Trovo difficile scrivere post quando non sono in viaggio. Eppure per la sopravvivenza del mio piccolo blog, che aggiorno costantemente pur avendo delle competenze limitate in fatto di SEO, web marketing e copywriting, mi trovo costantemente a dover scrivere qualcosa. Sia chiaro, non sono un professionista ma aggiorno il blog e la mia pagina FaceBook – a proposito mi ci mettete un like? 😦 – con costanza e per pura passione. Eppure come dicevo prima, qualcosa da scrivere bisogna inventarselo.

E’ da gennaio che non viaggio, l’ultima volta sono stato a Londra, e da allora non ho fatto altro che pensare a dove mi avrebbero portato cuore e portafoglio la prossima volta. Premesso che qualcuno sa già dove sarò diretto in un futuro non molto lontano – cerco comunque di mantenere un certo riserbo [si come no!]- , devo dire che in questi ultimi mesi ho valutato varie destinazioni come meta successiva. Ce ne sono alcune però che stanno diventando un’ossessione, un chiodo fisso, dei luoghi che ritornano costantemente, come richiamati da un subconscio non governabile e da una voce che mi dice “ti sto aspettando”.

Il viaggetto nella capitale europea ci sta e durante l’anno per me è immancabile. E’ come il caffè, il dolce o l’amaro dopo i pasti. Se non ci fossero, sentiresti che ti manca qualcosa. Lo stesso vale per un viaggio in Europa: se non lo faccio, so di aver perso un’occasione e arrivo alla partenza successiva col rischio di essere in astinenza da viaggio per troppo tempo, come se mi mancasse qualcosa. Girare per l’Europa serve a spezzettare l’attesa del viaggio grosso che cerco di non farmi mancare. Poi quando devo programmare i dieci o quindici giorni, ecco che mi ritrovo col solito dilemma: dove andare.

Vado qua, no di là, ma lì costa meno… insomma ci siamo capiti, penso che il problema sia comune per tutti. Non credo sappiate già quale sia la vostra meta o che abbiate già programmato una lista dei prossimi viaggi.

Nel mio continuo barcamenarmi a destra e a manca tra le papabili destinazioni, mi sono reso conto che ce ne sono alcune che costantemente, qualcuna più qualcuna meno, non mancano mai. Ecco la mia lista, in ordine casuale con l’eccezione dell’ultima.

