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Ca’ Corniani: visita al borgo storico vicino Caorle

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visita a ca' corniani

A pochi chilometri da Caorle, in piena campagna, si trova il piccolissimo borgo di Ca’ Corniani. E’ considerato un piccolo gioiellino dalle fortissime radici contadine, tutt’ora ben radicate. E sebbene sia solo un borgo, non te lo devi immaginare come il classico borghetto con tutte le attività incentrate in un unico posto. No, Ca’ Corniani è diversa, è davvero il borgo dove il tempo si è fermato e forse per questo è unica. La visita a Ca’ Corniani si concentra per lo più attorno alla cantina, all’osteria, a Campo Procurative e alla chiesa, ma per una visita completa dovrai spingerti fino alle tre soglie, di cui poi ti parlerò.

Di recente, Ca’ Corniani ha subito una forte riqualificazione e valorizzazione del territorio assieme alla creazione di una ciclostazione, la realizzazione di opere d’arte e la riapertura della cantina, utilizzata ora per vendere birra artigianale oppure per la realizzazione di eventi.

Storia e mappa di Ca’ Corniani

Sebbene il cuore del paese vada dalla chiesa fino alla cantina, il suo territorio è sempre stato una lunga distesa di terra e di campi puntellati da case di campagna, delimitati a est dal Livenza e a ovest dal Livenza Morta. Questi due fiumi si incontrano e sfociano nel Mare Adriatico e l’unica via di accesso per chi viene da Caorle è attraversare il Ponte delle Bilance sul Livenza. A nord, il territorio, è delimitato dai paesi di San Giorgio di Livenza e La Salute di Livenza. Per farti comprendere meglio, vedi la mappa sotto.

La storia di Ca’ Corniani parte dal 1400 con la Serenissima. Venezia dominava questi territori: al tempo erano parte della laguna di Caorle ma col passare degli anni e grazie all’imbonimento naturale del terreno, divennero zone paludose con all’interno degli appezzamenti di terreno buoni da coltivare. La Serenissima approfittò dell’occasione per rimpinguare le casse dello Stato: divise la vecchia laguna in zone chiamate prese e li vendette a nobiluomini veneziani. La terza e la quarta presa, corrispondenti oggi al territorio di Ca’ Corniani, vennero acquistate prima dalla famiglia Cottoni e successivamente dalla famiglia Corniani.

Il punto di svolta è il 1851, quando le Assicurazioni Generali acquistano i terreni e bonificano tutto il territorio, rendendo la zona coltivabile. Nel 1930 il lavoro è terminato ma è necessaria tantissima manovalanza per poter lavorare la terra. Le Generali attuano uno dei primi sistema di welfare aziendale: alle famiglie vengono date case e campi in cambio di una parte dei prodotti e dei guadagni. La comunità arriva sino a 3000 persone, viene costruita una scuola, una cantina, l’ufficio postale, l’osteria e la chiesa. Se il centro ruota tra Campo Procurative e la cantina, dove si trova il fulcro dell’attività contadina e delle Generali, tutto il resto è suddiviso tra le varie famiglie che lavorano nei campi.

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L’osteria a Ca’ Corniani

Una curiostià del tempo era che le case coloniche avevano un nome proprio per distinguerle nel vasto territorio. Un tempo erano popolate da nuclei familiari molto numerosi, oggi invece sono rimaste per lo più disabitate. E’ l’effetto della modernizzazione: negli anni ’60 in molti lasciano la campagna per trasferirsi a Caorle. Questi portano le proprie conoscenze in una cittadina di pescatori, pronta a vivere di turismo ma ancora in gran parte ricoperta di terra, dove non mancano tensioni e campanilismi. Se i caorlotti etichettano gli abitanti di Ca’ Corniani come “quei che vien da deà del ponte“, questi non abbassano la testa e sono orgogliosi di dire “mi son da Ca Corniani!“: le difficoltà sostenute e le ore passate nei campi a lavorare hanno forgiato gente umile ma anche tosta e orgogliosa delle proprie origini, con conoscenze profonde della terra.

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Campo Procurative a Ca’ Corniani

Tutt’oggi molti sessantenni, originari proprio di Ca’ Corniani, seppur ormai stabilitisi definitivamente a Caorle, si vantano del fatto “de essar da Ca’ Corniani“, rimarcando con orgoglio le proprie origini contadine.

Tutto il territorio oggi è gestito dall’Azienda Agricola Ca’ Corniani, appartenente a Genagricola S.p.A, società controllata da Assicurazioni Generali.

Visita al borgo di Ca’ Corniani

Il cuore di Ca’ Corniani è Campo Procurative, a cui si accede attraverso un piccolo porticato. Ora è un ampio giardino dove si affacciano le case distribuite a ferro di cavallo. In passato era il luogo dove ogni anno venivano stipulati gli accordi contrattuali tra le famiglie dedite alla mezzadria e le Generali, per stabilire i terreni da coltivare. Molte famiglie vivevano qui, ma ci vivano anche il personale amministrativo dell’azienda, dove era situata la sede principale.

