I primi due giorni del nostro viaggio a Malta li abbiamo dedicati a La Valletta, la storica capitale dell’isola, e qualche altro luogo nei suoi dintorni. Sono stati due giorni intensi, dove per lo più abbiamo girato a piedi.

La levataccia mattutina e il volo con atterraggio da paura – ci può stare che io e gli aerei non andiamo d’accordo, ma che l’atterraggio sia quasi uno schianto no! – ci portano all’aeroporto di Malta in perfetto orario. Col bus arriviamo quasi di fronte all’appartamento che abbiamo prenotato su Airbnb – non potrei più vivere senza di te! – e dopo un pomeriggio di riposo, ci dedichiamo alla scoperta di Sliema quartiere dirimpetto alla capitale, diviso solo da un breve tratto di mare percorribile in traghetto. Sliema è il quartiere ideale se volete avere tutto a portata di mano in una zona tranquilla. A pochi metri dal lungomare ci sono dei ristoranti per tutti i gusti aperti fino a tardi: paninoteche, messicano, spaghetterie o di pesce, a prezzi tutto sommato contenuti. L’attraversamento della strada mi procura un brivido non indifferente: sbagliamo a guardare il lato della provenienza delle auto e vedendo libero iniziamo l’attraversamento, peccato che qui si guidi “al contrario” e se non fosse per il clacson che suona all’impazzata a quest’ora non sarei qui a scrivere.

Gli edifici che si affacciano sulla strada che costeggia il mare sono abbastanza anonimi, molto più interessante risultano le ripide vie interne: quasi tutte le case hanno una gallerija, la tipica terrazza maltese chiusa. Molte vie hanno più di una scuola di inglese e a ricordarci che la regina Elisabetta se n’è andata da “poco”, le numerose cabine telefoniche in stile inglese.

Passando tra le vie in un continuo saliscendi da sud a nord,  arriviamo al tramonto dall’altra parte della penisola su cui sorge Sliema. Qui entriamo nel quartiere più festaiolo e nottambulo dell’isola, San Giuliano. A segnarne l’ingresso, l’omonima chiesa. Ci sono edifici che vengo abbattuti per costruirne di nuovi e moderni, altri dei quali si abbatte la parte superiore per costruire sopra la parte vecchia, una parte nuova, in netto contrasto con quello che si è lasciato in piedi.

La vita a San Giuliano è molto più vivace, i locali si affacciano o poggiano su chiatte marine. I giovani girano con birre e alcoolici fin dalle prime ore della sera per continuare fino a mattina. Alcuni ristorati si affacciano su un piccolo porticciolo di barche, le quali per essere raggiunte è necessario salire a bordo di bagnarole simili a vasche da bagno e si raggiungono a remi.

Per essere il luogo della movida maltese si paga poco. 30€ in tre in un ristorante dove servono insalatone e hamburger alti una spanna. Vorremmo puntare verso Paceville, il cuore della vita notturna, ma le prime gocce di pioggia –  a Malta non piove mai d’estate, ma chi si becca l’unica nuvola fantozziana del mese? che fortuna eh? – ci fa fare dietrofront. Così, passando tra le bancarelle di un mercatino, vedo dei dolcetti maltesi che forse è meglio assaggiare in quantità non modesta.Dolcetti maltesi Dolcetti maltesi

Il giorno dopo di buon mattino ci mettiamo in marcia per andare a visitare la Valletta. Si respira storia da ogni singolo mattone. Ad accogliervi, l’immensa cupola che sorge al centro dell’isola. Scesi dal traghetto, percorriamo una ripidissima via in salita che ci conduce ad una strada, piena di gallerijas colorate. Purtroppo è evidente il degrado della capitale: mozziconi, spazzatura, carte sono i resti dei turisti che, irrispettosi, utilizzano le strade come fossero dei cassonetti a cielo aperto. La situazione migliorerà solo in qualche via turistica principale. I luoghi di maggiore interesse sono: Piazza San Georg, sede di quello che una volta era il Palazzo del Gran Maestro. Tale palazzo fu sede anche del Parlamento fino al 2015, che ad oggi si trova in un edificio – di costruzione italiana – situato alla fine di Triq ir. Republika, poco distante dal city gate, anche qui opera del nostro Renzo Piano.Se volete fare un salto alla Saint John’s Co- Cathedral, nessuno ve lo vieta, noi la ammiriamo da fuori, per recarci subito poi agli Upper Barakka Gardens, i giardini situati sul lato opposto dove attracca il traghetto. I giardini si trovano a una sessantina di metri di altezza e da qui potete ammirare un bellissimo panorama delle tre città, Cospicua, Vittoriosa e Senglea.

Qui, con precisione svizzera, alle dodici e alle sedici si tiene il Saluting Battery: un uomo in uniforme militare, all’ora prestabilita, spara un colpo di cannone caricato a salve, richiamando l’antico rito del benvenuto alle navi che entrano in porto.

saluting battery

Per scendere dai sessanta metri di altezza si utilizza il Barakka Lift, un ascensore che in discesa è gratuito ma in salita costa 1€. Seguendo le indicazioni, ci rechiamo al traghetto che ci porterà a vedere una delle tre città. Il costo in andata è gratuito, al ritorno costa 3.50€.

Le tre città conosciute sono anche come Birgu, L-Isla e Bormla, rispettivamente Vittoriosa, Senglea e Cospicua. Vittoriosa e Senglea sorgono su due penisole, mentre Cospicua si trova dietro alle due città. Entrare nel ramo di mare delle due città è come essere avvolti in un abbraccio. Se Senglea, sul lato destro, ci accoglie con barchette colorate e piccole e con edifici ingialliti dagli anni, Vittoriosa contrappone Yacht giganteschi e barche a vela a tre alberi di chissà quali magnate. Per questioni di tempo e di stanchezza visiteremo solo Vittoriosa, dove pranzeremo fronte al porto con gli Yacht. Anche qui si mangia bene e a prezzi modici. Dopo il pranzo e dopo aver trovato chiuso l’accesso al forte, ci rechiamo tra le vie della città. Valletta sembra un lontano ricordo, il caos e i turisti ce li dimentichiamo, qui regna sovrana la pace accompagnata da un silenzio irreale. Siamo forse le uniche persone a spasso, ogni tanto si affaccia un signore o una signore per vedere chi disturba la quiete del pomeriggio. Non ci spingiamo fino in fondo, in un’ora percorriamo le vie che alla fine rimandano tutte alla piazza principale.

Il sole si abbassa sull’orizzonte, noi prendiamo scendiamo l’ultima strada e arriviamo al traghetto. In due giorni Malta mi ha già conquistato.