C’è un evento di cui noi Caorlotti andiamo molto fieri e che si verifica in paese ogni cinque anni: è la processione della Madonnina dell’Angelo, la cui caratteristica è quella di svolgersi quasi esclusivamente via mare.

L’evento, che si svolge sempre la seconda domenica di settembre e quest’anno si è svolto il 13 settembre, è una manifestazione che va oltre l’evento religioso. Sebbene la processione rimanga l’evento centrale, tutto quello che ci gira attorno è praticamente una gigantesca festa che coinvolge tutto il paese e che quest’anno si è stimato abbia attirato quasi centomila persone – è solo una stima a cui non so se credere o no -. Una festa che inizia da dopo ferragosto, dove Caorle si tinge di bianco e blu, addobbandosi con nastri e ciocche e mostrando drappi raffiguranti la Madonnina. Una settimana prima della processione, la Madonnina viene spostata in Duomo, seguendo così la storia, o la leggenda, a seconda dei punti di vista e dalla fede.

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In passato la manifestazione si svolgeva ogni 25 anni ed ebbe la seguente origine: la storia narra che in una notte di pesca, una barca di pescatori vide dei bagliori in mezzo al mare. Non capendo cosa fosse, la barca si avvicinò e vide che ad emanare la luce era una statua della Madonna col Bambino in braccio e che poggiava su un blocco di marmo, galleggiando sull’acqua. Trascinato il blocco riva, furono chiamati numerosi pescatori per portare la statua in Duomo. Ma questi non riuscirono a sollevarlo. Il prete allora chiese ai bambini di farlo, e questi, con la loro purezza e innocenza, lo sollevarono e lo portarono al Duomo tra lo stupore generale. Passò la notte e i fedeli che il giorno seguente si recarono in chiesa non trovarono la statua. Questa fu ritrovata poco dopo dove sorge l’attuale Santuario della Madonnina. Non capendo come avesse fatto la Madonnina a spostarsi là, si decise di erigere il Santuario a sua memoria. Una volta eretto il Santuario, si diede inizio alla processione. E per spostare la Madonnina dal Duomo al Santuario, si effettua il passaggio via mare. La versione che io ho narrato è leggermente diversa da quella che trovate nel video qui sotto.

La processione si svolge portando a spalla la Madonna dal Duomo al porto dove, dopo la benedizione del Vescovo, viene caricata su barca apposita, la Caorlina. La barca parte tra due ali di folla ma soprattutto con al seguito, barche, motonavi, pescherecci e barche a remi che viaggiano tutte a sirene spiegate. La stessa Caorlina è una barca a remi e ci impiega circa due ore a percorrere il tragitto dal porto al Santuario. A caratterizzare la statua, un lungo strascico azzurro che bagnava l’acqua.

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Purtroppo quest’anno, il mare non è stato clemente e quindi la Caorlina è arrivata fino alla foce del Livenza per poi tornare indietro al porto ed essere ritrasportata a spalla al Santuario. Quando si è sparsa la voce che la Madonnina sarebbe tornata indietro, la gente che la attendeva in diga e in Chiesa, si è riversata al porto dove l’ha accolta tra canti e applausi. Il canto che più è risuonato è stato Madonnina del Mare, canzone a Lei dedicata e che è diventata l’ inno di Caorle di cui allego qui sotto il testo.

Al primo sole si desta la città della marina

e in un bel giorno risuona la dolce campana vicina

mentre sul mare d’argento va il pescatore contento

passa e s’inchina alla sua Madonnina dicendole piano così:

Madonnina del mare non ti devi scordare di me

vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
!
Canta il pescatore che va:

Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà!


L’ultimo raggio di sole muore sull’onda marina

e in un tramonto di sogni la barca cammina

fra mille stelle d’argento il pescatore contento

sente nel cuore un sussulto d’amore, sospira pregando così:

Madonnina del mare non ti devi scordare di me

vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
!
Canta il pescatore che va:

Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà!

Per concludere l’evento, alle 21.00 si sono tenuti i fuochi artificiali davanti al Santuario.

Davvero una bella giornata e speciale, speciale come Caorle.