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Casoni di Caorle: visita all’isola dei pescatori e a Falconera.

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casoni di caorle

Per chi la conosce già, ma anche per chi ha iniziato a frequentarla da poco, è normale associare il nome Caorle al mare, alla spiaggia, al centro storico e ai piatti di pesce. Io però credo che quando se ne pronuncia il nome, siano in particolare tre i simboli iconici che si possono ricondurre immediatamente a Caorle: Casoni, Chiesa della Madonna dell’Angelo e Campanile cilindrico. Se della chiesa della Madonna dell’Angelo, del Duomo e del Campanile ti ho già parlato nel post sulla festa della Madonna dell’Angelo, forse non tutti conoscono i casoni. Ecco, è giunto il momento di farti scoprire cosa siano, a cosa servono e perché siano così famosi.

Caorle è bellissima per essere visitata in giornata ma soprattutto per passarci le vacanze estive. Non è un caso sia una delle mete più gettonate dell’alto Adriatico per le ferie estive. Negli ultimi anni si è anche convertita in una meta valida per tutto l’anno, con iniziative che attirano migliaia di visitatori. I casoni entrano di diritto tra le cose da vedere a Caorle e fanno parte del patrimonio caorlotto. Sono una vera perla sia per la loro storia che per la loro tradizione. Si trovano in un contesto naturale unico e meraviglioso dove la natura selvaggia di perde all’orizzonte, l’uomo si trova ad essere un’intruso e la natura è la vera padrona di casa.

Spero di averti incuriosito. Dopo questa lettura e dopo aver conosciuto i casoni di Caorle, spero anche tu voglia visitarli per scoprirli sia per la loro tradizione ma anche per il panorama lagunare che li circonda.

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Casone di Caorle

I casoni, Caorle e le valli: un legame indissolubile. Origine e scopo dei casoni.

La tradizione marinara del paese ha fatto sì che in passato gran parte della popolazione si dedicasse alla pesca. Se molti pescatori si sono dedicati alla pesca d’altura, altri hanno rivolto le loro mire verso le valli di Caorle, ricche di pesce e selvaggina. Ad est di Caorle si trovano Vallevecchia, Brussa e la laguna di Caorle: zone remote, selvagge e raggiungibili solo in barca – non certamente una barca come un peschereccio -. Zone caratterizzate dal verde della natura e dal blu del cielo, zone di cigni ed aironi ma anche di volpi ed altri animali selvatici. Queste zone sono le stesse zone che hanno ispirato un grande scrittore del passato: Ernest Hemingway. Fu qui che il celebre scrittore trasse ispirazione per il suo celebre romanzo “Di là del fiume e tra gli alberi“.

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Laguna di Caorle

Le valli che ti ho elencato si intravedono dalla punta estrema orientale dell’isola di Caorle, ed è qui che si trova la zona di Falconera, quella in cui puoi ammirare più facilmente i casoni. Era da qui che partivano molti pescatori caorlotti per procurarsi pesce e selvaggina. Andare in valle per cacciare e pescare non era roba da poco né un’escursione che durava un paio d’ore. I cacciatori ma soprattutto i pescatori partivano da Falconera la mattina presto per rientrare la sera tardi. A volte il tempo non era nemmeno clemente, occorreva quindi trovare un riparo che desse alloggio sicuro alle persone, conforto la sera, possibilità di cucinare il cibo e mettere al riparo la barca. Nacque così l’esigenza di costruire un riparo permanente. Il casón nasce con questo scopo. I proprietari erano soliti passarci le notti ma anche viverci in maniera permanente durante alcuni periodi dell’anno e usarli come deposito per gli attrezzi da pesca.

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Cigno

In genere ogni casón ha poco lontano una cavana, una sorta di baracca in lamiera sull’acqua il cui scopo è quello di proteggere la barca dalle intemperie.

Come sono fatti i casoni e che scopo hanno ora.

