Me ne avevano parlato anni fa e mi avevano detto che ne sarebbe valsa la pena. Mi incuriosiva ma non mi attraeva e la mia risposta era sempre “Vabbé, ci andrò”, classica risposta di quando so che metterò la destinazione nell’ultima pagina dei posti da visitare e che tanto so che non vedrò mai. Invece mi sbagliavo. Avevo bisogno di evadere, tre giorni in casa mi avrebbero portato all’esaurimento, quindi decido che è meglio fuggire in un posto bello e vicino a casa. Prenoto un appartamentino economico a Versciaco, vicino a San Candido col proposito di inforcare le bici e farci quei 40 chilometri che ci separano da Lienz, in Austria.

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I monti che ci danno il buongiorno sono splendidi, illuminati dal sole mattutino con una nuvola che fa da berettino di lana alle cime ancora innevate.

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Facciamo una breve passeggiata ai piedi delle montagne e poi ci rechiamo all’Hotel Lowe dove ci attendono le nostre bici. La partenza è alle undici. Per percorrere i primi dieci chilometri ci mettiamo una vita, io mi fermo sempre a fare foto a tutto quello che mi circonda. I primi venti chilometri sono i più belli, si corre nella vallata accompagnati dai monti e dagli animali che pascolano all’interno dei recinti. La prima tappa la effettuiamo oltre il confine austriaco, che non ci accorgiamo di passare. Ci fermiamo alla fabbrica che produce i famosi Wafer dallo slogan “…che bontà”. Facciamo provvista di wafer, beviamo un caffè e ripartiamo. Il nostro percorso continua fino a uno dei tanti ristori che si trovano lungo il tragitto. Ci fermiamo all’ombra degli alberi, comodi sulle panche e sul tavolo che ci darà ristoro per la prossima mezz’ora.

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Alla fine del nostro break, entriamo nella seconda parte del percorso. Da un lato è il meno spettacolare, la boscaglia che ci avvolge non offre granchè da vedere se non il fiume che ci accompagna per tutto il tragitto, ma dall’altro è senza dubbio il più veloce. I saliscendi sono continui e a volte non serve neppure pedalare per far andare la bicicletta.

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A quattro chilometri circada Lienz ci fermiamo a vedere le cascate della gola della Galizia, ad Amlach. Ci sono due percorsi da scegliere: il primo è quello che facciamo noi, visita alla cascata, o meglio alle cascate. Altrimenti potete fare un percorso alternativo, un percorso di scalata sospesi tra le rapide. Noi optiamo per il primo. La visita dura circa mezz’oretta. Questo è il tipo di spettacolo che vi trovate davanti.

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Alla fine della visita ci riprendiamo le nostre biciclette e arriviamo a Lienz. C’è solo l’imbarazzo della scelta nello scegliere la gelateria, ce ne sono talmente tante che non si sa quale scegliere. Un giro per il centro e ci dirigiamo poi in stazione convinti di ritornare a San Candido. Il treno però non c’è, il successivo è tra due ore. Fortunatamente mi ricordo uno dei paesini che si trovano prima di casa nostra, è Sillian. Fatalità c’è un treno che ci porterà lì, a 10 chilometri dalla nostra destinazione. E quei dieci chilometri saranno molto più pesanti dei quaranta già percorsi. Un autentico massacro, dieci chilometri di salita che con una bambina sul seggiolino non sono il massimo. Senza contare che non abbiamo una sella imbottita o un paio di pantaloni da ciclista.

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Arriviamo a casa stremati ma alla fine della giornata però mi sento di dire  “ne è valsa la pena”.