Se fossi stato più giovane di certo le città murarie non mi sarei manco scomodato a visitarle e quelle poche che ho visitato le consideravo addirittura noiose. Invece si potrebbe dire che col tempo il mio interesse verso le città medievali sia cambiato e ora esercitino inme un certo fascino. Che sia iniziato tutto con la Città Vecchia a Rodi? Non lo so, forse è quella che però mi ha dato il colpo di grazia in senso positivo, e ora non me ne perdo una.

Se c’è una cosa che a Malta mi è proprio piaciuta sono sono state le due città fortificate: la Cittadella a Gozo e Medina.

Anche Medina, come molte altre città murarie, è stata costruita in cima ad una collina, in modo da essere difficilmente attaccabile – per non dire inespugnabile, secondo il pensiero del tempo -, poter godere di un’ottima vista dall’alto sul territorio e, motivo non dichiarato all’epoca ma risaputo, poter dare ai turisti futuri una magnifica vista sul paesaggio circostante.

Arriviamo ai piedi della collina a metà di una ventosa mattinata estiva, dove il vento sembra il respiro profondo di un gigante addormentato lassù in cima. Non troviamo subito l’ingresso perchè ci perdiamo tra le strade limitrofe, prima di trovare un parcheggio, dove un abusivo – ebbene si, esistono anche qui – ci dice che il parcheggio è a pagamento, tariffa quanto voglio. 50 centesimi sono anche troppi.

Contrariamente a quanto fanno tutti, noi non entriamo dal Main Gate ma da un sottopasso che ci conduce già all’interno della quella che era l’Antica Capitale di Malta, prima di lasciare il posto a Valletta.

Dopo la prima tappa al bar per un caffè, quando usciamo in lontananza sentiamo l’arrivo di una carrozza annunciata dal suono degli zoccoli di un cavallo. Le strade sono deserte e soprattutto silenziose, di un silenzio che non sembra nemmeno reale a quell’ora del mattino, quando invece ti aspetteresti il vociare della gente, le urla dei bambini o qualche Cavaliere di Malta che passa con la sua servitù tra l’umile popolazione. Ci dirigiamo un po’ qua un po’ la tra le vie della città, spostandoci senza meta attraverso le strettissime stradine, dove le uniche presenze sono due gatti che appena ci vedono, scappano tra le piante e i fiori colorati.

Il traffico qui non esiste, si gira a piedi. Solo qualche auto di residente ha la possibilità di entrare e uscire, ma sono molto limitate. Per chi volesse, c’è la possibilità di fare un giro in carrozza al prezzo di 80 euro circa per mezzora. Arriviamo piano piano in zone più centrali, e al color giallo ocra delle case si aggiungono i colori vivaci dei fiori.

La limitatezza della città ci conduce subito a Bastion Square, la piazza principale di Medina, dove i visitatori trovano riparo dalla calura all’ombra degli alberi, in compagnia di piccioni giunti lì per nutrirsi degli avanzi delle merende. Il caldo inizia ad essere opprimente, e le uniche zone dove sembra ci sia vita sono Bastion Square e la via principale che si collega alla piazza, Triq Il Villegaignon, la strada forse più larga di tutta Mdina, che cerca di resistere con le unghie e con i denti all’assalto dei turisti e del turismo. La Cattedrale di San Paolo si affaccia su una piazza laterale alla strada principale, mostrando tutta la sua Maestosità. Proseguendo arriviamo fino al Main Gate, dove da qui partono anche le carrozze per il tour dentro le mura.

Il sole di mezzogiorno ci ricorda che è ora di andare a mangiare. Su consiglio di una mia amica maltese andiamo a mangiare al Fontanella Tea Garden, posto dal quale si gode di un’ottima vista. Ammetto che il toast che ci siamo mangiati valeva veramente il prezzo: molto poco. Meglio invece le lasagne, ma sicuramente sono degni di nota i dolci. Quando usciamo, dopo aver pagato ad una signorina rintronita dal mondo virtuale dei social network, veniamo rincorsi dalla stessa tizia che ci chiede ” Sorry, did you pay?“. Certo, se sei rimbambita col tuo cellulare non ci posso far nulla. Un’ultimo giro della città mi fa notare che la pulizia, oltre al silenzio, regna sovrana. Mi aspettavo di trovare qualche prodotto dei cavalli che vanno al trotto per le vie con i turisti in calesse, ma non è così. Inoltre, scopro che cade il mito del fatto che dentro la città non è possible dormire da turista. E’ stato aperto un Relais 5 stelle, bello da vedere, ma forse non era il caso, anche se comunque non deturpa la città.

Usciti dal Mdina Gate, arrivo al parcheggio e la prima cosa che faccio è quella di controllare l’auto. Il parcheggiatore non c’è, l’auto è a posto, meglio per lui.