Nel corso degli anni, il mio modo di viaggiare per il mondo è radicalmente cambiato. Il cambiamento è stato una conseguenza all’aumento dei miei viaggi, e molte persone che non viaggiano mi pongono continue domande di svariato genere,  ma una in particolare preme alla gente: l’aspetto economico. Purtroppo questo nostro “hobby” è un po’ dispendioso e a volte non è concepibile per quelli che preferiscono spendere soldi e tempo in qualcos’altro che non sia un volo o un letto di una guest house.

Aereo

Ci tengo a specificare che non sono ricco, sono una persona normale con un lavoro normale ed una vita normale, a volte fin troppo noiosa. Vivo nell’attesa del prossimo viaggio praticamente. La differenza tra me e gli altri è solo una: io dedico ai viaggi i soldi che le altre persone dedicano ad altre attività. Tutto qui, non c’è nulla di trascendentale. Si chiama semplicemente passione.

Dalla comodità al fai da te.

Turista fai da te? No alpitour? Ahi ahi ahi ahi

Come ho accennato sopra, ho parlato di cambiamento. All’inizio andavo in agenzia viaggi: internet era agli albori, io ero un ragazzino, la connessione a casa o non c’era o era lenta, le informazioni erano difficile da reperire, voli e soggiorni – ryanair, easyjet, booking.com, airbnb vi dicono qualcosa? – non erano facili da organizzare, specie per destinazioni all’estero.  Andare in agenzia significava acquistare un pacchetto preconfezionato di ottima qualità, saltare le procedure di eventuali visti, portavi i tuoi documenti ed il gioco era fatto, ma mi rendevo conto che era troppo vincolante dal punto di vista delle location e della mobilità, e il prezzo lievitava –  costo del visto, apertura pratica, assicurazioni, adeguamento carburante ecc. – . Cambiare albergo o spostarsi di città in città poi, comportava costi ulteriori oltre a quelli già sostenuti. Oggigiorno invece internet fa parte del nostro quotidiano e troviamo tutto ciò che ci serve nel web, anche a mille chilometri da casa. Quindi piano piano ho lasciato l’agenzia e mi sono dato da fare: in questo modo ci ho guadagnato sia in libertà che sui prezzi. Con questo non voglio dire che le agenzie non debbano esistere, anzi lunga vita alle agenzie di viaggi, solo che col tempo si matura e si impara a camminare con le proprie gambe, specie perchè ora ho esigenze e necessità totalmente diverse.

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E non è detto che non ci torni in agenzia, anzi la classica vacanza su spiagge dalla sabbia fine e bianca, ancora la sogno e spesso in agenzia viaggi si trovano pacchetti di viaggio meravigliosi.  Questo passaggio dall’agenzia al mio PC portatile mi ha portato ad una notevole riduzione dei costi, voce fondamentale nel bilancio di tutte le famiglie, della coppia o del viaggiatore single. Una voce che è forse la più importante.  Se poi si passa dal viaggiare in coppia all’essere in tre o quattro persone , allora capirete che la voce “costi” nel bilancio familiare va messa al primo posto. Se collegata ad un viaggio, ha un peso doppio.

 

Per viaggiare non serve essere ricco. Il significato di un viaggio.

“Il viaggio è l’unica cosa che compri ma che ti rende più ricco”

Molti mi chiedono: vale la pena spendere quei soldi per portare a casa dei souvenir o per non portare a casa niente? Se per souvenir intendiamo la calamita o la cartolina, beh se son poche non sono assolutamente un problema, lo trovo un modo carino per rendere partecipe qualcuno al tuo giro a spasso per i cinque continenti. Se si pensa invece che dopo un viaggio non ci si porti a casa niente, c’avete azzeccato solo se parliamo di qualcosa di tangibile. Se vado a Parigi non mi porto a casa la Torre Eiffel, a New York non mi carico in aereo la Statua della libertà. E’ l’intangibile la vera ricchezza: quei soldi che spendo per un volo per Madrid o per dormire una notte in hotel a Barcellona, sono spesi per diventare più ricco nell’anima dopo aver visto il Prado o la Sagrada Familia o qualsiasi altra cosa in un’altra parte del mondo, quel mondo che molte persone limitano solamente al cancello di casa, lasciando fuori tutto il resto. La possibilità di dire “sono stato a…, ho visto il… ” è una soddisfazione che non tutti possono togliersi. Starei ore ed ore a parlare e ad ascoltare storie e racconti di viaggi, un argomento che affascina sempre, che siate viaggiatori oppure no.

Una volta viaggiare era sinonimo di ricchezza, perchè le vacanze le facevano i ricchi o i benestanti, oggi lo fanno tutti. L’equazione viaggiare = ricchezza ha perso il suo valore iniziale. Oggi viaggiano tutti, non necessariamente chi ha il portafoglio gonfio. Logicamente cambia anche la qualità della clientela – lavorando in albergo vi assicuro che la qualità sta scendendo vertiginosamente – . Una cosa che però ad oggi non riesco ancora a capire è il significato di certi viaggi. Per me viaggiare significa esplorare, vedere, annusare, mangiare local, ascoltare, sentire ed annusare gli odori – che siano di cibo, di oli profumati, di gas di scarico o di merda, comunque vuol dire essere dentro al viaggio -. Vuol dire anche improvvisare, fare delle scelte, avere degli imprevisti, entrare in contatto con la cultura del luogo, scattare foto che ti rimandino con la mente ad una certa situazione, ad un luogo, e poterlo raccontare o condividere tramite i social. Quei social sfruttati dai cosiddetti rich kids che oltre a sperperare denaro, passano per la maggior parte il loro tempo in piscina a Miami o a New York o alle Maldive o chissà dove, a bere e festeggiare fino a tarda notte, ma che magari non hanno mai visto il Golden Gate bridge o non sono stati mai a Machu Picchu o ad Angkor Watt. Ora ditemi: da che parte sta il vero significato di un viaggio? Viaggiare è questo? Vivere come a casa in un’altra parte del mondo? O è entrare in contatto, non solo fisicamente, ma anche culturalmente, con la destinazione scelta?

