Ritornare a Londra è stata una tappa obbligata che ho rinviato per anni ma a cui non mi sono potuto sottrarre. Complice del mio ritorno a corte di Sua Maestà, la partita NBA Denver-Indiana, i prezzi stracciati dei voli e la voglia di vedere la Capitale inglese da parte dei miei fedeli compagni di viaggio.

La mia routine di preparazione al viaggio prevede sempre l’utilizzo di una guida, normalmente Lonely Planet, oltre ad informarmi su siti e blogDi solito stabilisco un itinerario flessibile, con alcune tappe irrinunciabili, che possono variare di giorno o durante il giorno stesso, ma mai mi era capitato di stravolgere l’itinerario e inventarne uno al momento per colpa della…neve!

Il lavoro di un mese è andato a farsi benedire nel giro di pochi minuti. Thank you English Weather! Mi aspettavo freddo e pioggia, visto che ci ero stato tredici anni prima in febbraio, ma non neve dal pomeriggio di Giovedì fino a Venerdì a mezzogiorno. Può sembrare poco, ma credetemi, basta a rovinare tutto e improvvisare un nuovo percorso. E tirando le somme, non è andata poi così male.

Purtroppo per questioni di tempo siamo stati costretti a saltare Little Venice e Regent’s Park, situati a poca distanza da Camden Town

Il nostro giovedì pomeriggio inizia dal Museo di Storia Naturale. La neve inizia a scendere copiosa dopo una pioggia gelata. Ne prendiamo tantissima, grazie ad un amico che dice di conoscere la zona come le sue tasche e ci sconsiglia di prendere la metro, perchè si tratta di una linea trafficata e sempre in ritardo. Il museo dista a quindici minuti a piedi, dice. Dopo mezz’ora, altri quindici minuti e altra acqua, prendiamo un bus, che in quindici minuti – abolirò questo numero dal mio vocabolario, promesso! – ci dovrebbe portare a destinazione. Forse siamo noi ad aver fatto male i conti, perchè probabilmente non abbiamo tenuto conto del fuso orario londinese. Morale: arriviamo a destinazione dopo un ora e un quarto – vi avevo detto che quel numero l’ho abolito.

L’ingresso è gratuito, ma un museo del genere meriterebbe un prezzo del biglietto almeno simbolico. Se volete contribuire alla causa e mantenere il museo, potete effettuare delle donazioni all’interno. I biglietti si pagano solo per certe manifestazioni o eventi. A parte questo, il museo vanta diverse sezioni. La più ambita, dai bambini soprattutto, è quella dei dinosauri e dei loro fossili. I dinosauri sono ricostruiti, ma i fossili sono veri, in terra e ossa. Oltre a questa parte, potete visitare una piccola ala dedicata all’evoluzione dell’uomo, una parte dedicata ai mammiferi, una sugli insetti e una sugli animali estinti. Il piano più alto è dedicato alla nostra Madre Terra: dalla sua nascita ai giorni d’oggi, attraverso esplosioni vulcaniche, tsunami e terremoti. Un museo che sicuramente merita molto di più delle due ore che gli abbiamo dedicato noi.

La neve non ci da tregua e dopo un’ulteriore immersione tra i cristalli ghiacciati, ci rechiamo alla O2 Arena per vedere la partita. Non starò qui a dirvi com’è andata, rileggetevi il post – il link è in alto – solo che la fortuna ci ha assistito, nel senso che mentre eravamo al calduccio fuori nevicava. Chissà che avremmo fatto senza la partita.

Il giorno dopo, per la felicità delle donne e per la disperazione degli ometti, siamo andati da Harrod’s. Onestamente mi ha sorpreso, nel senso che credevo di trovarmi in luogo che avrebbe ridotto il mio conto corrente, già miseramente sulla soglia di allarme, in piena zona retrocessione. Invece no. Premesso che ci trovate di tutto, qui tutti i portafogli si possono sbizzarrire, dal più gonfio al più sottile. Si va dagli oggetti e vestiti di uso comune agli abiti e orologi firmati a quattro e talvolta cinque zeri, appartenenti ai marchi più famosi e non del lusso.

La zona che bazzichiamo di più è anche quella più divertente, quella dei giochi, dove i commessi fanno dei giochi di prestigio con le palline, fanno volare dei mini droni o giocano con delle macchinine.

Ci sono anche dei ristoranti, se siete affamati. Dico però che Harrod’s mi ha dato l’impressione di non essere tanto un luogo esclusivo e riservato a pochi – per darvi l’idea, al di là del lusso, i prezzi sono leggermente sopra la media, ma comunque alla portata di tutti – ma di avvicinarsi di più ai Grandi Magazzini di Boldi e Pozzetto. Mancavano solo loro a dire il vero.

So che Harrod’s si trova da una parte e Leicester square in centro, ma se la neve vi dovesse sorprendere mentre siete nel centro di Londra, che poi un vero centro non ha, vi consiglio di visitare due negozi che stupiranno chi va dagli 0 ai 100 anni. Il primo è senza dubbio il Lego Shop, il negozio dei famosi mattoncini. Costruito su due piani, al suo interno ci trovate: un vagone delle Tube, una cabina telefonica rossa e la riproduzione su parete di Londra. Manco a dirlo, sono tutti composti di lego. Il negozio non è grande, ma in questo caso le dimensioni non contano: sono innumerevoli le scatole che potete acquistare per costruire qualsiasi cosa. E se siete dei golosi, dall’altra parte della strada c’è un’altro negozio che attirerà la vostra attenzione. Sto parlando dell’M&M’sShop. Sarete travolti da un profumo di cioccolata che vi accompagnerà anche oltre la vostra uscita – dubito infatti riuscirete ad andarvene senza senza un sacchettino di quei confettini colorati. Ci sono M&M’s ovunque, basterà solo guardarsi attorno. Onnipresenti anche i due personaggi della pubblicità. Ma loro presenza è ancora più significativa nella riproduzione del più noto attraversamento pedonale londinese: quello di Abbey Road, dove quattro confettoni giganti riproducono la copertina del famoso album dei Beatles.

Spero con questo di avervi evitato tanto freddo. Buona passeggiata.