Me l’avevano descritta come brutta, grigia e fredda. Mi sono trovato a visitare una città bellissima, con temperature miti e gente calorosa, in un’esplosione di colori tra i suoi vari quartieri. Toronto è molto più della capitale economica del Canada. È una città dalle mille attrazioni, una metropoli cosmopolita e multilingue a due ore di autobus dal confine americano. Sembra una sorta di isola felice Americana in terra canadese, affacciata sul lago Ontario, poco lontana dagli States ma di proprietà del Canada. Sebbene ad ogni angolo troviate la bandiera bianca e rossa con la foglia d’acero al centro, l’influenza statunitense qui è fortissima. Negli sport, nel cibo, nella lingua, lungo le strade. Potrete pensare che sia solo una città composta da grattacieli e strade disposte a scacchiera, con DownTown cuore delle attività commerciali e tutto il resto “è noia”. No, Toronto va ben oltre la classica metropoli nordamericana con fast food, businessman in giacca e cravatta e traffico congestionato.

Toronto

Ci abbiamo passato tre giorni, percorrendola in lungo e in largo. L’idea era quella di stare due giorni e il terzo affittare per l’ennesima volta un auto e andare a vedere la Bruce Peninsula. Mi hanno fatto cambiare idea per visitare a fondo la città. Ne è valsa la pena.

Come raggiungere la città e come muoversi.

Trovandoci a oltre cinquecento chilometri di distanza, a Montreal, l’idea – folle – che mi era passata per la mente era di affittare un’auto dal primo all’ultimo giorno e percorrere i 1800 km del mio viaggio canadese, con riconsegna nell’aeroporto di ritorno: presa in Quebec, restituzione in Ontario. Costo totale: circa 1200€ circa. Una follia vera e propria. E avrei pure scoperto che l’idea dell’auto a Toronto non sarebbe stata una genialata, visto che i parcheggi in centro sono scarsi e soprattutto, quelli a pagamento, molto cari.

CANADA

Cercando un’alternativa per arrivare a Toronto, mi imbatto in VIA Rail, sito della compagnia ferroviaria canadese, che per 80€ ci porterà da una città all’altra. Prenoto così quattro posti. A viaggio concluso posso assicurarvi che, nonostante tutte le lamentele e le rimostranze che possiate avere nei confronti di Trenitalia, le ferrovie canadesi non sono minimamente paragonabili alle nostre. In uno stato con le dimensioni del Canada ti aspetteresti treni rapidi, puliti ed efficienti, magari conditi con l’Alta Velocità. Invece i treni sono datati, sporchi – o meglio, è presente la moquette, che per quanto la si pulisca non viene mai ben pulita – e costantemente in ritardo. In più non sono nemmeno comodi. Vi assicuro che farsi un viaggio di cinque ore e mezzo – sei col ritardo – col culo appiattito dal sedile e accompagnato da continui scossoni a destra e a sinistra, non è proprio il massimo della vita. Anche il panorama, per lo più composto da pianura e alberi e non dalle montagne innevate dell’ovest o dalle praterie sterminate, non aiuta granché. Il tutto quindi può risultare abbastanza noioso. Benedetta Alta Velocità italiana che ti porta rapidamente alla meta.

Un lato positivo in tutto questo però c’è: non esiste che arrivi in stazione, ti carichi il bagaglio e sali. In Canada, prima di salire sul treno, si effettuano tutte le procedure di imbarco come quando state per salire su un aereo. Controllo documenti, peso e registrazione bagaglio, check in e salita a bordo.

Toronto

Una volta arrivati a Toronto, darete per scontato che possiate muovervi in Metro. Non è proprio così. Non siete ne a New York ne a Parigi o altrove: se là il numero di linee è a due cifre, qui dovete accontentarvi di poco. Ce ne sono quattro in tutto. Di positivo c’è che tutte le fermate sono dotate di wifi gratuito, accessibile liberamente senza registrazioni. Di negativo è che la metro non raggiunge molti dei luoghi di interesse, e quindi vi dovrete muovere con mezzi alternativi, sempre pubblici. Il più usato è e rimane l’autobus, dove un’intricatissima rete di collegamenti vi permette di raggiungere ogni angolo della città. Preparatevi però, perchè non sarà facile capire quale autobus vi porterà dove, e il rompicapo si complicherà non poco quando dovrete usare le coincidenze. Oltre all’autobus potrete utilizzare le cosiddette Street car, dei semplicissimi tram, anche questi spesso affollati come gli autobus. Per quel che riguarda i biglietti, un ticket acquistato per un mezzo si può “trasferire” su una coincidenza: per esempio, noi per raggiungere il centro dovevamo prendere prima l’autobus 29, poi la metro. A bordo, al momento dell’acquisto, dovevamo chiedere il “Transit” all’autista, un biglietto che permetteva il passaggio da bus a Metro, e validare il ticket nella macchinetta posta vicina ai binari. Costo del biglietto: 3.50 dollari canadesi.

To live like a local. Pernottate fuori dal centro.

In questi anni ho sperimentato la vita d’appartamento all’estero. Come saprete, se mi seguite lungo le mie peripezie “mondiali”, sono solito utilizzare AIRbnb per i miei soggiorni, mentre uso poco gli alberghi, e questo mi permette di risparmiare notevoli cifre.