La tradizione del casón si sviluppa da Grado passando per Bibione fino quasi a Comacchio ma è qui a Caorle che si trovano in concentrazione numerica maggiore rispetto alle altre località e sono diversi da quelli che si trovano nell’entroterra.

Il casone lacustre si caratterizza dall’avere una pianta rettangolare o meglio ancora ellittica. Quest’ultima forma permette di mantenere ancora meglio il calore all’interno della struttura. Le pareti sono generalmente in muratura, ma la vera particolarità sta nell’uso della canna palustre essiccata. Viene usata per formare un tetto spiovente in modo da far defluire velocemente verso il basso l’acqua piovana. Il tetto è composto da più strati di canna ed arriva a circa un metro da terra. L’utilizzo della canna palustre prevede il rifacimento costante del tetto.

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Casone di Caorle

Al suo interno si trova un tavolo con le sedie, in alcuni casi una brandina o un letto per il pescatore, e un focolare in mattoni dove si trova una griglia per cucinare il pesce alla brace. Particolare non indifferente: nella maggior parte dei casoni manca il camino. Questo perchè sfruttando il fumo prodotto dal focolare, il tetto di canna si compatta ed impermeabilizza. Infatti quando entrerai sentirai un odore di fumo molto forte, mescolato all’odore di pesce ed al salmastro della laguna. È un odore tipico del casone.

Ad oggi lo scopo originario di queste costruzioni si è un po’ perso. Sono pochi i quelli utilizzati ancora come abitazione permanente o riparo al rientro dalle battute di caccia o pesca.

I casoni di Caorle oggi sono per lo più utilizzati dai proprietari più pranzi e cene in compagnia di amici e parenti. Molti proprietari lo mettono a disposizione per visite al pubblico ma anche per pranzi su commissione e a pagamento.

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Ingresso ad un casone

Al di là della funzione attuale, restano comunque parte importante del patrimonio culturale, naturale ed antropologico del paese.

L’isola dei Pescatori.

Sei hai una barca, lungo il corso del fiume Nicesolo, quello che separa Caorle dalla terraferma, poco prima dell’inizio delle valli si incontra l’isola dei pescatori. Ci puoi arrivare in auto o ancora meglio in bici, puoi lasciare il tuo mezzo all’ingresso del sentiero pedonale che ti condurrà all’isola.

Questa isola è situata alla confluenza tra i fiumi Fiume Lemene, Nicesolo e Canale Saetta ed è un luogo molto conosciuto.

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Casone di Caorle all’isola dei pescatori

Una volta percorso il sentiero tra la vegetazione, arriverai ad una passerella di legno al cui termine del percorso troverai una vera e propria isola con svariati casoni. Al momento in cui ci sono andato io era chiuso l’accesso ma se hai fortuna come l’ho avuta io, il casone che incontri prima di imboccare la passerella potrebbe essere aperto. Io l’ho visitato al suo interno grazie alla gentilezza del proprietario.

Questi sono i due luoghi migliori per visitare i casoni di Caorle: Falconera e l’isola dei pescatori. Ovviamente non si trovano solo qui, si trovano anche lungo i canali e nelle valli. Ma in questi due luoghi vai sul sicuro, soprattutto per la comodità.

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Casone di Caorle all’isola dei pescatori

La visita al Casone di Gigi.

Come ti dicevo sopra, ho avuto la fortuna di visitare un vero casone all’interno. E’ il casone di Gigi, che si trova all’isola dei pescatori, subito alla fine del sentiero tra la vegetazione. C’è un crocefisso: la passerella di destra, quella più lunga, porta agli altri casoni, quella di sinistra ti porta da Gigi. Avevo conosciuto Gigi qualche anno indietro, lo ritrovo qualche giorno fa dal momento in cui scrivo questo post, con un’amica blogger. Il cancello è chiuso ma le porte sono aperte. Lo chiamo: sta bevendo un prosecco, al buio, in solitudine. Noto che non è cambiato dall’ultima volta: calvo, occhi grandi, sempre gentilissimo, e soprattutto molto colto.

