sei in zona ti consiglio di assaggiarla.

Per me è stata una bellissima scoperta e mi ha particolarmente colpito.

La Pitina.

Conosciuto anche per essere un “prodotto della miseria”, la Pitina IGP è un salume dalla forma simile ad una polpetta, ma molto più grossa. I suoi ingredienti: 70% di carne di capra a fine carriera, 30% grasso di maiale. Il tutto viene insaporito con erbe aromatiche, avvolto nella farina di grano per fare la polenta e infine viene affumicata – ora si fa negli affumicatori, prima si affumicava nella cappa del camino.

Si taglia a fette e si serve nel tagliere, accompagnata da pane, grissini e un buon vino rosso locale.

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La Pitina

La Pitina è tipica della zona della Val Colvera, la Val Cellina e la Val Tramontina, nel Pordenonese. L’ho assaggiata la prima volta a Maniago. Ottima ma se non si è abituati all’affumicatura se ne mangiano poche fette. Resta comunque molto buona.

Selvaggina: cervo e capriolo.

In molti ristoranti tipici del Friuli ti capiterà di trovare nel menù la selvaggina: cervo, capriolo, daino, camoscio – specie i primi due – non mancano quasi mai nella cucina tipica Friulana, soprattutto nella cucina di montagna.

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Selvaggina e Polenta

Cervo e capriolo in genere vengono serviti sotto forma di spezzatino ma anche come sugo per accompagnare primi piatti, come paste ma soprattutto gli gnocchi.

A me piacciono molto gli gnocchi con ragù di capriolo e questo genere di carne la trovo deliziosa. Ho avuto modo di mangiare cervo e capriolo quando sono andato a visitare la diga del Vajont.

La Gubana – e anche la Gubanetta e gli Strucchi.

Se hai letto il mio post su Cividale del Friuli sai che te ne ho già parlato. E che non ho mangiato questi dolci sul posto ma ho mangiato la Gubana svariate volte in zone diverse di Friuli e Veneto.

Il ripieno di questi dolci è fatto con noci, pinoli, uva, limone, vaniglia. La versione più diffusa è quella con la grappa, che apprezzo parecchio. Mi è capitato di trovare delle versioni di Gubana anche con l’uvetta all’interno e dello zucchero.

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La Gubana. Foto di https://www.dolcidee.it/

Se la Gubana è il dolce più grande, la Gubanetta è più piccola mentre gli Strucchi sono dei piccoli bocconcini. Cambia la forma non la sostanza.

Sono dei dolci che si trovano un po’ in tutto il Friuli anche se sono originari di Cividale e si mangiano ormai in qualsiasi occasione.

Il tiramisù.

Ebbene sì. Che ti piaccia o no – in particolare questa cosa non piace in provincia di Treviso – il Friuli è stato dichiarato terra d’origine del Tiramisù con un provvedimento della gazzetta ufficiale nel 2017. In particolare si fa risalire a Tolmezzo e a Pieris l’origine di questo dolce.

La diatriba tra Veneto e Friuli è stata aspra ma alla fine, dopo anni di ricerche, il tiramisù è stato assegnato al Friuli Venezia Giulia. Quindi la cucina tipica Friulana può vantarsi di questa chicca dolciaria.

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Tiramisù. Foto presa da Pixabay

Ovviamente il tiramisù, pur con le sue varianti, non può prescindere dai savoiardi, dal caffè e dalla crema di uovo a base di mascarpone e zucchero.

Per me resta sempre uno dei dolci più buoni, da mangiare sia in Friuli che in Veneto. Logicamente per me, nonostante le scartoffie lo abbiano assegnato al Friuli, l’animo patriottico attribuisce questo dolce al Veneto – conta quel che conta -.

Per evitare inutili discussioni mangiamoci un po’ di tiramisù che è meglio.

Bonus: i vini.

Si può parlare di cucina friulana e non parlare di vino? Si sa che Veneto e Friuli in queste campo vanno a braccetto. E allora quando andrai in Friuli non perderti i vini della zona. Sappi che capiti sul Collio Friulano sarai in una zona che produce tra i vini migliori d’Italia. Non ti dirò nomi di vini particolari, lascio a te la scelta perché è molto vasta.

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Calici di vino. Foto presa da Pixabay

Spero di averti fatto venire l’acquolina in bocca. La cucina friulana ha piatti tipici davvero squisiti e più di qualche amico – lo confesso, anche io – è tornato entusiasta ed ingrassato dopo un viaggio in Friuli. Che dire, se ti capita di sederti ad una tavola friulana, non farti scappare quanto elencato sopra. Non ti pentirai.

Alla prossima.

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2 Comments

  1. Ahahahaha Daniela sei sempre top! Ti assicuro che la cucina friulana ti saprà prendere per la gola. E poi diciamoci la verità, in Italia c’è un posto in cui si mangia male? Non credo. La cucina italiana non la batte NESSUNO!

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  2. Orrore! Mi merito 50 frustate, non sapevo che il San Daniele fosse friulano!!!! Tu invece hai subito un gancio e un montante sul muset 😛 Comunque hai ragione, è molto simile al cotechino nell’aspetto. Interessante la cipolla, dalla foto sembra ottima e delicata. E il tiramisù è di chi vuoi tu… basta mandarlo giù! 😀 E me l’hai fatta venire sì l’acquolina, guarda che cavolate che ho scritto hahahah, è anche ora di cenna tra l’altro!

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