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La Città della Scienza a Valencia: cos’è, come visitarla e tutte le informazioni utili.

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La Città della Scienza di Valencia è una delle attrazioni principali della città. Un’attrazione talmente vistosa e visibile che mentre atterrate la noterete distintamente alla vostra destra.

La città delle arti e della Scienza è una tappa obbligatoria e allo stesso tempo una delle principali per chi si reca in questa città, piccola ma dal fascino particolare. Si può dire che sia una città nella città. Occupa una superficie di 350000 km quadrati ed è un progetto che si è realizzato ad inizio 2000. Viene chiamata anche Museo della Scienza di Valencia.

La Ciudad de las Artes y las Ciencias si inserisce perfettamente in un itinerario di 4 giorni a Valencia.

 città della scienza Valencia
Citta delle arti e delle scienze Valencia

Città della Scienza di Valencia: quali opere la compongono.

La città delle arti e della scienza si componedi svariate opere ed è un complesso di sette strutture, adibite a diversi scopi:

  • L’agorà. Una piazza coperta dove si svolgono vari eventi, che però non è visitabile se non durante le manifestazioni.
  • Il Ponte dell’assut dell’Or. Il ponte ha un pilone di 125 metri d’altezza, rendendolo il punto più alto della città. E’ molto scenografico.
  • L’Umbracle. Un edificio adibito a parcheggio dove in cima si trova una bellissima passeggiata tra palme e piante di diverse specie. Una sorta di giardino sospeso avvolto da 55 archi. Il tutto crea un effetto ombra bellissimo e rilassante allo stesso tempo. Lungo 320 metri, nell’idea di Calatrava l’Umbracle doveva proiettare il visitatore nel futuro. Se la immaginava come una galleria a cielo aperto, non solo come un giardino di Palme, caprifogli e Bouganvillea. Molto spesso invece i visitatori lo usano per la fuggire dal caldo terrificante di Valencia e si rifugiano qui sotto per trovare tregua dal solo cocente del sud della spagna.
  • Il Museo della scienza Principe Felipe. Il Museo della Scienza è un museo interattivo dedicato appunto alla scienza. La sua struttura assomiglia allo scheletro di un gigantesco animale. Ha tre piani al suo interno dove ci trovate pannelli, installazioni e giochi. Il visitatore è invogliato ad interagire e a partecipare con il museo stesso e le attrazioni divenendo partecipe ai progetti scientifici. In questo modo non si è più visitatori passivi come negli altri musei, ma si diventa attori del museo stesso. Lo scopo di tutto ciò è sviluppare il senso critico nei confronti della scienze. Non a caso il motto del museo è “toccare è permesso”: in questo modo, si può vedere come cambiano le cose e capendone i perchè.
  • L’emispheric. A forma di metà occhio umano, e nata anche questa struttura da un’idea di Santiago Calatrava, è un cinema interattivo per vivere le sensazioni di un planetario. Il riflesso dell’acqua e le luci della sera lo fa diventare un occhio intero. Probabilmente la forma ad occhio non è casuale: in questo modo l’architetto voleva rendere l’idea di cosa si poteva vedere all’interno attraverso i proprio occhi. Non è un caso che al suo interno si possano vedere film in 3D, proiezioni e planetari. Le tecnologie all’avanguardia, tutte digitali, vi faranno vivere un’esperienza unica.
  • Il Palazzo delle arti. Sede di concerti e opere, assomiglia ad un gigantesco elmo ed è l’edificio più imponente. Generalmente ospita eventi di un certo livello e quindi non sempre è visitabile. Calatrava l’aveva pensata come ad un’enorme nave che solcava mare per arrivare al Turia. Al suo interno ci sono 4 teatri, misura più di 75 metri di altezza e per una superficie di 40000 metri quadri.
  • Il Parco Oceanografico: Un parco dove trovate molte specie marine provenienti dai sette mari. Oltre alle varie zone marine, dentro all’Oceanographic ci trovate anche un delfinario, che non è solo sede di spettacoli, ma anche centro studi. Ve ne parlo meglio sotto.
Città della Scienza Valencia
Umbracle
 città delle arti e delle scienze Valencia
Emispheric
Città della scienza Valencia
Palazzo delle arti

Un po’ di storia sulla città della Scienza di Valencia.