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Casone di Caorle all’isola dei pescatori

Ci parla in dialetto caorlotto stretto di come ha rifatto il tetto in canna, dei suoi interessi e di come ospita la gente: “Io non faccio pranzi su misura: tu mi chiami, io ti faccio da mangiare per massimo 10 persone. Non ti garantisco canoce, folpi, gransi – termini dialettali che non traduco perchè lo dovrai scoprire tu cosa sono quando verrai a Caorle – . Io esco in barca, quello che prendo si mangia. Anche branzini da 8 chili!”

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Attrezzi

E’ questa la vera autenticità dei casoni di Caorle: non pranzi preparati su misura col menù da ristorante, ma il pesce fresco pescato e cucinato alla grigia al momento.

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Attrezzi

Come arrivare ai casoni di Caorle.

Il modo migliore per arrivare ai casoni è avere una propria auto che puoi parcheggiare all’ingresso di uno dei sentieri di percorrenza. Ma il mio suggerimento è quello di munirti di bicicletta e percorrere il percorso ad anello di circa 8 km, partendo dalla zona dello stadio, costeggiare il canale Nicesolo lungo la strada di sassi Palangon fino a quando troverai delle case. Qui parcheggi, visiti l’isola dei pescatori, riprendi la bici e percorri l’argine chiamato Sentiero dei Casoni dove questi si affacciano sulla valle. Percorrilo, fai foto, fermati e gustati il momento. Dopo di che una volta arrivato a Falconera, puoi rientrare seguendo le indicazioni “Stadio”.

I casoni a Caorle: dove mangiare.

Inutile girarci tanto attorno: se vuoi mangiare ai casoni mangia dentro un casone e vai sul sicuro. Come? Semplicemente prenotando il pranzo con uno dei proprietari. All’ingresso puoi trovare esposti i numeri di telefono che puoi contattare direttamente. Con preavviso i proprietari preparano pranzi a base di pesce.

Per questioni di privacy non diffonderò il loro numero ma fatti un giro seguendo i miei consigli prima di prenotare, così vedi l’ambiente e quale ti piace di più. Io ovviamente ho parlato del casone di Gigi per la sua gentilezza ed ospitalità.

Caorle: dove dormire.

Tra le tante strutture che ti posso consigliare, posso dirti che se prenoti all’hotel Vienna vai sul sicuro. È un hotel a gestione familiare, con circa 70 camere e si trova fronte mare. Si trova nella spiaggia di ponente, opposta quindi a Falconera e alla zona dei casoni, ma la scelta vale davvero la pena. Anche perché gli hotel non sono poi così vicini a Falconera, Puoi chiedere anche per l’affitto delle biciclette, né hanno a disposizione gratuitamente.

Ora hai tutte le informazioni che ti servono. Se hai bisogno di altre informazioni dettagliate, scrivimi pure un messaggio su uno dei miei social e ti risponderò al più presto. Se ti ho convinto a visitare i casoni, Caorle ti sta aspettando. Alla prossima!

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4 Comments

  1. Sono delle strutture molto belle e particolari che attirano migliaia di visitatori ogni anno sia per la loro unicità che per il contesto un cui si inseriscono

  2. Allora guarda che ti aspetto la prossima volta per visitarli!

  3. Ho conosciuto Caorle ed i Casoni grazie a te, Luca.
    La struttura ha un che di familiare ma non è qualcosa che ti aspetti di trovare in Italia. Immersi così nella laguna creano paesaggi suggestivi.
    PS Non riesco più a mettere i mi piace dall’app di wordpress 🙁

  4. Ce li avevo in programma l’ultima volta a Grado. Purtroppo andò tutto per aria, non ti sto a dire perché. Ti dico invece che è un ottimo motivo per tornare e magari farci un pranzo insieme da Gigi!

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