Viaggio a Cuba e l’Avana, istruzioni per l’uso. Consigli e suggerimenti dall’Isla Grande.

Viaggio a Cuba

“A Cuba, tutto è proibito e tutto è possibile!”. Non cercate di capire questa frase e quindi non cercate di capire Cuba. Perchè Cuba è il paese delle contraddizioni. Cuba non si riesce a capire – non la capiscono nemmeno i cubani… – . Cuba si vive e basta! Complice un viaggio stampa organizzato con l’Ente del Turismo Cubano per i 500 anni della Capitale e in collaborazione con Non Solo Turisti, mi sono recato per una settimana nell’Isla Grande. Doveva essere un viaggio stampa, e in parte lo è stato, ma è stato pure un workshop fotografico assieme ad un fotografo professionista, dove ho avuto modo di scoprire il lato umano del popolo cubano. Ecco allora alcuni consigli e suggerimenti per un viaggio a Cuba. Se state pensando di recarvi qui, allora vi consiglio di leggere attentamente di seguito.

Un paese dai forti contrasti.

Come vi ho già anticipato, a Cuba i contrasti sono fortissimi. Si tratto di uno stato con economia socialista, dove tutti dovrebbero essere uguali, ma alla fine non è così. Gli stipendi però sono uguali più o meno per tutti, si vai dai 25 ai 30 dollari mensili, senza distinzione di professione. Questo è lo stipendio ufficiale. C’è poi un secondo stipendio, quello che ognuno si guadagna da sé, tramite varie attività quali musica, vendite varie, taxi più o meno autorizzati e servizi più o meno riconosciuti. Non è raro trovare Medici che fanno le Guide Turistiche, Ingegneri che fanno i Camerieri, Fisici che fanno i Baristi. Tutte professioni onorevoli, senza distinzione del titolo di studio, ma trovo giusto segnalarvelo per mettere a nudo come a Cuba sia davvero difficile campare e ci si debba adattare.

Un altro contrasto che salta subito all’occhio è come la povertà sia a pochi passi dal centro. Nonostante l’Avana Vieja sia stata tirata a lucido per i 500 anni, sia stata restaurata nelle vie principali e nelle quattro piazze più importanti, tutto il resto è rimasto immutato. Ti aspetteresti di trovare zone molto ben tenute e case di gente benestante. Invece non è così: le strade che incrociano le vie principali dell’Avana Vieja sono dissestate e un po’ sporche, piene di buche e pozzanghere d’acqua lurida. Le case sono cadenti, con l’intonaco e gli infissi scrostati. Ma la gente non perde il sorriso e la voglia di vivere resta intatta. Girare per le sue strade è comunque bello perchè ti mette in faccia una realtà davvero unica.

Viaggio a Cuba

La gioia e la fierezza del popolo Cubano. Il lato umano.

Se vi apprestate a partire per un viaggio a Cuba, vi informo che c’è molta povertà, ma non c’è miseria. La gente, sebbene viva in case dissestate, povere e senza tecnologia, conserva sempre l’allegria e la fierezza. I Cubani sono fieri della loro unicità. Sono un popolo gioioso e sorridente, dove la musica riempie parte della vita quotidiana. In moltissimi ristoranti trovate sempre una piccola orchestrina composta da quattro o cinque musicisti che rallegrano la serata. Ovviamente si aspettano sempre la classica propina durante la serata: un membro del gruppo passa con il cappellino tra la gente a richiedere almeno 1 CUC per l’allegria trasmessa.

Per non parlare poi del ballo, una cosa che i Cubani hanno proprio nel sangue e che usano spesso tra la gente per conoscere e socializzare. Quello che ai Cubani non manca mai è il sorriso: non ho trovato una persona che non me ne abbia dispensato uno. Eppure di ricchezza materiale non ne hanno. Gli occhi sono profondi, sinceri e appartengono a gente che deve vivere alla giornata, in condizioni precarie. Ma non importa, i Cubani sono felici con quello che hanno, perchè a loro basta. Tutto il resto è in più. E un sorriso risolve molti problemi.