Anch’io come tutti cerco sempre delle soluzioni a portata di centro o di attrazioni. Purtroppo nelle metropoli non è sempre facile, vuoi per costi fuori budget, vuoi per la mancanza di soluzioni valide. Negli ultimi anni ho fatto mio il motto “To live like a local“, trovando spesso soluzioni di alloggio che mi permettono di entrare in contatto con la cultura e gli abitanti locali. Nomalmente i DownTown delle grandi città nordamericane sono un ammasso di grattacieli pieni di uffici, non resta quindi che trovare una soluzione leggermente fuori.

Posso dirvi che stare a Toronto è stata un’esperienza davvero piacevole. Non me lo sarei mai aspettato ma ho avuto a che fare con una città verde. E’ una metropoli molto vivibile, caratterizzata dal traffico nelle ore di punta ma che è molto silenzioso: gli autisti non sono soliti strombazzare ai quattro venti se non gli viene concessa la precedenza. Soprattutto, e lo si può notare soprattutto dall’alto della CN Tower, al di fuori di DownTown ci sono moltissimi alberi. Una volta terminati i grattacieli del centro economico cittadino, si entra in una realtà totalmente diversa. Gli edifici multipiano sono sostituiti da case e zone residenziali circondate da prati, parchi e alberi.

Toronto

La nostra scelta obbligata di stare fuori dal centro ci ha permesso di vivere la città in un maniera diversa. Ad ospitarci, una ragazza di nome Lisa, di origine uruguaiana, sposata con un ragazzo del posto. Il nostro appartamento si trovava al primo piano di una villetta a schiera: sotto vivevano loro, noi occupavamo il primo piano e la mansarda. Mi spiega che una volta restaurato l’appartamento dove alloggiamo noi, per rientrare dall’investimento, hanno iniziato ad affittarlo. Scelta sensata direi. Essendo loro sotto e noi sopra, ci vedevamo tutti i giorni e abbiamo avuto la possibilità di vedere la loro vita quotidiana, come e cosa mangiassero, come vivevano e la vita di strada lungo la loro via. Tra l’altro a pochi passi si trovava un locale dove si incontravano i ragazzi del posto, un supermercato e la linea del treno. Devo dire che per tre giorni mi sono sentito un vero e proprio Torontonian.

Non è detto quindi che le soluzioni migliori siano per forza quelle centrali. Se vi interessa la posizione, ecco dove alloggiavo, in Bartlett Avenue North. Il Centro è proprio sulla scritta Toronto.

Il calore della gente.

A certe latitudini e in certi luoghi, specie nelle grandi città, ti aspetteresti un trattamento molto più freddo e distaccato della gente. Ho potuto toccare con mano invece come qui siano molto più socievoli e ben disponibili rispetto ad altri luoghi del nord del mondo – inglesi su tutti – con le famiglie con bambini piccoli. In vari momenti mi sono trovato ad avere a che fare con persone che nonostante fossero di fretta e al cellulare, non hanno esitato ad aiutarmi con le valige lungo le scale, oppure spalancandomi le porte perchè avevo il passeggino. In altri casi, senza dire nulla e come fosse un gesto istintivo, nei mezzi pubblici in molti erano seduti e si sono alzati per far posto a noi o ai nostri piccoli. E quando ci siamo trovati sperduti, cercando un barlume di indicazione nei cartelli, più di qualche volta ci siamo sentiti dire “Do ya need help?“. Un calore che il Canada ha saputo trasmettermi più molti altri luoghi.

Toronto

Cibo made in America.

Come vi ho detto prima, l’influenza americana si sente molto anche nel cibo. Oltre alla classica Poutine, del quale vi ho già accennato come piatto tipico, in questa parte del Canada Americanizzato non possono mancare i tipici fast food: oltre al classico Mac e Burger King, per noi in cima alla lista ci va Subway, coi suoi panini belli ripieni di verdura e carne. Sono presenti anche ristoranti italiani o di qualsiasi altra nazionalità, ma noi abbiamo optato per ristoranti che fossero tipici del posto e quindi ci siamo ritrovati in posti dove i piatti principali erano panini con hamburger, piatti di carne o carne alla brace. Qualche volta abbiamo anche cenato a casa, osservando dalla terrazza gli usi canadesi: immancabile il barbecue, dove si cucinano anche qui le costicine di maiale ricoperte di salsa barbecue o caramellate. La sera del nostro arrivo ricordo invece che Lisa stava portando dentro dal giardino un piatto con una ventina di pannocchie arrostite. Noi ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere, memori di una vecchia scena. Paese che vai, usanza che trovi.

Una piccola anticipazione di cosa vedere.

Toronto è una città che vista dalla CN Tower si estende a perdita d’occhio. Una settimana non basterebbe per vederla tutta, figurarsi tre giorni. Quello che vi posso suggerire è di munirvi di scarpe buone. Non lo sapevo, ma nel periodo in cui siamo stati noi, prima metà di settembre, si tiene un importante Festival del Cinema.

Ontario

Per le attrazioni visitabili tutto l’anno, invece, vi suggerisco una visita a Toronto vecchia e al Distillery district, una passeggiata lungo la riva del lago Ontario e una capatina nella zona degli sport, col palazzetto dove si svolgono le partite di Hockey e basket, e il campo da Baseball. Il tutto ammirabile dall’alto della CN Tower. Non vi anticipo altro sennò vi tolgo il bello. Preferisco lasciarvi la curiosità, così dovrete leggere il mio post su cosa vedere a Toronto. A presto.

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