Di solito preferisco pubblicare post “catturando immagini del mondo” per consegnarle poi a voi, amici lettori. Questo post invece esula dal senso del blog e sarà un’utile indicazione per chi volesse recarsi per la prima volta in USA o Canada.

La ragione per cui scrivo questo post, che potrà sembrare palloso ma sarà anche molto utile, è una sola: rispondere alla domanda che molti mi hanno rivolto: “quanto tempo ci vuole per fare il visto Statunitense/Canadese?”. Bene partiamo da questa considerazione: per gli USA e il Canada non vi serve un visto, se andate a scopo turistico o per lavoro, purchè la vostra permanenza sia per un periodo di tempo limitato.

Canada

ESTA ed eTA, simili ma non uguali.

Premesso che si può entrare solo con un passaporto valido e con sei mesi di validità residua, le amministrazioni di entrambi i paesi hanno deciso di semplificare le procedure d’ingresso per i paesi considerati “amici”, dando la possibilità ai viaggiatori di saltare le noiose quanto odiose procedure per il classico Visto. ESTA ed eTA non sono altro che l’alternativa al Visto. L’ESTA è esclusivo per gli USA, l’eTA per il Canada, e l’uno non sostituisce l’altro – non potete fare l’ESTA o l’eTA per entrambi i paesi – dovete fare per forza o l’uno o l’altro e che siano corrispondenti per il Paese scelto. La trovo una cosa molto valida, in quanto velocizza e snellisce di molto le procedure. Vi lascio immaginare quanto tempo perderebbero le persone, se dovessero andare nelle varie ambasciate mentre sono in viaggio come noi, e decidessero d’improvviso di andare dall’altra parte. Oppure se un business man il venerdì scopre che deve essere in Canada il lunedì successivo e dovesse richiedere un visto. Praticamente impossibile.

Le tempistiche sono, a mio modo di vedere, la vera chicca di tutto ciò. Se per un visto si tratta di circa tre mesi in media, per eTA e ESTA si tratta, nel peggiore dei casi, di qualche giorno.

Si fanno entrambi online. Per il Canada andate qui, il Sito dell’Electronic Travel Authorization, mentre per gli USA andate qui, il sito dell’Electronic System for Travel Authorization.

Tempistiche, modi, costi, vantaggi e svantaggi.

Partiamo dall’eTA. Si fa online, il costo è di 7 dollari Canadesi – 5 euro circa – e se tutto va bene, nel giro di cinque minuti riceverete una mail di conferma con un numero dall’immigrazione canadese e l’autorizzazione a viaggiare. Il massimo di attesa è, nel peggiore dei casi, tre giorni. Se vi rifiutano, allora si richiede il Visto. Il vantaggio è che non dovete stampare nulla in quanto collegato direttamente col vostro passaporto – io me la sono comunque stampata per sicurezza una copia – , lo svantaggio è che dovete inserire i dati correttamente e il controllo va fatto a mano a mano che inserite, senza possibilità di un ricontrollo finale. Mi spiego meglio: una volta dato l’OK, i dati inseriti sono quelli e non avete una preschermata dove vi chiedono se i dati sono corretti. Se sono sbagliati, cavoli vostri. Perche dico questo? Ve lo dirò alla fine. La durata è di cinque anni, ma con l’eTA si può permanere in Canada solo per 180 giorni consecutivi. Oltre questi giorni serve il Visto. Tempo di compilazione circa 10-15 minuti con un controllo dei dati.

Per l’ESTA. Fa parte del programma statutinese Visa Waiver Program. Anche questo si fa online. Il costo è di 14 dollari Americani – 11,50 euro circa – e se tutto va bene, in circa mezzoretta avete la vostra conferma. Massima attesa, tre giorni. Qui avete lo svantaggio di dover portare con voi una copia cartacea dell’ESTA, pena la non ammissione, ma avete la possibilità di dover fare un ricontrollo dei dati sulla schermata precedente al pagamento. Inoltre avete anche la possibilità di salvare le parti compilate, e riprendere successivamente la compilazione. Questo perchè le domande sono molte e specifiche, tipo se hai commesso reati di qualsiasi tipo, malattie o se sei stato in paesi come Siria ecc. Inoltre vi vengono i richiesti contatti di emergenza mentre siete negli USA e i contatti di emergenza, con tanto di nome e cognome, di una persona che si trova nel suolo di casa. Ultima novità, questa facoltativa, è quella di indicare i vostri profili social. Durata di due anni, permanenza massima continuativa: 90 giorni consecutivi. Oltre questo limite serve il Visto. Tempistiche: circa una 20-25 minuti.

Per entrambi non serve essere in possesso di un biglietto aereo ma potete farli anche senza sapere le vostre date di permanenza. Per gli USA però vi ricordo che dovete inserire un indirizzo dove vi possono trovare. L’indirizzo è quello di permanenza della prima notte. E se non avete ancora prenotato? Beh mettete l’aeroporto di arrivo oppure effettuate una prenotazione in un hotel in modo da avere una destinazione almeno virtuale, poi i cambi di programma sono sempre ammessi. Inoltre solo per l’ESTA vi viene richiesto se lavorate o no. I dollari pagati non sono in nessun caso rimborsabili. ESTA ed eTA servono anche se siete solo in transito per uno di questi paesi, pena il respingimento verso il paese di provenienza.

Per il Canada, sono sbarcato a Montreal e il controllo alla dogana è durato forse cinque minuti, mi hanno solo fatto qualche domanda sul nostro itinerario e mi hanno dato il benvenuto. A Miami invece ho perso venti minuti per fare una foto, schedarmi e rifornire i miei dati, poi alla dogana mi hanno tempestato di domande su me, la mia famiglia, lavoro e quanti soldi avessi a disposizione. So però che a New York sono più rapidi.

Viaggiatori

Infine, per rispondere alla domanda sul perchè vi dicevo del ricontrollo. Credo lo abbiate già intuito, ma vi devo fare una confessione: avevo sbagliato il mio eTA. La compilazione automatica di Google Chrome mi ha fatto mettere come città di nascita la mia città di residenza. Una volta dato l’OK, mentre compilavo il secondo eTA, mi sono reso conto dello “scherzetto”. Quindi per sicurezza ho rifatto il mio eTA, ma sono certo che il primo fosse sbagliato. Se si rifà, il secondo sostituisce il precedente. Nel sito, dice proprio che “le informazioni devono corrispondere a quelle sul passaporto e se sullo stesso viene riportata la città di nascita, essa deve essere indicata”. Praticamente ho rischiato di essere respinto alla frontiera. Meno male che me ne sono accorto. Ammetto che più si avvicinava la data di partenza, più cresceva l’ansia. Sapevo che ero a posto, ma avere due eTA, anche uno in sostituzione dell’altro, non mi rendeva tranquillo. Mentre il poliziotto guardava il mio passaporto e il suo PC per confrontare i dati, io trattenevo il fiato. Quel “Welcome to Canada!” è stata una liberazione.

Spero tutto questo vi sia stato utile. Prossimamente vi racconterò com’è andata. Se volete un anticipo, guardate i miei social – in particolare la mia pagina Facebook, e magari mettetemi anche un like (che non mi dispiace, così ve lo ricambio) – giusto per sapere di cosa vi parlerò. Stay tuned!