Ebbene si, qua si parla proprio di fregatura nel senso vero e proprio. Odio ammetterlo ma mi hanno giocato e ho fatto la vera figura del turista spennato. Oddio, non mi hanno proprio pelato per bene e lasciato in mutande, però diciamo che se fossi stato un po’ più attento e se avessi avuto le palle, avrei detto “no grazie”  invece, da abile incantatore, quel bel tipo grande e grosso ci ha accolti vicino a Naama Bay e ci ha portati dritti dritti nel bazar, lasciandoci intendere che non saremmo usciti da li con le mani vuote e le tasche ancora piene. E soprattutto a mio sfavore ha giocato la mia inesperienza. Ma andiamo con ordine.

Eravamo in vacanza a Sharm. Dopo aver passato l’estate a far la stagione in spiaggia, finalmente erano arrivate le meritate vacanze prima di riprendere l’università. Scegliemmo tramite consiglio di un amico, un villaggio vacanze a Ras Um El Seid tramite un noto tour operator. Di solito mi arrangio ma ci sono volte che preferisco anche farmi un bella vacanzina relax al mare senza dovermi organizzare il viaggio e lo faccio anche volentieri, specie se si tratta di mare.

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Dopo la prima sera passata in relax in villaggio decidemmo di andare a visitare il centro di Sharm, ossia Naama Bay, luogo dove tutti i giovani si incontrano e dove si trovano molti locali. Il mio scopo principale era quello di recarmi all’Hard Rock Cafè, per acquistare la mia magliettina per la mia collezione. Non potevo rinunciarci, quindi chiesi informazioni alla reception per andare a Naama. Mi offrirono due opzioni: il cosidetto taxi beduino, dove avrei dovuto contrattare il prezzo, essere salito a bordo di una macchina scassata con un autista incosciente che, per quanto ne sapessi io, mi avrebbe portato nel deserto del Sinai, riempito di botte, stuprato la mia ragazza ed essersene andato coi quattro soldi che avevo, oppure aver chiesto a loro che me ne procurassero uno a prezzo convenzionato di 10€ in tutto, con la sicurezza del ritorno. I ragazzi del ricevimento non mi fecero pressione, me avevo già in mente di scegliere l’opzione due. Così feci.

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Ci recammo all’esterno e trovammo subito il nostro amico chiamato “Schumacher” che ci attendeva. Dopo le prime domande di rito, ecco che arrivano le prime avvisaglie: “Se volete domani vi porto a Ras Muhammed per 15€ andata e ritorno”. Vedremo. ” Se volete domani vi porto a Sharm Vecchia per 10€”. Ri-vedremo “Se volete domani vi porto a fare una motorata nel deserto per 20€. Costo della motorata a parte” Ri-ri-vedremo. Niente da fare il tipo non mollava la presa, ci vedeva come una fonte di reddito. E la cosa iniziava a puzzare. Cademmo nella rete quando, due minuti prima dell’arrivo, fece una telefonata che a noi sembrò innocua ma che fu praticamente un passaggio di consegne. Arrivati a 100 metri da Naama Bay, e questo lo scoprii in seguito, il taxi si fermo e ci fece scendere. Ad attenderci un ragazzone di circa cento chili per 1,90 che sfoggiava un italiano pressochè perfetto, contornato da battute di Zelig e battute su Berlusconi. Risultò pure simpatico il tipo, del quale non ricordo il  nome. “Ok dov’è Naama Bay?” ci disse di seguirlo e che entro cinque minuti saremmo arrivati a destinazione. Ma i suoi cinque minuti non sarebbero stati cinque, anzi. Ci fece entrare per una porta e ci fece accomodare. Con abile maestria ci aveva condotti dentro ad un bazar! Non ci potevo credere! E ci attendevano due bicchieri di Karkadè fumante. Sentimmo un calorosissimo saluto alle nostre spalle. Era il titolare del negozio che ci accoglieva con un sorriso a trentadue denti pronto a spennarci. Ci fecero accomodare riempiendo di complimenti la mia lei. Poi iniziò lo show della merce. Dapprima i profumi afrodisiaci con effetto viagra che avrebbero garantito prestazioni degne del miglior Rocco Siffredi – ovviamente il profumo doveva essere messo in zone “strategiche” del corpo – poi le creme a base di chissà quali erbe, infine i papiri. E qui drizzai le orecchie. Ammetto che volevo il papiro, me ne avevano parlato, ma dipendeva a che prezzo. Dopo averci fatto vedere che il papiro era effettivamente vero, ma questo lo diceva lui, ne scegliemmo due. E ci sparò la modica cifra di 250€! “Ma sei fuori?!” gli dissi. Li per li non intendevamo acquistare nulla. Poi si misero a dire che l’ospitalità egiziana andava ricambiata, che aveva dei bambini ecc., insomma la solita manfrina per non farci andare via a mani vuote. “Per due pezzi di erba rinsecchita ti do 50€” rispose la mia dolce metà. Questo si mise quasi a piangere. Morale, dopo un tira e molla, chiudemmo a 75€ con tanti saluti. Il ragazzone, che aveva assistito impassibile alla contrattazione, ci accompagnò e ci disse di informarlo quando volevamo andare a casa. Iniziammo la passeggiata per il centro ma ero di un nervoso incredibile: ok che volevo il papiro, ma non due e a 75€. Capivo che mi avevano fregato per bene. Feci solo una camminata fino all’Hard rock per prendermi la maglia. Poi dal nervoso ci voltammo e andammo verso il tipo al quale chiesi di chiamarmi Schumacher. Dal momento in cui eravamo usciti dal Bazar a quando richiammammo Schumacher era passata poco meno di mezzora. La sua faccia era stupita. “Ma come, andate già a casa? Pensavo volessi comprare dell’altro. Abbiamo tanta altra bella roba” ma non ci stavo più con la testa. La serata era finita.

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Saliti in auto, Schumacher riprese il suo monologo di offerte. Non lo cagavo minimamente mentre la mia ragazza rideva, anche lei consapevole della cantonata.

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Se avessi avuto qualche anno in più forse sarebbe finita diversamente. Magari mi spellavano ancora di più. Comunque sia, mi è servita di lezione e ben mi sta!