Asia Turchia

La leggenda dell’occhio di Allah. La superstizione in Turchia come parte della vita quotidiana.

Girovagando per Bodrum, durante la nostra giornata di shopping nel nostro viaggio in Grecia con puntantina in Turchia, abbiamo avuto modo di entrare in contatto con un aspetto della vita quotidiana che non conoscevo: la superstizione. Passeggiando tra le vie della città, ci siamo imbattuti in molti negozi che vendevano dei cosiddetti “portafortuna” a forma di occhio di colore azzurro, conosciuto come l’Occhio di Allah.

Turchia

Durante la mattinata, più volte i venditori avevano cercato di vendercene almeno uno, soprattutto perchè all’epoca avevamo una “small child“. Dopo varie insistenze da parte loro, nel pomeriggio ci siamo fermati e abbiamo chiesto cosa fosse. “E’ una amuleto contro il Nazar“. Non capisco cosa sia il Nazar, il venditore non riesce a tradurre la parola in inglese ma ok, ne prendiamo qualcuno, uno per noi, gli altri da regalare ad amici e parenti. Nel frattempo il commerciante, nel suo l’inglese maccheronico, inizia a raccontarmi una storia che non capisco molto bene ma che parla di una roccia, di persone e di un uomo, e che cerco di riassumere e ricordare per i posteri.

Occhio di Allah

L’acquisto l’avevo fatto più per insistenza che per interesse, e per ovviare alla solita calamita regalo. Una volta tornato a casa mi ero promesso di documentarmi sull’occhio di Allah. Ma qualche mese dopo il nostro rientro, l’occhio si rompe, facendo cadere la curiosità e l’interesse per l’amuleto e per la parola Nazar in un cassetto. Un cassetto che riapro qualche anno dopo e qualche giorno fa. Sfogliando le mie foto nell’hard disk, per pubblicarne qualcuna su Instagram, mi imbatto in alcune foto che avevo scattato proprio all’Occhio.

L’occhio di Allah tra leggende e colori.

Come primo passo, ritorno con la mente alla storia che mi raccontava il commerciante: scopro dapprima che il Nazar è il malocchio e l’occhio è un amuleto per proteggersi dal Nazar stesso. Peccato che l’origine del nome non sia legato ad alcun significato religioso ma ad una leggenda, e me la stava raccontando proprio il commerciante: un gruppo di cento uomini non riusciva a spostare una roccia che si trovava in riva al mare. Chiamarono un uomo, famoso per avere la capacità di lanciare il malocchio, il quale la fece esplodere semplicemente dicendo “Che roccia grande!” – non chiedetemi cosa c’entri Allah con la leggenda della roccia perchè non l’ho ancora capito. Io lì per lì non ci avevo dato peso a questa storia, anche se l’avevo ascoltata con moderato interesse. Ma dopo alcune ricerche riesco a capire e ricostruire ciò che mi stava raccontando sotto il sole turco.

Probabilmente l’amuleto prende la sua forma di occhio perchè in contrasto col malocchio, letteralmente occhio malevolo. Gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma secondo alcune culture, sono anche la porta di uscita dei pensieri positivi e negativi delle persone. Quindi un occhio positivo – l’amuleto – che contrasta un occhio negativo – quello dell’uomo.

Occhio di Allah

Il colore blu invece è dovuto a due ragioni: nelle popolazioni dell’Egeo, in particolare Grecia e Turchia, si crede che il blu sia in grado di respingere la sfortuna. Inoltre, è un modo per esorcizzare la sfortuna stessa, portata dalle persone che nell’area nascono con gli occhi azzurri – i nativi della Turchia e della Grecia sono in pochi con gli occhi chiari ed averli è un evento sfortunato, secondo la credenza locale. Questo perchè gli occhi chiari sono associati alle popolazioni nordiche, popolazioni solite a complimentarsi anche coi bambini, cosa che in Turchia non si dovrebbe fare, per tradizione.
Secondo una credenza turca, ricevere molti complimenti significa che chi si sta complimentando con te è invidioso di ciò che hai. Anche se i complimenti, inclusi quelli ai bambini, sono benevoli, inconsapevolmente c’è sempre una piccola dose di invidia, quindi malocchio. Collegato a questo c’è anche un’altra leggenda turca, che narra di un bambino ammalatosi dopo aver ricevuto troppi complimenti, salvato solo dall’amuleto, una volta che gli fu messo accanto. L’amuleto si è molto diffuso e, per la popolazione turca, non è raro apporre un Occhio di Allah sul passeggino, sui vestiti del bambino, sul grembiule di scuola ma anche nelle case o come semplice ornamento nelle donne – ora capisco perchè insistevano tanto a vendermi un Occhio dicendomi “You got small child“. L’Occhio di Allah fa quindi parte della vita comune della popolazione turca.

Occhio di Allah

Ritornando a qualche giorno fa, cercando un po’ qui e un po’ là e riassemblando le informazioni di cui ero a conoscenza dopo la storia del commerciante, scopro che l’Occhio serve a esorcizzare ed assorbire tutti i pensieri negativi che ti vengono “lanciati” addosso. Una volta arrivato al limite della sua capacità, l’occhio si rompe, come ha fatto il mio. Ebbene sì. Si è rotto, anche se non ricordo come. Che mi abbia protetto? Non lo so, ma dopo questo post, mi piace pensare di sì.

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