Se c’è una cosa che proprio non mi va è avere dei giorni liberi dal lavoro e passarli a casa. E così, la prima settimana di Marzo, mi sono ritrovato a dover decidere come occupare una decina di giorni. Stare a casa per far che? Guardare la TV? Manco ce l’ho. Giocare a Candy Crush tutto il giorno? Potrebbe essere un’alternativa, ma le vite non sono infinite. Cosa facciamo? Beh, logico, prepariamo le valige. Destinazione? Non si sa. Intanto cerchiamo un volo poi si vedrà. Le opzioni sono Parigi, Barcellona e Lisbona. Per la prima c’è un volo economico, la seconda idem ma parte da Verona , la terza ha prezzi assurdi. OK, optiamo per la Capitale francese. Cerchiamo un appartamento (tra l’altro ci scriverò qualcosa tra l’andare in Hotel e l’andare in appartamento, ma a meno che non sia strettamente necessario, ho deciso che alloggerò sempre in appartamento) e per la prima volta riesco a prenotare su Airbnb. Per i viaggiatori, c’è una cosa che è fondamentale avere, ed è una guida. E allora, via a prendere la Lonely Planet Parigi e studiare un itinerario da fare in 5 giorni.

Primo Giorno Atterati al Charles de Gaulle alle 16.30, alle 18.30 siamo in appartamento. Franck, il ragazzo che ci ospita, ci spiega tutto sull’appartamento e la città. L’alloggio si trova tra le fermate di Pigalle e Anverse, nel quartiere di Montmartre, il quartire degli artisti. Dopo una breve puntatina al supermercato sotto casa per preparare una cena veloce, usciamo per vedere la torre Eiffel di notte. Noi non lo sapevamo, ma la torre ad ogni ora si accende di mille luci intermittenti per cinque minuti regalando un bellissimo spettacolo.

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Secondo Giorno La mattina partiamo per la Reggia di Versailles. Devo dire che Gigi a quel tempo non si faceva mancare nulla e credo che goveranare per lui fosse un optional. Lo sfarzo e il lusso sono presenti sia all’ingresso principale, sia dentro e anche nei giardini. Ora capisco perchè a un certo punto ai francesi siano girati gli zebedei e abbiano deciso che i loro soldi dovessero essere utilizzati in maniera diversa dalle feste di palazzo. Rientrati a Parigi, andiamo a vedere Sua Maestà Nostra Signora, o meglio Notre Dame de Paris. Bellissima Basilica nel cuore della Senna parigina, entriamo quando si sta tenendo una funzione religiosa in cui viene mostrata la corona di spine di Gesù. Vista di fronte sembra piccolissima, ma se la si guarda di lato e ci si entra ci si rende conto di quanto imponente sia questa capolavoro architettonico. Mi sono piaciuti moltissimo i colori delle vetrate, molto vivi e sgargianti.

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Una veloce visita al ponte dell’amore, il ponte in cui trovate credo un milione di lucchetti dove milione di innamorati si sono giurati amore eterno (finchè dura). Infine ci avviamo verso la collina forse più importante della città, quella dove è stato costruita la Basilica del Sacro Cuore. Da qui si vede quasi tutta Parigi. La basilica non è grandissima ma comunque vale la pena. Noi ci arriviamo passando dal quartiere di Montmartre, passando attraverso la piazza degli artisti e scendiamo dalla scalinata principale. Alla sera, il Moulin Rouge è a due passi, facciamo una passeggiata tra sexy shop e locali di spogliarello solo per vedere un locale, che è un’icona di Parigi.

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Terzo Giorno Destinazione Torre Eiffel. Prima facciamo tappa all’Arco di Trionfo, poi saliamo fino al secondo piano della torre per vedere Parigi dall’alto. Siamo a 115 m di altezza, sembra quasi di cadere ma è solo suggestione. Oggi pranziamo a ritmo di musica rock, quindi andiamo all’Hard Rock Cafè, dove posso comprare la magliettina numero dieci per la mia collezione. Decido di bloccarmi la digestione andando a fare un po di shopping alle Gallerie Lafayette. Per fortuna i prezzi sono decenti e comunque non spendiamo nulla.

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E per far divertire nostra figlia, andiamo ai giardini di Lussemburgo, un parco molto grande dove è possibile affittare una barchetta a vela per mezzora al costo di 3.50€. Qui i bambini, con un bastone, spingono la barche, che aiutata dal vento, si muove per tutto il laghetto. Terminata la Coppa America dei piccoli, ci dirigiamo a mangiare la Crepes ai quartieri Latini, forse la zona più bella di tutta la città.

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Quarto giorno Si parte per vedere uno dei musei più famosi del mondo, quello che col quadro col sorriso più enigmatico della storia. Sinceramente la Gioconda, che si trova al Louvre, non mi sembra granchè. Di pittura e scultura ci capisco poco ma ammetto che mi piace di più la Vergine delle Rocce, sempre di Leonardo, o il San Sebastiano, del Mantegna. Senza contare il museo Egizio. Una volta usciti, nel pomeriggio, ci concediamo una passeggiata ai giardini di Tuileries. Alla sera andiamo a mangiare in un ristorante: ho una compagna incinta con le voglie e la figlia affamata che richiede disperatamente pizza. All’estero non si dovrebbe mangiare italiano, ma posso non accontentarle? Terminata la cena, altro giro ai quartieri Latini (mi sono piaciuti troppo) e ultime foto alla Basilica di Notre Dame.

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Quinto giorno Il Mercato delle pulci di Saint Ouen dove i dolci costano una cazzata e si trova di tutto, dall’antiquariato al moderno. Un giro in una Parigi insolita ma non per questo meno interessante. Peccato che siano passati in fretta questi giorni.

per questo meno bella. Alle due ci dirigiamo in aeroporto. L’aereo è in ritardo. Meglio così, non ho voglia di tornare a casa.

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