Bodrum, sinceramente non la conoscevo. L’avevo sentita nominare ma niente di più. Poi, in una delle nostre ultime giornate a Kos, decidiamo che forse è il caso di andarla e vedere e capire perchè molte persone ne parlino così tanto, nell’isola. Così di buon mattino, con un autobus organizzato dall’Hotel dove alloggiamo, arriviamo al porto di Kos Town. Ogni ora partono barche a vela, traghetti e aliscafi per la Turchia, che si trova a soli 4 chilometri di distanza.

Non è certo una giornatina fresca a Bodrum, fanno quasi 40 gradi al sole alle dieci del mattino e cerchiamo riparo sotto la poca ombra che ci circonda. Le pratiche doganali sono rapide, basta far vedere la carta d’identità per entrare.

Per ingannare il tempo facciamo un giro per il lungomare al riparo delle palme per ripararci dal sole e cerchiamo refrigerio al di sotto dei nebulizzatori dei ristoranti che per fortuna sparano acqua nebulizzata fino ai marciapiedi. Il motivo della nostra visita è principalmente il mercato centrale: per raggiungerlo dobbiamo dirigersi verso le montagne che circondano la città. Il mercato si affaccia su uno spiazzo per gli autobus e fortunatamente è al coperto.

DSCN5732

 

C’è tantissima gente, ma soprattutto un caos incredibile. I venditori non si risparmiano, urlano, invitano, inportunano, mostrano la propria mercanzia dalle loro bancarelle.  Le più belle sono quelle delle spezie, tutte coloratissime e profumatissime. Poi ci sono le bancarelle delle scarpe, dei sari, dei tappeti, degli abiti, ma anche dei  prodotti tipici. Alcuni venditori che passano con dei carretti tra la folla senza alcun rispetto, per fare rifornimento di merce da esporre, rischiano di investire chiunque incontrino sulla loro strada. Fortissimo è l’odore della carne di Kebab, che mi fa venire l’acquolina in bocca.

DSCN5729

 

Così decidiamo che è ora di mangiarci un panino portato da casa. Due bocconi e mi si avvicina un ragazzino.

“E’ Buono?” mi chiede in inglese.

“Perchè?”. Lo guardo diffidente. Ha fame o mi vuole vendere qualcosa?

“Come, come my friend”. OK non siamo amici, ma potremmo diventarlo. Ci conduce verso la sua bancarella. Il mio panino è salvo. Prende una spezia di colore rosso-arancio e ce la mette sul panino. All’inizio non sa di niente, poi arriva il bello. E’ leggermente piccante ma dá al cibo un gusto molto gradevole. Bene, questo è il primo acquisto. Poi ci propone qualche spezia afrodisiaca – fosse vero sarei padre di dieci figli – e qualche altra molto piú piccante.

“My friend, are you thirsty?”.

Si ho sete, ma ho già la mia acqua. Prende tre bicchierini dalle condizioni igieniche non invidiabili e li riempie di acqua con una polverina verde, gialla e rosa, rispettivamente menta, limone e fragola. Non badiamo ai bicchieri, chiudiamo gli occhi e beviamo. Le spezie trasformano l’acqua in tre bicchierini di té che gustati freddi sono una delizia.

 DSCN5728 DSCN5733

Ci prendiamo anche qualche altra spezia e in particolare il thè alla melissa. La contrattazione é d’obbligo. Riusciamo a ridurre il prezzo a poco piú della metá di quello offerto. 

DSCN5734 DSCN5737

Ci concediamo un ultimo giro ad ammirare le ultime bancarelle coi venditori locali che dormono sulla loro merce. Crediamo che per la mattinata sia abbastanza, è ora di uscire e visitare la città, non prima di aver visto un venditore di galline stipate in una gabbia.

 

DSCN5742