Sorrisi a L'Avana

I Cubani sono anche un popolo molto “alla buona”, ossia non hanno fretta. Qui tutto si svolge a ritmi molto rilassati. La fretta è cattiva consigliera e i cubani seguono il consiglio alla lettera. Se vi state preparando a un viaggio a Cuba, munitevi di pazienza, molta pazienza, e sappiate che qui organizzazione e velocità non vanno di pari passo. Specie se dovete avere a che fare con la burocrazia. Cambiamenti di programma, improvvisazioni, cose non dette e date per scontate, cose scontate per noi occidentali ma assolutamente inesistenti per i cubani. Ed è inutile che vi incazziate o minacciate o che altro. Inutile che proviate a capire, Cuba non si capisce, Cuba si vive. Quindi adattatevi.

Giusto un esempio: dovevano darci il visto stampa per poter accedere a certi luoghi. Mai arrivato. Il giovedì mattina ci portano all’ufficio della stampa straniera. “Cinque minuti e abbiamo tutto!” Ci dicono. La cosa si protrae per due ore, molti di noi non hanno con sé il passaporto, nessuno ha le foto e il tour della giornata doveva essere già iniziato. Ma perchè non farlo prima quando avevamo due giorni liberi? O dall’Italia? Ah no scusate, inutile chiedere perchè… tanto la responsabilità non si sa di chi sia e quindi fuori la pazienza e quando si finisce si va a fare il resto del tour. 🙂

Viaggio a Cuba. Un paese libero da internet ma a pagamento ed accesso limitato.

Quando dico che Cuba è un paese libero da Internet intendo dire che non è internet-dipendente. Le restrizioni nella rete però sono ancora forti. Su certi siti – americani per esempio, ma anche italiani – ho avuto difficoltà con la navigazione.

Cuba è libera dalla rete. Nel senso che non si può navigare ovunque. Per poter navigare, a meno che non decidiate di usare la vostra rete dati con costi spaventosamente alti, ci si collega tramite gli hotspot. Hotspot che trovate in hotel, ristoranti, ma anche nelle piazze principali. Sono pochi gli hotel e i locali che offrono connessione Wifi gratuita. La connessione in generale è a pagamento.

Avete due opzioni: la prima è quella di acquistare una propria SIM con Cubacel o ETECSA al costo di 40 CUC. Poi vi dovete pagare la connessione. La seconda opzione è quella di usare gli hotspot Wifi acquistando la connessione in diversi punti vendita o negli hotel e navigare. La connessione costa 1 CUC all’ora.

Controindicazioni e difficoltà all’uso.

In questo secondo caso le controindicazioni sono tre: gli hotel spesso applicano un ricarico di almeno 50 cent di CUC all’ora per la vendita. Se volete evitare il ricarico, allora vi potete recare nei punti vendita, ma spesso le code sono interminabili, anche di due o tre ore per l’acquisto della connessione. E spesso succede che le ricariche finiscano a breve. Questo perchè, e questo è il punto tre, qualcuno acquista connessioni in blocco per rivenderle a prezzo maggiorato- e come vi dicevo prima, questo rientra nel secondo stipendio, quello non ufficiale.

La connessione però non è sempre ottimale. Ricordate sempre certe restrizioni sui siti e tenete conto che a volte internet si pianta, non scarica, non carica e diventa lento in generale, specie in certe ore della sera, quando gran parte della gente si collega. Comunque i social Facebook, Twitter, Instagram e la messaggistica di Telegram e Whatsapp funzionano .

Il mio consiglio comunque è quello di acquistare la connessioni in Hotel. Connessione che se acquistate nella vostra struttura non potete usare in altri hotspot.

Tutto sommato, l’ho trovato un fatto positivo: si gira molto più liberi senza aver l’obbligo di postare sui social. Si fa tutto a posteriori. Almeno ci si gode di più il viaggio.

Quanti soldi cambiare e come comportarsi con la moneta elettronica in un viaggio a Cuba.

