Non potevamo escludere Orlando dal nostro tour della Florida. Chi si reca qui lo fa per un motivo principale: visitare almeno uno dei parchi tematici, quali Magic Kingdom (il mondo Disney), Sea life o il Mondo di Harry Potter.

Una volta stabilito però quando andarci, dovevamo decidere in quale andare. Purtroppo si poneva un dilemma: andarci indipendentemente dal costo o spendere 320$ mentre uno dei due genitori rimaneva col piccolo di tre mesi mentre l’altro si godeva le attrazioni con la figlia più grande? Dopo un’attenta valutazione, capimmo che forse non era il caso. Si trattava di trovare allora delle alternative.

Lago Eola

Arrivati la sera prima ad Orlando, decidiamo che la prima tappa nei nostri due giorni in questa città sarà il Lago Eola.

IMG_8798Una pioggia battente ci dà il buongiorno. Scende talmente fitta che pensiamo di scordarci il lago e cambiare luogo. Invece seguendo le previsioni, notiamo che a mezzogiorno la pioggia dovrebbe cessare. Arriviamo proprio per ora di pranzo sulle sponde del lago. Questo si trova a pochi passi da Downtown e dall’Amway Arena, il campo di gioco degli Orlando Magic, squadra NBA che per farmi un dispetto si trasferisce a Londra a giocare proprio mentre io vado a Orlando per vedere loro. Quando scendiamo dall’auto, la pioggia sembra calare d’intensità e poco a poco scompare. Le nuvole si aprono sopra il lago, lasciando spazio ad un sole cocente, sebbene sia gennaio. Iniziamo la nostra passeggiata attorno al lago e incontriamo i primi inquilini del lago, dei simpaticissimi scoiattoli che, talmente abituati alla presenza dell’uomo, si avvicinano fino a quasi farsi toccare. Qualcuno si avvicina curioso, altri ci studiano, altri ancora si nascondono dietro ai tronchi per risalire  al sicuro come dei fulmini. Decidiamo di lasciarli stare e proseguire la nostra passeggiata. Anatre, oche e cigni popolano le acque dell’Eola, e con un quarto di dollaro è possibile dar loro da mangiare del mangime distribuito dalle macchinette apposite. Iniziamo con una papera, che poi diventano due, poi quattro fino ad aumentare vertiginosamente di numero. Quando poi vediamo che tutto lo stormo del lago, senza distinzione di razza, si getta in acqua verso la nostra direzione, lanciamo il mangime e ce la battiamo nella direzione opposta. Il lago è di una bellezza disarmante, un’oasi verde e azzurra tra i palazzi di Orlando. Potete passeggiare, fare jogging, ma anche rilassarvi all’ombra degli alberi, a stretto contatto con la natura. La temperatura si alza rapidamente e molti ragazzi ma anche manager in giacca a cravatta si recano qui per la loro rapida pausa pranzo.

Disney Downtown

Situato a pochi chilometri dal “fratello” Magic Kingdom, Disney Downtown è conosciuto anche come Disney Springs ed è l’alternativa economica al parco divertimenti, sebbene questo non sia un parco ma una sorta di piccola città costruita sulle sponde del lago Buena Vista. Vi è una via centrale con negozietti ristoranti e bar, non del tutto economici, basti pensare che per una pallina di gelato spendiamo 5,33$. I ristoranti sono quasi tutti tematici: Harley Davidson, un ristorante preistorico, uno in mezzo alla giungla, giusto per darvi qualche esempio. E poi ci sono i negozi. Immancabile il Disney store, dove trovate qualsiasi cosa raffigurante il vostro personaggio Disney preferito. Ma la vera chicca secondo me è il salone di bellezza: se vostra figlia volesse diventare principessa per un giorno, qui ve la vestono e ve la truccano come una delle sette o principesse Disney più famose. Nel giro di qualche ora potrete vedere davanti a voi una piccola Cenerentola, Biancaneve, Rapunzel o Belle. C’è poi il negozio dei lego, con le ultime costruzioni non ancora uscite in Italia oppure i mattoncini che vi possono mancare per terminare le vostre opere. Infine c’è un curiosissimo negozio: Il negozio di Natale, dove è Natale 365 giorni l’anno e tutto ciò che vi occorre per addobbare la vostra casa lo potete comprare qui. Oltre ai negozi, a orari specifici si svolgono degli spettacoli gratuiti per il pubblico.

Kennedy Space Center

 

Situato a Cape Canaveral, isola nota per essere una delle sedi della NASA da cui partono gli Space Shuttle, la visita al Kennedy Space Center è stata la cosa più bella in assoluto che abbia visto, a pari della partita NBA Miami- Milwaukee. Si trova a 45 minuti di auto da Orlando, il costo dell’ingresso è di 50$ per gli adulti, 40$ per i bambini, ma li merita tutti.

Il centro è una grande ricostruzione delle invenzioni della NASA, dalla sua nascita fino a giorni nostri. Si parte con la ricostruzione dei primi razzi e delle prime cellule usate per il rientro. Poi si passa ai vari padiglioni, molto bello quello dedicato alle esplorazioni su Marte e sulla Luna. Oltre alle ricostruzioni delle sonde e dei mezzi utilizzati dagli astronauti e dal personale NASA per le esplorazioni su questi due pianeti, avete la possibilità di manovrare a video una sonda e provare a farla atterrare sulla Luna.

Il pezzo forte e l’unico originale di tutto il Center però è Atlantis, uno degli ultimi space Shuttle utilizzato dalla NASA. Ha percorso 126 milioni di miglia in 33 missioni – circa 200 milioni di chilometri -. Entrati nel padiglione, si entra in una sala che proietta la storia della progettazione dello Shuttle, con tutte le sue problematiche e i suoi insuccessi. Alla fine, quando la musica vi farà venire e brividi e luccicare gli occhi, si spalancano le porte e vedrete Atlantis, sospeso a mezz’aria, impegnato in una virata a sinistra col vano cargo aperto.

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Il padiglione che lo circonda è sede di molte ricostruzioni, tra le quali la cabina di pilotaggio, una realtà virtuale per una passeggiata nello spazio, e uno scivolo utilizzato dai bambini ma che serve a farvi capire come Atlantis possa atterrare. Potrete anche togliervi la curiosità, per chi ce l’aveva come me, di scoprire come si fa a dormire e ad andare in bagno in assenza di gravità.

Infine, se volete provare l’ebbrezza di un lancio, vi accomoderete in un simulatore, allacciate le cinture e una volta inclinati di 90° verrete sottoposti alle sollecitazioni di un lancio spaziale, dal momento dell’accensione dei motori all’entrata in orbita.

Alla fine, le alternative le abbiamo trovate e credo forse anche molto più valide di quei parchi finti e pieni di gente.