Non sono un amante dei ritorni. Resto sempre dell’idea che un luogo vada visto a fondo, il più possibile ma una volta sola, perchè due volte nello stesso luogo significa non poter andare in un’altro posto che vorresti vedere. Concetto opinabile ma pur sempre rispettabile. Eppure a volte i ritorni sono necessari: amici, parenti, luoghi che per forza devi vedere, ma anche eventi che si svolgono solo in certe città, ti costringono a tornare dove magari sei già stato, e la cosa magari non ti dispiace. Così è stato per me e per Londra. Sono passati dodici anni dalla prima volta in cui ci sono stato. Sapevo che sarei dovuto tornarci prima o poi – visto che i miei inseparabili compagni di viaggio non c’erano ancora stati -, ma non mi aspettavo di tornarci per una partita di pallacanestro.O2 arena

Nell’ambito del programma NBA Global Games, la lega di basket americano NBA, per diffondere la cultura della palla a spicchi e anche – io dico soprattutto – per ragioni di business, sta organizzando da qualche anno a questa parte degli incontri in giro per l’Europa. In estate si svolgono delle amichevoli nel suolo del Vecchio Continente, ma durante l’invernata si svolge una partita della serie regolare in quel di Londra. É il settimo anno di fila che la capitale britannica ospita una partita di questo genere. Quest’anno, a giustificare la nostra presenza italiana c’era il nostro Danilo Gallinari e suoi Denver Nuggets, che hanno affrontato gli Indiana Pacers della stella americana Paul George

 

L’O2 arena ci accoglie sotto una neve fredda e un vento gelido. Speravo di poter effettivamente documentare l’evento dal vivo, invece la mia rete dati del cellulare fa le bizze, la wifi manco a parlarne, siamo in diciottomila circa e saranno tutti connessi, figurarsi se a me funziona. Peccato, devo rinunciare a fare il reporter anche per Non Solo Turisti e ne parlerò in seguito. Una volta dentro al palazzetto, sembra di stare in un piccolo centro commerciale: ristoranti di ogni genere e per ogni gusto, negozi di gadget e magliettine rigorosamente orginali delle squadre americane, gente ovunque. Ai controlli, severissimi come fossimo in aeroporto, mi rendo conto che non siamo gli unici italiani e tanto meno gli unici stranieri: sono presenti francesi, spagnoli, tedeschi e scandinavi, giusto per farvi capire quanto global fosse l’evento e come una singola partita abbia richiamato gente dai quattro angoli dell’Europa. La bilancia del tifo pende più dalla parte di Indiana grazie alla popolarità di Paul George, ma non è male neanche la componente dei Denver Nuggets. Però questa sera non si tifano due squadre e basta: tifosi che indossano le maglie di altre squadre, con nomi del presente e del passato, si vedono ovunque. Oggi non importa chi si tifa, importa far festa. Per la cena possiamo optare o per gli degli hotdog o pollo fritto seduti sugli spalti durante la gara, oppure un gigantesco panino unto condito da salsette e patatine, fish and chips o altre schifezze che mettono a dura prova i nostri fegati in uno dei numerosi ristoranti dell’arena. Noi, da bravi amanti della buona cucina, optiamo per i panini.

Prima del cosiddetto tip-off , la palla a due, i capitani delle squadre ringraziano il pubblico, vengono intonati gli inni Americano ed Inglese, poi inizia il match. Anche se siamo in terra Inglese, lo spettacolo rimane pur sempre quello d’oltre oceano: le squadre vengono presentate tra musica e boati del pubblico. Ad ogni time out, entrano in campo alternativamente: le cheerleaders dei Denver Nuggets, squadra di casa, per i loro balletti; le mascotte delle due squadre che ballano, giocano o fanno delle gag comiche a suon di musica; uno speaker che presenta delle sfide tra due persone scelte precedentemente a caso tra il pubblico e soprattutto la Dunk Squad dei Nuggets, dei ragazzi acrobati ed esibizionisti che oltre a lanciare maglie al pubblico, eseguono delle schiacciate spettacolari tra capriole e salti mortali tramite l’utilizzo dei tappeti elastici.

La partita scorre via veloce, due ore e mezza passano e neanche me ne accorgo. Il quarto quarto potrebbero fare anche a meno di giocarlo, Denver alla fine stravince 140 a 112 ma non importa chi ha vinto o chi ha perso, lo spettacolo c’è stato, ci siamo divertiti e forse il prossimo anno ci sarò di nuovo, solo che forse starò meno giorni a Londra ma cercherò un posto diverso per vedermi nuovamente la partita. 

E giusto per non farsi mancar nulla e per rendere la giornata ancora più Global, a Città del Messico, a notte fonda, si giocava un’altra partita del campionato in terra straniera, quella tra i Dallas Mavericks e i Phoenix Suns. Non è detto che prima o poi tocchi all’Italia.

Consigli per chi volesse acquistare i biglietti.

Innanzitutto informatevi con anticipo chi gioca e dove: di solito l’evento si tiene a Londra alla O2 Arena nel mese di gennaio o febbraio, le squadre che si sfideranno sono comunicate con largo anticipo, generalmente in estate, per motivi di organizzazione logistica e di calendario sportivo. Avete due modi per acquistare i biglietti: il primo è usare il sito ufficiale dell’O2, ma ve lo sconsiglio. Sebbene i prezzi possano essere abbordabili, dovete iscrivervi ed essere online il giorno della vendita all’ora prestabilita. I posti in vendita sono limitatissimi. Si entra in una sorta di waiting room virtuale e ci si mette “in coda”. Una volta arrivato il proprio turno, si cerca la disponibilità – io cercavo quattro biglietti -. Dopo un po’ di tempo alla disperata ricerca, probabilmente troverete i biglietti, ma se non vi vanno bene i posti selezionati o trovate un numero di biglietti inferiore a quelli richiesti, potete rifiutare l’acquisto e tornerete in coda con tanti saluti alla vostra priorità e ai biglietti. Il secondo modo, più costoso ma sicuro, è quello di affidarsi a un sito di prevendita, io ho usato viagogo.it , dove mettono in vendita i biglietti a prezzi maggiorati il giorno prima della vendita ufficiale, ma state pur certi che li trovate. Il biglietto costava 63€ ma l’ho pagato 137€ grazie ai diritti di prevendita. Sta a voi decidere cosa fare. State pur certi che i biglietti, una volta esaurita la vendita sul sito ufficiale dell’O2, sugli altri siti schizzeranno oltre quello che potreste spendere di prevendita. Se volete rischiare provate sul sito O2, altrimenti chiudete gli occhi, non pensate al portafogli e andate sul sicuro.

CHIEDO SCUSA PER LA QUALITà E LA QUANTITA’ DI FOTO, MA PURTROPPO PER VARI MOTIVI, CI SIAMO DOVUTI ARRANGIARE SOLO CON I NOSTRI CELLULARI, CHE NON SONO MACCHINE FOTOGRAFICHE.