Una cosa che vi tornerà molto utile per un viaggio a Cuba è sapere che esistono due monete: il Peso Cubano e il Peso convertible, quest’ultimo conosciuto come CUC. Il peso cubano è utilizzato dai locali e difficilmente i turisti ne entreranno in possesso. Il CUC invece è la moneta che usano sia turisti che i locali. Per fare 1 CUC occorrono 25 Pesos Cubani. Cercate di entrare subito nella logica e quando vi comunicano un prezzo chiedete sempre se si parla di CUC o pesos, sennò rischiate di rimanere fregati col cambio. Altra cosa importante: se un cubano vi dà il prezzo in dollari, sappiate che sta parlando di CUC. Questo perchè il CUC è agganciato al dollaro.

In generale, per intenderci:

1 Dollaro americano = 1 CUC = 25 pesos Cubanos.

Dollari e cambio. Consigli spassionati.

Nonostante il CUC sia agganciato al dollaro in rapporto 1 a 1, se decideste di avere la malsana idea di portare con voi dei dollari e cambiarli, sappiate che vi aspetta una bella mazzata. Per una legge nazionale, è prevista una commissione del 13% sul cambio dei dollari – prima era al 20% -. Quindi se andate con 100 Dollari, vi daranno 87 CUC. Piuttosto portate euro, una moneta più forte dove riceverete qualche CUC in più. Per cambiare i vostri euro o lo fate in aeroporto agli sportelli automatici, oppure nel vostro Hotel – quasi tutte le strutture cambiano soldi.

Sconsiglio infine di cambiare euro in CUC per strada. Quelli che vi proporranno il cambio sono i cosiddetti Jineteros, dei truffatori che vi daranno si il cambio reale, ma vi rifileranno i Pesos Cubani anzichè CUC, facendovi perdere 25 volte il valore reale della moneta. I Pesos e i CUC si somigliano molto e quindi attenzione a quello che fate.

Bancomat e carte di credito.

L’economia Cubana si fonda prevalentemente sulla moneta contante. Oltre a sconsigliare i dollari per motivi di cui sopra, vi consiglio caldamente di venire nel Paese con una buona scorta di euro in contanti. Il problema grosso che potete avere a Cuba è quello di trovarvi senza soldi a metà soggiorno.

Purtroppo i bancomat, anche se presenti nelle città più importanti, sono spesso soggetti a problemi di linea, lunghe code ma soprattutto ad una limitata quantità di denaro erogabile, che finisce molto presto. Può capitare di girare più sportelli e non riuscire a prelevare per mancanza di soldi o troppa coda. Potete anche prelevare con le carte di credito, ma i problemi che si pongono sono sempre gli stessi del bancomat.

Anche i pagamenti sono altrettanto difficoltosi perchè in molte attività commerciali – ristoranti, negozi, locali, alberghi – non hanno il POS, o la carta non gira o il circuito non viene accettato. Per questo consiglio i contanti.

Le catene di alberghi più grosse o di standard elevato invece accettano la moneta elettronica quasi sempre. Ovviamente se optate per la soluzione alberghiera il costo della struttura è elevato. Se alloggiate in una casa particular – le case private – allora accettano solo contanti e vi costano circa 30€ al giorno.

Cambiate a poco a poco!

Vi consiglio anche di cambiare i soldi a poco a poco, in quanto trovarvi a fine soggiorno con troppi CUC può crearvi dei problemi. Non tutti accettano di cambiare CUC in Euro e dovete farlo all’aeroporto, rischiando code interminabili. L’informazione principale che mi preme darvi però è che non è consentito far uscire CUC dal Paese. Alla frontiera, se doveste trovarvi con troppi CUC da cambiare e decideste di uscire dal Paese con gli stessi, andrete in contro al sequestro della moneta. E’ una misura protezionista da parte del governo Cubano – in questo modo il Governo evita di dover riemettere moneta e ne guadagna col cambio – ma vale la pena farsi due conti sul cambio e sulla gestione dei propri soldi per non incorrere in certi problemi sopra elencati.

La questione embargo. Un paese ancora indietro di 50 anni.

