Sicuramente il modo migliore per visitarla è perdersi tra le sue vie. In una giornata torrida, dopo la visita al mercato centrale della città, iniziamo ad addentrarci attraverso le stradine. Prima di tutto direi di bere qualcosina. Ci fermiamo in un bar, dove beviamo un Ice Coffee buonissimo. Nel frattempo ci sono i soliti nebulizzatori che ci rinfrescano. Dopo circa un’oretta di pausa ci alziamo per andare alla scoperta dei tanti negozietti che popolano la città. Bodrum, conosciuta anticamente come Alicarnasso, oltre ad essere famosissima per essere una località turistica molto popolare tra le classi più agiate della Turchia, è anche la patria dello shopping e del tarocco. Qualsiasi marca voi vogliate, la troverete.  Non tutti sono riforniti per quello cui avete bisogno, ma con un po’ di fortuna e soprattutto pazienza troverete quello che state cercando.  Da segnalare una cosa molto positiva: le vie sono spesso all’ombra. Qualcuna è anche al sole ma spesso tra gli edifici vengono tesi dei teli o delle lenzuola che impediscono ai raggi solari di filtraree vi permettono di stare al fresco.  La nostra passeggiata inizia verso l’una e mezza. Ci lasciamo il castello alle spalle iniziando ad ammirare la merce esposta al di fuori dei negozi.

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I marchi sono tra i più famosi e la qualità è decisamente buona. Basta semplicemente avvicinarsi alle bancarelle o ai negozietti che subito i proprietari ancor prima di darti il buongiorno ti sparano subito il prezzo a bruciapelo. E se rifiuti non c’è problema, si può sempre ribassare.

 

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Tra un negozietto e l’altro ci inoltriamo nelle splendide vie che costeggiano il mare. Cerchiamo anche un posto dove mangiare ma a parte l’imbarazzo della scelta – i posti sono tutti con terrazza vista mare – i prezzi di questi ristoranti non sono proprio del tutto economici. Quello che invece è proprio a buon mercato è tutta le mercanzia: borse, magliette, cinture, scarpe, camicie. I prezzi esposti sono tutti trattabilissimi. Un venditore svogliato ci osserva mentre passiamo davanti a lui e quando ci fermiamo a  richiedere il prezzo di una cintura si desta dal suo torpore sparandoci subito venticinque euro. Non rispondiamo nemmeno e ci incamminiamo nuovamente. Il signore pur di vendere inizia a contrattare da solo passando dai venticinque ai quindici ai dieci e agli otto euro finali. Accettiamo. Solo che abbiamo monetine, pari a sette euro. Prendere o lasciare. Li prende e siamo tutti felici.

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Continuiamo a camminare fino a che non arriviamo alla spiaggia. Qui i negozi sono al sole e sotto la calura delle tre e mezza non ci pare il caso di continuare. Shopping, per quanto poco, lo abbiamo fatto. E’ ora di tornare indietro. Prima però andiamo a mangiare qualcosa, siamo tutti affamati. Ci fermiamo di fronte a un ristorante dove ruota uno spiedo con un Kebab gigantesco farcito di verdure. Kebab, patatine e birra.

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Dopo esserci riempiti la pancia, abbiamo una ultima curiosità da soddisfare: si vedono ovunque dei souvenir a forma di occhio color azzurro. Chiediamo informazioni ai venditori locali su che cosa rappresentino gli occhi. In un inglese stentato ci spiega che sono gli occhi di una principessa di Alicarnasso. Ci spiega a modo suo una storia che non riusciamo a capire. Quello che ci fa intendere bene invece è che sono dei veri portafortuna. Chissà che non sia vero. Effettuiamo l’ultimo acquisto e via.  La nave per Kos ci attende!

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P.S. Consiglio: a chi non volesse utilizzare i contanti ma la carta di credito per i pagamenti, consiglio vivamente di far effettuare l’addebito dal venditore davanti ai propri occhi. Ci era stato raccomandato dall’hotel ma me lo ha raccontato anche un tedesco conosciuto a Kardamena: il rischio è quello di trovarsi un doppio addebito. A lui è capitato. Semplicemente, il commerciante dice che il POS è nel retro bottega, va con la vostra carta ed effettua due addebiti. Vi consegnerà poi solo uno scontrino da farvi firmare. La tecnologia permette di ricevere l’SMS sul cellulare ma non è una cosa semplice poi da far stornare. Inoltre il commerciante dichiarerà di aver effettuato un solo addebito. Oltrettutto durante il pagamento i dipendenti tendono a distrarvi, parlandovi o offrendovi altra merce in modo da far fare il lavoro al proprietario del negozio. Ovvio, non succede ovunque e non facciamo di tutta l’erba un fascio,  però tenete gli occhi aperti. Diffidate e se non siete convinti lasciate perdere.