Questione di scelte.

“Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena”

Avere un budget di mille o duemila euro fa la differenza, avere l’uno o l’altro è solo questione di scelta. Le rinunce, i sacrifici, le scelte obbligate, avere delle priorità, sono decisioni a cui ogni persona deve far fronte quotidianamente, e se sei viaggiatore forse ancora di più. Girare il mondo non è un obbligo, ma nemmeno andare a cena con gli amici o passare una giornata al mare. Eppure, per chi come me sente il bisogno di levare le ancore ogni specifico arco di tempo, il viaggio diventa qualcosa di irrinunciabile anche se costoso. E allora ecco che cerchi ogni modo per risparmiare quel fatidico centesimo che, giorno dopo giorno, ti farà accumulare quel gruzzoletto che ti permetterà di affittare l’ostello preferito di Mumbai o di mangiare in un ristorante a Shanghai. Si, perchè la vita del viaggiatore è diversa dalle altre, per come la vedo io: la pizza non si va a mangiare al ristorante ma si mangia a casa, le magliette firmate non sono parte dell’abbigliamento quotidiano, la sera si resta casa guardare la tv o a leggere un libro, non si va in discoteca o per bar, la casa – l’acquisto più impegnativo e importante per tutti – basta che sia adatta per ospitare quattro persone, anche se staremo un po’ strettini. Le auto? Due, per andare a lavorare, ma rigorosamente GPL, costano un po’ di più all’inizio, ma costa meno mantenerle. Sono tutti ragionamenti che alla fine ti portano ad un’unica meta: quella da te scelta nel momento in cui col tuo ditino cliccherai “paga”, nel sito della compagnia aerea prescelta.

Mi vien da ridere quando parenti o amici mi dicono ” ma come si fa a spendere duemila euro per una settimana?” quando la stessa persona, li ha spesi nel battesimo o per la comunione di suo figlio che è durato una giornata, o meglio qualche ora. Peggio ancora per un matrimonio. Di solito quando sento le cifre spese per sposarsi, dico: ” con quei soldi sarei andato in Australia per ben due volte!”

Dove si va quest’anno: la scelta della meta.

“Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più”

Scegliere la mia prossima meta non è mai facile. Premesso che la destinazione la scelgo io, prima di decidere dove andare, cambio meta cento volte, per poi atterrare in un luogo che al momento del fatidico click, non avevo mai considerato. Fonte d’ispirazione sono libri, articoli di giornale, documentari, film. Non mi è ancora mai capitato di scegliere grazie a un blog.

Mentre sfoglio o guardo il tutto, inizia la ricerca dei voli aerei. Di solito li cerco sulle low cost se andiamo in europa, nel sito delle compagnie di bandiera se è per il lungo raggio. Stabilito poi il periodo di permanenza all’estero, di solito punto ad una meta fuori stagione: non weekend ma durante la settimana. Non Agosto o Natale e Capodanno ma da Settembre a Novembre, da dopo epifania a fine febbraio. Il tempo atmosferico può essere una causa di problemi, ma di certo non andrei in Siberia in inverno o in Egitto a Luglio. Poi la guida, l’immancabile Lonely Planet, fonte di ispirazione e di deviazione del percorso. Per quel che riguarda gli alloggi, il 90% delle mie notti le passo in appartamenti prenotati tramite Airbnb, e devono essere un compromesso di prezzo, qualità e servizi forniti. Non supero mai i 100€ a notte, siamo sempre in quattro a viaggiare. Vado poco in albergo, perchè più costoso e spesso non è fornito di microonde, lavatrice o asciugatrice.

Capitolo volo: tendo a cercare le offerte, paragonandole dai siti delle compagnie di bandiera, aprendo anche più schermate e confrontando le offerte. Mi avvalgo poco di siti come Skyscanner, Vola Gratis, ecc. perchè a volte rimandano a dei siti di cui non conosco l’esistenza. Piuttosto uso Expedia, molto affidabile e molto economico.

Quando ho deciso di comprare il volo, mi mantengo fedele sempre a due principi: prenotare il martedì, giorno in cui i voli tendenzialmente costano meno, e prenotazione del volo da un PC diverso da quello usato per confrontare le offerte, per questione de Cookies – se volete ve lo spiego in privato.

Sul posto, normalmente a pranzo mangiamo in giro, a cena si cucina a casa quello che si trova nei supermercati. Spesso si torna la sera stanchi e tornare presto ci permette di stabilire i dettagli per il giorno dopo e di recuperare le energie perse.

Non fatevi influenzare da quelli che vi dicono che non è possibile viaggiare coi bambini. I bambini si adattano meglio di noi, è più facile assorbire il jet-lag, farli dormire nei luoghi più scomodi, e per mangiare basta poco  – pizza o panini. Chi vi dice il contrario, non ha capito nulla o non l’ha mai fatto. Ricordatevi sempre, giochi e libri a portata di mano per farli distrarre.

Fatte tutte queste cose, che tendono a risparmiare un po’ qua e un po’ la, carico a mille la voglia di partire e non tornare più e mi auguro buon viaggio.

Questo post l’ho scritto e lo dedico a te, si proprio a te, non viaggiatore. Spero di averti dato una speranza e che tu possa ora essere più invogliato a realizzare un sogno: viaggiare costa ma con i dovuti accorgimenti, si può arrivare ovunque.

Volere è potere!