Prima di partire per questo viaggio a Cuba pensavo che l’embargo fosse finito. Invece non è affatto così. L’embargo, che si era allentato con l’amministrazione Obama, è più vivo che mai. Se Obama aveva riallacciato i rapporti con Cuba, riaperto l’ambasciata, ristabilito i voli diretti, permesso i viaggi delle navi crociera e disteso i rapporti, ci ha pensato Trump a far ritornare tutto indietro di vent’anni. Dal 2016 il personale diplomatico è stato ridotto drasticamente, i permessi per gli USA restano difficili, il turismo dagli States all’Isla Grande viene scoraggiato, l’embargo resta attivo e forte, forse più di prima. Niente Coca Cola o Mc Donalds, poche carte di credito, poche facilitazioni per le imprese estere e che hanno a che fare con gli USA – bisogna sempre passare attraverso un terzo Stato. Insomma, non è tutto rose e fiori.

Che Guevara

Lo Stato Cubano è ovunque.

Non è comunque facile fare qualcosa a Cuba. C’è pochissimo privato e moltissimo pubblico, con lo Stato sempre ed ovunque onnipresente. Lo Stato controlla praticamente tutto: stampa, tv, informazione, economia, scuola, turismo e tutti gli altri settori. Inoltre esistono anche molti controlli tra la gente. Molto spesso mi sono sentito osservato quando puntavo per scattare. E soprattutto in certi luoghi, considerati sensibili, non è ammesso fare foto – edifici governativi, sedi della polizia o Statali – . Davanti al Campidoglio, per esempio, sono stato allontanato dalle guardie perchè avevo il treppiede. Anche se avevo il pass della stampa estera.

Però l’embargo e tutte le difficoltà create dal Governo USA ai Cubani ha fatto sì che Cuba forgiasse uno spirito ed una capacità di adattamento unico, che rende il Paese unico nel suo genere.

Come muoversi a l’Avana in un viaggio a Cuba: i colectivos.

Ci sono tre modi per girare l’Avana. Il primo è a piedi. Dal quartiere di Vedado fino a l’Avana mi sono mosso spesso a piedi lungo il Malecón. L’alternativa è il Coco Taxi che generalmente vi chiede 5 euro per portarvi a spasso. Quello che vi suggerisco invece è il Colectivo. E’ un taxi che prendete spesso in compagnia di altre persone – cubani o turisti – in cui potete negoziare il prezzo. Evitate i taxi gialli che non negoziano e pretendono un prezzo alto. I Colectivos si caratterizzano per essere o le macchine storiche tipicamente cubane oppure delle auto mezze disastrate come le vecchie Fiat 127 o le 128 (ma ve le ricordate? 🙂 ). Le auto storiche sono per lo più adibite a taxi e a L’Avana è difficile trovare qualche auto degli anni 50 che non sia taxi.

Viaggio a Cuba

La questione smog in città.

Non essendoci la benzina ma solamente il gasolio, delle auto spesso si mantiene tutto invariato tranne il motore. Questo spesso è un vecchio Diesel. Dimenticate le norme Euro 4, Euro 5 o Euroqualsiasialtronumero, perchè qui non esistono norme antinquinamento per le auto. Spesso si gira coi finestrini abbassati – non c’è aria condizionata – e se avete un’altra macchina davanti, preparatevi ad essere invasi dal suo fumo. Vi assicuro che se non fumate è la volta buona che iniziate.

Viaggio a Cuba

Una città molto sicura.

Piccola premessa: l’Avana conta 2 milioni di abitanti ma la parte più frequentata è quella che si affaccia sul Malecón e va verso l’interno. In particolare, i tre quartieri più frequentati sono Avana Vieja, Avana Centro e Vedado.

Il primo è il quartiere più turistico della città con le quattro piazze – Plaza Vieja, Plaza de La Catedral, Plaza de Armas e Plaza san Fracisco de Assisis – e quello rimodernizzato, specie per l’arrivo della celebrazione dei 500 anni dell’Avana. Il secondo è quello più autentico, con le strade disastrate, i mercatini di strada e la vita più vera. Vedado invece è il quartiere moderno e di recente costruzione e che stanno ampliando.