La città della Scienza di Valencia è anche nota anche perchè fu progettata dall’archistar Santiago Calatrava nel 1996 in collaborazione dall’architetto Candela. Come tutti i progetti di Calatrava, le sue opere sono oggetto di forti critiche – per restare a casa nostra, fu criticato anche il ponte della Costituzione a Venezia, l’ultimo costruito nella città lagunare, per ragione di progettazione e di costi – . La città della scienza di Valencia non ne fu esente: finanziata dalla comunità Valenciana e costruita coi soldi dei contribuenti, il costo iniziale si dice sia triplicato rispetto al budget previsto. Inoltre in molti hanno ritenuto l’opera inutile e dispendiosa per una città come Valencia. Non starò qui a tediarvi con opinioni personali, dico solo che il progetto ha portato posti di lavoro e turismo, una voce non insignificante alla voce bilancio del comune.

Come raggiungere la Città delle Arti e della Scienza.

Purtroppo non è possibile raggiungere la Città della Scienza di Valencia direttamente con la Metro, e questa la considero una grossa pecca. Le due fermate più vicine sono Alameda o MarítimSerrería. Se scendete a Marítim dovrete camminare per almeno quindici minuti. Se scendete a Alameda, il percorso è di quasi mezzora, ma è più bello perchè passerete tra i giardini del Turia. Come alternativa, c’è l’autobus, comodo perchè vi fa scendere in fronte al parco Oceanografico, ma è un po’ più complicato in quanto soggetto ad orari più diluiti e a coincidenze.

museo della scienza valencia

Città della scienza di Valencia: una visita il Parco Oceanografico.

Visitare la città della Scienza può significare passarci da un minimo di tre ore a tutta la giornata, a seconda di cosa vogliate vedere. Noi ci siamo dedicati in particolare al parco Oceanografico. L’idea era quella di vedere anche il Museo della scienza di ma in questi casi comandano i più piccoli, anzi la più piccola, e posticipare la visita al parco sottomarino per vedere il Museo della scienza non le è andato giù, così abbiamo optato per l’Oceanografico. Il costo del biglietto con lo sconto del 15% della Valencia card – vi allego il link per scoprirne i vantaggi – per due adulti e due bambini, di cui uno non pagante, è stato di 72€. Aggiungendo 3€ a persona, potete combinare il pacchetto Parco Oceanografico e Museo della scienza o Emispheric. Ad ogni modo, se pianificate una visita a Valencia e volete recarvi a visitare il Parco Oceanografico, trovate il link ai biglietti.

Oceanographic Valencia

La città della scienza di Valencia: i delfini dell’Oceanografic e lo spettacolo.

In molti possono pensare che il parco sia un insieme di vasche utilizzate per conservare i pesci e tenerli in bella mostra ai bambini e ai turisti. Il parco invece è dotato di un laboratorio biologico e di tutte le strutture necessarie per lo studio delle specie marine e la loro salvaguardia.

Raccogliendo le specie provenienti dai sette mari, i biologi sono altamente specializzati ed effettuano ricerche, studi, cure e presa in carico di animali marini con lo scopo di salvaguardarli, aiutare le ricerca e rimessa in libertà degli animali arrivati qui in difficoltà.

Dal punto di ingresso suggeriscono di seguire il percorso numerato sulla mappa e visitare il parco secondo un ordine prestabilito, ma quando ci viene detto che il primo spettacolo dei delfini è alle 10.45 – il secondo e ultimo è alle 16.45 – , cambiamo idea e ci rechiamo subito al Delfinario.

L’acqua del delfinario proviene direttamente dal mare, viene filtrata, pulita e rimessa in circolo per i delfini. Questi sono sotto costante monitoraggio di veterinari e biologi, sia per il loro stato di salute, sia per quel che riguarda il loro studio. Il delfino è un mammifero molto intelligente e viene studiato per la sua capacità di geolocalizzazione: lanciando degli impulsi dal melone, un organo situato sulla fronte, il delfino è in grado di ricostruire l’ambiente circostante e capire dove si trovi. Immergendo dei microfoni in acqua, viene fatto sentire come i delfini lancino gli impulsi e al comando dell’istruttore recuperino una palla per riportarla indietro. Oppure, sempre dopo un ordine, il delfino salta fuori acqua compiendo delle incredibili evoluzioni. Oltre che ad essere uno spettacolo acrobatico, è anche molto istruttivo per vedere come i delfini non siano sono abili nuotatori, ma anche in grado di stabilire una strettissima relazione col proprio istruttore.

