Devo ammetterlo: l’Austria non delude mai. Come ho già detto in un post precedente, forse questo Paese merita un po’ più di considerazione e se ne sente parlare troppo poco, a mio avviso, da parte dei viaggiatori.

L’Austria non è solo Vienna, è molto di più: è natura, sport invernali, arte, architettura, storia, cibo e altre città come Innsbruck, Klagenfurt, Salisburgo o Villach.

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Nel nostro tragitto in macchina, abbiamo percorso più di 1000 km, arrivando a Salisburgo dopo cinque ore di auto, incluse le soste, ripartendo quattro giorni, dopo passando attraverso la Germania per arrivare in due ore a Innsbruck.

Nonostante la temperatura sfiorasse lo zero, devo dire che l’ambiente è sicuramente caldo e confortevole  grazie alla gentilezza delle persone. La gente non è frenetica, non è sempre al cellulare o allo smartphone ad aggiornare i propri status. Quando abbiamo chiesto informazioni la prima parte della risposta era un sorriso, poi tutte le informazioni di cui avevamo bisogno. E si preoccupavano addirittura che avessimo recepito bene le informazioni in modo da evitare di perderci ulteriormente. Non è un paese business dipendente, qui le relazioni sociali contano molto più delle relazioni social e business. Ospitalità direi top, in tutti e due gli appartamenti in cui siamo stati.

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Il cibo è stato un altro punto forte della nostra vacanza. Ci tengo a specificare che non abbiamo sempre mangiato fuori, qualche volta ci siamo fatti da mangiare nel nostro appartamento, altre volte abbiamo cenato o pranzato con piatti tipici locali: immancabile la Wiener Schnitzel, praticamente una cotoletta alla milanese con patate fritte e verdure lesse e che alcune volte viene servita con marmellata di frutti di bosco o fragole in una ciotolina a parte. Da provare i Bratwurst con crauti e magari con delle patate al cartoccio servite con la buccia. Secondo noi, il piatto forte è stato il Grostl, piatto tipico della tradizione tirolese, un piatto a base di speck e crauti con un uovo all’occhio sopra il tutto, accompagnato da rape in salsa.

Altra cosa che ci ha particolarmente colpito è stata la quantità di storia e di cultura che riserva l’Austria, in particolar modo a Salisburgo. Al di là di Mozart, dove abbiamo visto la casa natale e quella residenziale, sono forti le tracce di quello che fu l’Impero Austro-Ungarico. E soprattutto tanti edifici storici, come la residenza storica e la fortezza che domina dall’alto la città. Per quest’ultima ci potete tranquillamente dedicare una giornata senza fretta. Avete molto da veder là dentro.

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Personalmente, la cosa che più di tutte mi è piaciuta in assoluto, è stato il Museo di Scienze Naturali a Salisburgo, un edificio di cinque piani ma del quale abbiamo potuto visitarne solo tre per mancanza di tempo: attenzione che i musei in generale chiudono tra le 17.00 e le 17.30. Noi lo abbiamo scoperto a nostre spese. Dopo i vari annunci, ovviamente ignorati, ci siamo ritrovati in un piano con le luci spente e gli addetti che ci chiedevano di avviarci all’uscita alle 17.00 in punto.

In tutto questo e in mezzo al nostro entusiasmo generale, l’unica persona che avrebbe potuto rimanere un po’ delusa per due motivi, poteva essere la nostra piccola di 4 anni: le avevamo promesso lo zoo, ma data la stagione rischiavamo di vedere un metà degli animali presenti; le avevamo promesso la neve, ma di neve manco l’ombra. Fortunatamente tutto si è risolto con un lieto fine. Lo zoo è stato una piacevole sorpresa. Gli animali, a parte quelli in letargo come gli orsi, c’erano tutti, in quanto lo zoo dispone di habitat interni e a temperatura adatta a loro. La neve invece l’abbiamo trovata il penultimo giorno di vacanza a Innsbruck, ne è scesa talmente tanta da causarci problemi per la strada nonostante le gomme da neve.

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Un viaggio di tutto rispetto insomma, che ci ha regalato soddisfazioni e divertimento sotto tutti i punti di vista.

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