Se c’è una cosa che proprio non uso fare nei miei viaggi è quella di tornare nello stesso posto per più di una volta. Fa eccezione alla regola Madrid, città della quale sono cittadino onorario per le tre volte in cui ci sono stato negli anni passati, a scoprire la movidanotturna della Capitale spagnola. L’ultima volta avevo forse 22 anni e qualche capello in più in testa. Ho avuto l’occasione anche di andarci una quarta volta, ma credo che sia una cosa troppo esagerata, per i miei gusti.

Capita però che a volte dei ritorni siano necessari. Non ve ne ho ancora parlato dettagliatamente, ma Parigi, se per me è stata la prima volta, per lei è stato un ritorno. Ora si verifica la cosa opposta, per me un ritorno, per lei la prima volta, in quel di Londra, e quindi non mi sarei potuto tirare indietro, anche se ho fatto di tutto per andarci senza la mia compagna di avventure. E Londra, sappiatelo, non era ne programmata ne voluta, ma è semplicemente il risultato di una fregatura – anche se non più di tanto.

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Di solito organizzo i miei viaggi con qualche mese di anticipo: sfoglio la margherita, butto il gambo e poi scelgo la meta che non faceva parte dei petali. Anche quest’anno ho fatto così. Reduce dal viaggio in USA, gli States mi erano talmente piaciuti che già programmavo un tour della costa ovest a gennaio, per poi cambiare totalmente parte del mondo e puntare a oriente. Mi ero già fatto un’idea dei prezzi, dei luoghi – non ve dico dove avrei voluto andare perchè potrebbero tornami utili e vi rovinerei la sorpresa -, di come muovermi. Si trattava di quindici giorni e di un mezzo sogno che si realizzava.

Cabina telefonica rossa

Poi la svolta: una sera, dopo una partita di basket, seduto al banco del bar con due amici, le prime parole di Fabio “Ragazzi ma se andassimo a vedere a Londra la partita NBA che fanno tutti gli anni?” ci guardiamo perplessi. Ma si, è una boutade , non lo prendiamo seriamente. Passa qualche giorno, il telefono si scalda sulla linea Caorle-Londra. Fabio ha già guardato i biglietti aerei: 40€ andata e ritorno a persona. Che famo? Tentenniamo. Io vorrei ma non vorrei allo stesso tempo, l’Oriente mi attira. Ne parlo a casa, lei mi dice “Sai che non ho molte ferie, se ti fa piacere vai. Poi quando ho conferma delle ferie andiamo via noi quattro”. Si profila all’orizzonte un gennaio più in giro che a casa. Che sfiga, e un sorrisino mi si dipinge sul volto. Inutile tentennare, prendiamo i biglietti aerei. Poi se riusciamo a trovare in seguito anche quelli della partita di basket, tanto meglio, sennò saremo tre italiani a Londra. Per l’Oriente ho tempo, le daranno in qualche modo quindici giorni. Nel frattempo il mio conto corrente implora che avvenga un miracolo e che non diventi rosso di vergogna.

Tower Bridge

Escono data e le squadre interessate, il 24 Ottobre sono davanti al PC e acquisto 4 biglietti al modico prezzo di 137€ a testa per la partita Indiana Pacers – Denver Nuggets del 12 Gennaio. Esultiamo come bambini. Tre italiani a Londra più un amico che già ci vive. Vai, godo, torno bambino. Ma la gioia dura poco. “Ho preso ferie anch’io per quel periodo. Il biglietto per Londra costa 35€ andata e ritorno, veniamo anche noi e i piccoli”. Noi sono la mia dolce metà e la compagna di uno dei quattro più tre pargoli. La gioia si spegne, la pacchia è finita ancor prima di iniziare. Così quello che doveva essere una piccola fuga d’oltremanica tra amici si trasformerà in un esodo di massa.

Comunque per chi mi seguirà, oltre al classico Tour di Londra e alle solite icone – sicuramente non mi vorrò perdere Camden Town, non vedo l’ora di tornarci tutto ruoterà attorno all’evento NBA, per il quale sarò inviato anche di nonsoloturisti.it dove scrivo spesso e per il quale documenterò l’evento live, almeno spero, sempre che abbia connessione e soprattutto arrivino quei benedetti biglietti, pagati quasi un occhio della testa ma del quale non ho ancora visto l’ombra.

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