  1. CinaLa cultura cinese mi ha sempre affascinato. Antichità e modernità che si intrecciano, si sovrastano, si contrastano, si accompagnano. Le futuristiche città di Shanghai e Pechino, contrapposte alle campagne e alle piccole città che cercano di rimanere aggrappate alle loro tradizioni, come Lijiang, Fenghuang e Suzhou. Grattacieli avvenenti che si perdono in mezzo allo smog contro pagode antiche di millenni. Eserciti di terracotta e muraglie millenarie eserciti di manager sempre di fretta e muri linguistici che non ti permettono di capirti, ma che quando ce la fai è come se avessi segnato nella finale del campionato mondiale. La Cina è un mondo che mi intriga non poco. Due volte avevo pianificato un possibile itinerario e due volte l’ho posticipato a data da definirsi. Non credo lo rimanderò ancora per molto.
  2. Canada Occidentale. Il mio vero concetto di Canada è nella parte occidentale di questo sterminato paese. In particolare, Canada per me vuol dire spazi sconfinati, terre selvagge, animali liberi e allo stato brado, temperature miti, montagne innevate e laghi verde acqua da attraversare in canoa. Vancouver, considerata da molti una delle più belle città del mondo, sarà il nostro punto di arrivo – o di partenza, lo sapremo a tempo debito – ma il cuore del nostro viaggio dovranno essere, Banff, Jesper e Glacier, i parchi naturali più belli e più grandi dello Stato. Mi chiedo: ma il Canada Orientale, come sarà? 😉Canada
  3. Stati Uniti: Arizona e Parchi dello Utah. Sono talmente rimasto colpito dalla meraviglie naturalistiche della Florida che mi ritrovo a volerci tornare. Poi un mio parente mi passa tutta la collezione di Tex Willer, ambientata in Arizona, tra la Monument Valley e il Grand Canyon e capisci che con un auto al posto del cavallo, anche tu puoi andare a spasso sotto i 40 gradi dello stato più caldo d’America, con le dovute precauzioni ovviamente. Oltre all’Arizona ci sarebbe anche il parco degli Archi, nello Utah. Sinceramente prima di andare qui, vorrei andare all’estremo opposto. Vedi punto successivo.
  4. Estremo Oriente: Giappone, Cambogia, Vietnam, Thailandia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore. Raggruppiamoli così, sotto un unico “contenitore”. Ci vorrebbero sei mesi, ma non li ho, quindi spezzetterei il viaggio in più parti, da decidere dove e quando. Sento più il richiamo dell’Australia che dell’Asia, ma credo arriverà prima una tappa qui che nell’altro emisfero. Dall’Asia manco da troppo tempo, per la precisione dalle Maldive. Vorrei partire dal Vietnam e dalla Thailandia, possibilmente, ma alla fine chi vivrà vedrà.
  5. Sud America: Linee di Nazca, Machu Picchu, Cuzco in Perù ma anche il Sito di Pumapunku in Bolivia. Luoghi che richiamano un certo misticismo, ma anche un certo che di extraterrestre. Luoghi che mi hanno sempre affascinato per quello che potrebbero nascondere e che secondo me non si rivelano. Vorrei vedere anche il Salar de Uyuni, già che siamo in zona. Piccola menzione per la cultura Maya, in Messico: altro luogo che reputo interessante ma che credo possa aspettare, al momento non è prioritario. Il Sud America può attendere.
  6. IndiaQui bisogna prepararsi bene. Mi sto già predisponendo mentalmente a quello che potrei trovare in quello che considero l’ottavo continente. Si perchè l’India, coi suoi usi, costumi, cibi speziati – mi sa che perderò 20 chili quando sarò tornato, sono molto schizzinoso nel cibo – e la sua spiritualità, è un continente a se stante, e forse un mondo a parte sulla nostra Terra. Mi hanno detto che per quanto tu possa essere preparato, non ti ci abituerai mai a quello che potresti trovare: mucche per le strade di Bombay, scimmie in strada a Jodphur, pire di cadaveri a Varanasi. Vedremo, intanto provo a far dondolare la testa a destra e a sinistra come fanno loro.
  7. Australia. Ultima in ordine cronologico ma in cima alla lista e obiettivo principale. Il sogno di una vita, diventata ormai scopo unico del mio viaggiare. Quello che viene prima è stata una lunga maratona in scioltezza, una sorta di palestra dei viaggi, l’Australia invece è il traguardo finale. Che ci vada fra uno o cinquant’anni non m’interessa, dopo l’Australia posso pure morire. Ecco perchè prima voglio visitare gli Stati elencati sopra, dovranno essere tanti e anche quelli non elencati. Tradotto: non ci tengo a morire giovane, quindi tanti viaggi così campo di più. Ho avuto dei sogni – o forse dovrei dire incubi? – in cui sognavo l’Australia, la sua terra rossa, Uluru, che non amo chiamare Ayers Rock, l’Opera House di Sydney, Union Lane a Melbourne coi suoi graffiti, le Whitsundays, la Ocean Road e coi suoi dodici apostoli. Sogni ricorrenti e talmente veri da svegliarmi sudato e con la voglia di prenotare un volo per Sydney mentre facevo colazione, ma che per svariati motivi e in barlumi di lucidità mi hanno bloccato dal prenotare il volo. Un sogno che posso tranquillamente dire sta diventando una bellissima ossessione. Australia, ti voglio, ti avrò!

Ovviamente quando tornerò dall’Australia…beh non ci tengo proprio a crepare, ma se devo farlo, voglio farlo il più in là possibile ed aver toccato tutte le mie tappe della lista. 🙂