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Casa Colonica nella campagna di Ca’ Corniani

Se sul lato interno dei caseggiati si trovavano le abitazioni delle famiglie, all’esterno si trovavano le attività commerciali: le poste, il piccolo alimentari della Lina Micina e l’osteria, l’unico luogo di svago dove gli uomini si trovavano per giocare a carte nei fine settimana. Fronte all’osteria si trova la cantina di Ca’ Corniani, dove veniva prodotto il vino con l’uva proveniente dalle viti coltivate nel territorio.

Poco lontano era sorta la chiesa di Santo Stefano e dietro si trovavano la sagrestia e il campo da calcio, dove i ragazzi e i bambini della comunità si trovavano per svagarsi nei pomeriggi e nei weekend. In più non mancavano la scuola e l’asilo.

Soglia Ovest: Statue di cani e cavalli
Idrovora

Un altro luogo di interesse è l’idrovora, conosciuta anche come macchina fissa e risalente al 1880. Si trova poco lontano dalla Soglia Ovest, sul Livenza Morta. La facciata esterna risale al 1929 e la pompa era alimentata con lo strame, ossia canne palustri e ramaglie. Vennero poi aggiunte altre due pompe, facilitate dall’arrivo dell’energia elettrica. A prendersi cura della struttura era un idrovorista che doveva essere molto specializzato per quei tempi, e molto accorto perchè doveva evitare qualsiasi contatto con l’elettricità a 40000 Volt. Lo scopo dell’idrovora fu quello di bonificare i campi quando non erano ancora coltivabili e prevenire gli allagamenti dei terreni successivamente.

Le tre soglie di Ca’ Corniani

Nel corso di un’opera di valorizzazione del territorio, nel 2017 fu indetto un concorso per la realizzazione di alcune opere d’arte. Il vincitore fu Alberto Garutti – scomparso nel giugno 2023 – il quale fu incaricato di realizzare alcune opere d’arte per segnalare l’ingresso al territorio di Ca’ Corniani. Dato che per entrare nel territorio ci sono tre strade e sono le uniche vie d’accesso, queste vengono chiamate le tre soglie:

  • Soglia Nord, la casa dal tetto d’oro: per chi proviene da San Giorgio di Livenza, lungo la SP62, appena si lascia il Livenza, sulla destra si trova un casale abbandonato con un tetto color oro. L’opera è dedicata alla storia dell’edificio e a tutti quelli che passandogli davanti si immagineranno le stanze vuote nuovamente piene di vita.
  • Soglia Est, la scritta a LED: si trova appena dopo il ponte bilance. E’ una scritta che si accende la sera ma che brilla ogni volta che in in Italia cade un fulmine. L’opera è dedicata a coloro che passandole davanti, penseranno al cielo.
  • Soglia Ovest, le statue di cani e cavalli: si trova presso il ponte Tezzon, lungo la strada SP94 e a pochi metri dall’aviosuperficie. Queste statue rappresentano dei cani e dei cavalli che vivono in un podere vicino. Quest’opera è dedicata agli animali raffigurati e a chi vedrà i campi coltivati come un grande giardino.

La cantina di Ca’ Corniani

Uno dei luoghi rivitalizzati durante il processo di valorizzazione del territorio è la cantina di Ca’ Corniani. L’edificio, al tempo, era davvero ingegnoso: essendo già sotto il livello del mare, la struttura non poteva essere interrata, quindi fu progettata con dei camini che catturavano le brezze provenienti dal mare per ricreare il microclima adatto per la produzione del vino. Al suo interno si trova uno spazio espositivo con le botti utilizzate per la produzione del vino, la mostra fotografica sulla storia di Ca’ Corniani, un bar e una cantina di vini.

Infine, è anche uno spazio dedicato a meeting aziendali, riunioni oppure per l’organizzazione di feste. Oltre alla produzione di vino, da qualche anno si produce anche la birra 1851. La cantina di Ca’ Corniani è aperta dal giovedì alla domenica.

La Ciclostazione e la pista ciclabile Giralivenza

Da qualche anno Caorle è una destinazione adatta al cicloturismo. Ci sono alcuni percorsi ciclabili – di cui magari ti parlerò un giorno dettagliatamente in un articolo a parte e di cui ti ho già accennato nel mio post sui casoni di Caorle – che puoi trovare nell’app dedicata al cicloturismo a Caorle. Il percorso più noto a Ca’ Corniani è la ciclabile Giralivenza. Se tutto il percorso è circa di 60km, la parte che si sviluppa a Ca’ Corniani è di 32 chilometri e comprende solo una piccola parte della Giralivenza.

Per chi non avesse una bicicletta disponibile, è possibile noleggiarne una presso la Ciclostazione Ca’ Corniani, utilizzando Bike and go. La Ciclostazione è un edificio cubico, di colore marrone con quadrati colorati verdi e gialli, che richiamano il colore della terra e dai prodotti ricavati dalle coltivazioni. All’interno, oltre al noleggio bici, è possibile sostare per riprendersi oppure farsi una doccia ed utilizzare gli spogliatoi per cambiarsi.

Aperta dal giovedì al lunedì.


Questo è quanto. Lascio ora a te scoprire questo magnifico territorio! Ci troviamo al prossimo post!

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