Sebbene ci sia molta povertà, non ho mai avuto la sensazione di essere in pericolo. Mi è capitato di girare per le vie di giorno ma anche di sera, per strade buie e nascoste, che fossero popolate di gente o senza nessuno, da solo o in compagnia. Ho ricevuto solo sorrisi e saluti. La gente si è sempre dimostrata cordiale e disponibile. Al massimo mi hanno chiesto qualche CUC per i figli o di far loro una foto in modo da poter poi ricevere qualche centavos di CUC. Logicamente non mi sento di dirvi che la delinquenza a Cuba non esiste, ma resta comunque uno dei posti più sicuri del Centro e Sud America.

Sorrisi

Viaggio a Cuba: il turismo sessuale. Un fatto – tristemente – vero.

Inutile nascondersi dietro a un dito. Il turismo sessuale a Cuba c’è. Al di là di molte coppie italo-cubane, dove la differenza di età era piuttosto marcata – vi garantisco che in aereo c’erano molte coppie in cui la differenza era minimo di 20 anni tra lui e lei – e a cui voglio credere che sia un matrimonio d’amore, mi è capitato di conoscere persone che si recavano a Cuba anche per il mare, ma il motivo principale era solo uno. Preferisco non giudicare queste scelte, ognuno fa le sue, però la cosa mi dà da pensare.

Nell’ultimo viaggio in taxi verso l’hotel conosciamo due spagnoli, entrambi quasi settantenni. Parlando con loro ci dicono che alloggiano in una casa particular e per uno dei due questo è il 31esimo viaggio a Cuba! Un vero amante di Cuba oserei dire…E’ l’occasione giusta per visitare una casa particular e ne approfittiamo. L’amante di Cuba ci dice che opta per la casa particular per un solo motivo. “Así no tengo problemas con las chicas!“. Infatti, dice che qui può fare quello che vuole senza che gli impediscano di portare una ragazza a casa, mentre se fosse in albergo andrebbe in contro a grossi problemi.

Non so cosa pensare: è uno schifo, un divertimento da ambo le parti o una necessità di due persone? Perchè purtroppo la triste realtà è questa. Inutile girarci attorno. Lungi da me a promuovere questo tipo di turismo, però mi sembrava giusto anche parlarne.

Cuba resta unica ed è una terra bellissima.

Comunque, dal mio primo e ultimo viaggio a Cuba pensavo di trovare un paese cambiato. Invece non è così. Le restrizioni applicate dagli americani fanno si che ancora il Paese sia ancorato agli anni ’50-60. Logicamente si sta evolvendo ma la strada è ancora molto lunga. Pian piano uscirà anche Cuba da questo suo guscio. Ma ad oggi, ho trovato uno spirito invariato e un lato umano davvero profondo, e che è stata la cosa che più mi è piaciuta. Cuba ha delle caratteristiche uniche e non so ancora quanto dureranno. Vi consiglio quindi di fare un viaggio a Cuba il prima possibile, perchè negli anni prima o poi qualcosa cambierà.

Plaza Vieja

Author: lucapery

2 thoughts on “Viaggio a Cuba e l’Avana, istruzioni per l’uso. Consigli e suggerimenti dall’Isla Grande.

  1. Luca, un articolo sentito anche nella sua crudezza. Un racconto sulla vita dura dei cubani ma sulla loro capacità di regalare sempre un sorriso. A volte dovremmo fermarci per apprezzare la fortuna che abbiamo. Uno degli articoli più belli mai letti su Cuba

    1. Grazie Simo. Purtroppo noi occidentali siamo troppo presi dallo stress del lavoro, dalla pressione, dalla necessità di avere l’ultimo smartphone, l’auto più bella o i vestiti alla moda. Perdiamo tempo alla ricerca del superfluo e non consideriamo l’essenziale. La vita a Cuba è molto più sobria, la vita si vive di più, si pensa più all’oggi e meno al domani, si vive senza pressioni e senza stress. Un paese davvero unico dove la gente dispensa sorrisi a volontà, chiunque tu sia e ovunque tu vada. Logicamente non è tutto rose e fiori, bisogna pur arrivare a fine giornata. Ma sicuramente chi si gode la vita sono loro e non noi. Grazie per essere passata! 🙂

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