Oltre al delfinario, vi sono altre aree. Quella del Mar Rosso, purtroppo è visitabile solo a orari prestabiliti. La zona dell’antartico, bellissima, permette di scoprire i pinguini: questi simpaticissimi animali se ne stanno là in piedi ad osservarsi in giro, sembrano delle minuscole statuine. Situato sul polo opposto della terra, ma a pochi metri dentro il parco, c’è la zona dell’artico, dove si possono trovare dei giganteschi trichechi e i beluga, tra i quali una mamma con un piccolo. Anche qui un istruttore fa vedere come il beluga abbia delle capacità relazionali con gli esseri umani a dir poco sconvolgenti.

L’Oceanografic di Valencia: le zone e gli altri tipi di pesci.

L’oceanografic è diviso in varie sezioni.

In un’area al piano interrato viene riprodotto l’ambiente degli oceani attraverso un tunnel. Il tunnel è utilizzato per passeggiarvici dentro e dare la possibilità di vedere i pesci che nuotano sopra la vostra testa, tra cui mante, squali toro, squali grigi e pesci luna. Ammetto che questo tunnel è stato un po’ deludente.

C’è un altro tunnel, ed è quello più bello che si trova nella zona dei climi temperati e tropicali. Un tunnel di settanta metri vi porterà alla scoperta dei pesci dei caraibi e del mar rosso, dove i colori dei pesci sono i più belli.

Ci sono anche delle teche in cui nuotano delle meduse. Alcune di queste teche sembrano degli screen saver del vostro PC. Ce n’è una che mi ha particolarmente colpito: una teca con sfondo nero in cui nuota una medusa trasparente, dove potete vedere quella che sembra la sua circolazione interna.

L’area del Mediterraneo riproduce il nostro ambiente con 7 acquari e 7400 specie di pesci dei nostri mari tra i quali crostacei, molluschi e qualche seppia.

La zona dell’artico è una delle più belle e tra considerate tenere dai bambini: ci sono beluga e trichechi. C’è anche una piccola zona dedicata ai pinguini.

Infine gli ultimi due padiglioni che visitiamo sono quello delle zone umide, dove oltre ai pesci ci trovate pure le zone paludose mediterranee e il manglar americano dove crescono le mangrovie,

Infine, oltre ai padiglioni, ci sono delle aree dove ci sono delle tartarughe giganti, leoni marini, coccodrilli e una voliera.

Oceanographic Valencia

Non avevo mai visitato un parco marino del genere, veramente una chicca, non solo dal punto di vista visivo, ma anche istruttivo.

Dove mangiare al museo delle arti e della Scienza.

Assolutamente non dentro: evitate di mangiare nei ristoranti all’interno della città delle arti e delle scienze. I costi sono veramente esorbitanti. E evitate pure le bancarelle, 6.50€ per una pizzetta di 20 cm di lunghezza. O vi portate dei panini, come ha fatto molta gente, oppure all’esterno, vicino all’umbracle – e vi consiglio la passeggiata al suo interno – si trova il centro commerciale el Saler, con ottimi ristoranti a prezzi modici.

 città della scienza Valencia

Città delle arti e della Scienza: i biglietti.

Se volete visitare tutti i musei oltre all’Oceanographic, vi lascio il link al sito ufficiale della Città delle Arti e delle Scienze. Qui potete comprare i biglietti. Altrimenti, la soluzione alternativa è acquistarli in loco all’ingresso. Ricordatevi di portare sempre con voi la Valencia Card per lo sconto.

Se anche a voi piace la Spagna soprattutto per il suo mare, leggete questi post su Lanzarote e sul parco del Timanfaya, oppure sul mare di Marbella o su come visitare Siviglia in due giorni.

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2 Comments

  1. untrolleyperdue 25/02/2018

    La teca oscura con la medusa trasparente è davvero impressionante!
    Speriamo di poter visitare l’Oceanographique la prossima volta che andremo a Valencia. Certo per i bambini è un posto bellissimo, ma anche per chi ha i capelli grigi e vuole un po’ tornare indietro nel tempo! ?
    Mi spiace invece per la paella!
    Peccato che vi abbiano rovinato il sapore di un piatto mitico di Valencia in quel modo!

    Rispondi
    1. LucaPery 26/02/2018

      L’oceanographic è adatto a tutti ovviamente, è un parco estremamente interessante, con mille cose da vedere, la medusa secondo me è stata il top.

      Purtroppo la paella è andata, non ho fatto polemica al momento è la prenderò come lezione x la prossima volta. Ciò non toglie che fosse buonissima.

      Rispondi

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